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Una storia di Lapennadirox1965

IL VENDITORE DI POLTRONE

...

128 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 21 gennaio 2021 in Humor

Tags: #attualit

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…Alla fiera dell’est, per due soldi,

un topolino, mio padre comprò…


Mi hanno mandata a Roma per lavoro.

Oggi è una bella giornata di sole, l’aria cristallina, è quella tipica delle giornate invernali fredde ed asciutte, dove gli oggetti assumono contorni nitidi, come fotografie ritoccate con Photoshop.

Ho la mattinata libera, a causa di un appuntamento saltato.

Mi aggiro per la città, senza destare troppa attenzione ai monumenti che sebbene bellissimi, oggi non mi attraggono.

Mi attira la gente.

Mi attira la vita vera.

Mi allontano dal centro.

Mi perdo in un dedalo di viuzze.

Ad un certo punto, non so più dove sono.

Alzo lo sguardo e vedo palazzi di buona fattura, ma abbandonati all’ aggressione del tempo ed all’incuria dei proprietari.

Forse non è incuria ma semplice mancanza di soldi per l’onerosa manutenzione.

Osservo i panni stesi, come tanti Arlecchini volanti.

Da lontano scorgo un mercato.

Continuo a camminare, con l’intento di chiedere lumi circa la mia posizione.

Senza scomodare Google Maps.

Mi addentro tra le bancarelle.

L’odore acre e appetitoso dei formaggi e dei salumi, i colori della frutta, siamo in inverno tutte le gamme degli arancioni ma soprattutto, il vociare dei venditori, novelli imbonitori di chi è a caccia di affari nel campo dell’abbigliamento, più o meno fasullo.

Una bancarella mi attrae.

Pare non avere nulla sopra.

Mi avvicino per vedere meglio, e finalmente per chiedere, in quanto donna, indicazioni verbali (Google Maps deve essere uomo !), circa la mia posizione rispetto il planisfero.

Il venditore è tranquillamente seduto, tutto imbacuccato, a leggere il giornale.

Sul tavolo improvvisato, neanche troppo grande, vi sono numerose fotografie.

Di poltrone.

Sarà un antiquario, che per evitare di smazzarsi il carico e scarico, di pesanti mobili, ogni mattina, ha fotografato, quanto ha in magazzino.

Penso a casa mia, dove servirebbe una bella consolle da mettere nell’ingresso.

Decido di chiedere.

Osservo meglio l’uomo.

E’ magro, abbastanza dimesso nel vestire o meglio, vestito con abiti comodi e caldi, di buona fattura, ma molto usati, sebbene puliti.

La sedia su cui è seduto, è una semplice sedia pieghevole.

Almeno poteva portarne una un po’ più bella, per una migliore pubblicità e per sua maggiore comodità.

Comincio ad osservare le foto.

Lui mi guarda di sottecchi con un sorriso sornione.

Ci sono poltrone Luigi XV, sedie a dondolo Old America, poltrone a fiorami stile Laura Ashley, sedie in plastica arancione anni ’70, insomma un po’ di tutto.

<< Buongiorno>> gli dico, << Mi scusi avrebbe anche delle consolle?>>

<< No , io vendo solo poltrone, sono un venditore di poltrone>>

Ribatto:

<< Questo l’ho capito, ma non avrebbe nel suo negozio, anche altri mobili?>>

Risponde lui:

<< Forse non mi sono spiegato, ma vendo SOLO POLTRONE.>>

Deve essere un po’ ottuso, penso tra me.

Lui mi guarda, gli scappa un sorriso; ripiega con cura il giornale, lo appoggia sul tavolo, alza lo sguardo verso di me e mi fissa attentamente.

<< Vedo che non ha capito, intendo solo poltrone perché sono specializzato in quello, come vede ne ho moltissimi modelli, alcuni vanno più di altri ma quello che va per la maggiore, soprattutto in questi giorni, è questo.>>

Mi mostra una foto di una poltroncina di velluto rosso , un po’ consunto, con il bordo in legno scuro, tarlato. Sembra una poltroncina del cinema parrocchiale, dove andavo da bambina.

Io non la metterei nemmeno in garage.

Vai a capire i gusti della gente.

Vedo che l’omino osserva il mio sguardo interrogativo.

Sorride sotto i baffi.

<< E’ un pezzo importante, arriva da Palazzo Madama ! >>

Io continuo a non volerla mettere nemmeno in garage.

All’improvviso, si accende una lampadina nel buio dei miei neuroni.

Oggi è il giorno del voto di fiducia al Senato!

Guardo l’omino.

Ci intendiamo con uno sguardo.

Il suo sorriso si fa più ampio.

<< Ora ho capito perchè ne ha vendute tante in questi giorni!>>

<< Mi fermerò fino stasera, non si sa mai, qualche ritardatario …>>

Lo saluto e gli auguro una buona giornata.

Continuo la mia strada (mi sono dimenticata di chiedergli dove fossimo !).

Intanto penso …

Penso che il suo settore merceologico, a dispetto dei codici ATECO, sarà sempre florido.

Un po’ come quello di Beppe, il mio amico che vende casse da morto.




Rossella Gioda


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