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Una storia di Milcham

La crisi dei 25anni

Giovani adulti non-pronti

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3 minuti

Pubblicato il 15 gennaio 2019 in Altro

Tags: #Giovinezza #crisi #nonpronti #ansia

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Alle volte ho come l’impressione di star vivendo una vita non mia. Alle volte mi sento soffocare. Credo sia quando il desiderio si fa di nuovo vivo, acceso, e la fiamma ha quel suo crepitio inconfondibile. Alle volte sento che vorrei disperatamente andarmene. Andar via da questo posto, andar via da tutti. Credo che a 26 anni alcuni possano rivivere una sorta di nuova adolescenza. È come sentire di non avere un posto, un luogo in cui sei qualcosa e puoi fare qualcosa. È come sapere di avere l’età giusta per essere ma non sei niente, non combini niente. È una sensazione molto singolare. Infatti il tono predominante è la paura o l’ansia. E l’insoddisfazione. Almeno nel mio caso. Ho una cazzo di paura di non riuscire a combinare niente nella vita. Di restare una anonima ragazza di un anonimo paese con una anonima vita del cazzo. Una ex bella ragazza che ora si è tagliata i capelli corti tipo Fantaghirò o Giovanna D’Arco e ha praticamente buttato nel cesso qualsiasi sexappeal. Eppure non è stato sempre così. Ricordo da piccola, alle elementari, il momento della sfilata familiare delle pagelle. Era un momento di trepidante competizione. Io e mia cugina, le due nipoti maggiori, con un anno di differenza l’una dall’altra al termine del quadrimestre dovevamo far sfilare la pagella in mano a tutti i parenti che avrebbero visionato e fatto i rispettivi complimenti per il rendimento scolastico. Ad oggi penso che fosse una trovata del cazzo. Un modo perfetto per produrre personalità narcisistiche. È durata per tutti i cinque anni comprese le medie. Orribile. Non ho molti ricordi di quel momento se non che sapevo che in qualche modo la mia rivale avrebbe mostrato voti migliori. Probabilmente quella è stata la fucina del voler essere “speciale”. Uno dei problemi piu’ ingombranti se ti ritrovi a 26 anni prossima alla laurea specialistica e con un lavoro part-time da cameriera. Cazzo alle volte penso che forse sarebbe meglio essere convinti di far parte dei “normali”. Immaginiamo se i miei sogni di grandezza non porterassero a niente. Ci sarebbe una specie di fortissimo breack-down. Una sorta di crisi esistenziale. Perchè sei cresciuto convinto di essere una specie di fortunato speciale chiamato a fare grandi cose mentre invece non sei nessuno, non hai combinato niente e magari sei ancora a pulire i tavoli del locale con i clienti che fanno “bel culo”. E magari sei pure solo perchè non hai manco messo su famiglia. Perché anche in quel caso ti cagavi sotto. Ecco sono tipo questi pensieri che ad alcuni giovani adulti come me passano per la mente e sì che esiste la crisi dei 25 anni. Al giorno d’oggi esiste perchè fondamentalmente cresci in una società narcisista e deliroide ma sei troppo vecchio per fare certe cose e troppo giovane per farne altre. Troppo immaturo per trovare il tuo posto nel mondo ma troppo vecchio per fare il ragazzino irresponsabile. Quindi sì anche io oggi sto passando una crisi esistenziale. E no, non riguarda solo la mezza età. Forse è pure peggio per noi perchè sentiamo sulle spalle il peso di dover cambiare il mondo ma fondamentalmente ci mettono in mano un bastoncino storto e manco appuntito. Quindi ecco, benvenuta crisi dei 25 anni!


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