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Una storia di Massimo.ferraris

Le cento sfumature dell'amore

Un bus, tre aforismi e una fermata

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8 minuti

Pubblicato il 14 dicembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #aforismi #amore #racconti #storie

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Partiamo da un presupposto: adoro essere innamorato, anche se non necessariamente di qualcuno. Mi basta sentirlo scorrere dentro ed il gioco è fatto: sono felice. Bello, vero? Una dichiarazione secca e precisa che non lascia dubbi. Voglio vedere quanti condividono il mio pensiero, certamente la maggior parte della gente, pure quella grande percentuale che si atteggia a menefreghista e dice che sono tutte cose troppo mielose, per poi trovarli a piangere da soli davanti ad un film sentimentale. Ne conosco tanti così, di tutte le età, che potrebbero giurare e spergiurare sula testa del prossimo (mai la propria) che a loro la cosa non interessa.
Stamattina va così, è iniziato tutto dopo essermi svegliato alle sette e trenta pronto per andare al lavoro, solita routine collaudata, fatta di gesti automatici e mancanza di idee. Ma proprio in quel vuoto temporale è scaturita questa certezza e la voglia di scoprire se sono solo io il povero citrullo che crede ai sentimenti, oppure se basta poco per trascinare chiunque verso il mio stato.

Sono bizzarro, con un'età che "sta in mezzo", ancora tanti sogni, una marea di emozioni tenute sotto controllo che cerco di soddisfare con certosina calma e la curiosità degna di un segugio.
Sono sulla corriera delle otto e quindici, solito sedile che sembra aspettarmi e osservo chi mi sta intorno; a parte un paio di coppiette il cui affetto è assodato, la maggior parte ha il viso assorto nei propri pensieri, oppure nei cellulari, o ancora nel quotidiano. E' il momento giusto, sono pronto, anche a costo di passare per pazzo. In mano ho un libretto di aforismi sull'amore, nel quale ho segnato le frasi che preferisco. Faccio chiarezza nella voce, dando un colpo di tosse, ed inizio.
-L'amore si scopre soltanto amando. Coelho- le teste si voltano nella mia direzione, io taccio e guardo fuori dal finestrino. Nessuna reazione, solo la pressione degli sguardi. Passa un minuto, tutti tornano indifferenti. Ricomincio.
-L'amore guarda non con gli occhi ma con l'anima. Shakespeare- mi scappa da ridere quando una ragazza in piedi inizia a mormorare qualche parola nell'orecchio di un'amica. Questa volta il vociare dura di più, tanto che prendo la palla al balzo e affondo con il terzo aforisma.
-Quando l'amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ardue e ripide. Gibran-.
-Io l'ho seguito e guarda come sono finita- dice una signora sulla settantina seduta due file avanti. -Con tre figli che manco sanno dove abito, non si fanno sentire mai e un marito che gioca a carte al bar dal mattino alla sera.-
-Ma quando vi siete conosciuti vi amavate?- interviene la ragazza di prima.
-Certo che si- risponde, mettendo in mostra una bocca sdentata, -ma l'amore finisce, cara mia.-
-Non necessariamente, basta saperlo coltivare- dice una rossa quarantenne.
-Bisogna essere fortunati e trovare la persona giusta!- esclama un trentenne barbuto. -Io ad esempio ho avuto la fortuna di incontrarla.-
Rimango in silenzio, incredulo di aver innescato un dibattito con sole tre citazioni. I discorsi iniziano ad accavallarsi, tanto che pure l'autista si fa attento e rallenta, per non rischiare di perdersi l'evento.
-E lei, che ci ha trascinato in questa discussione?- mi chiede la settantenne, vedendo che rimango in disparte.
-Io?- chiedo candidamente. -Amo l'amore- rispondo in modo sibillino.
-Ah, sono capaci tutti ad ammetterlo, ma che significa davvero amare?- questa volta è l'autista.
Già, che significa? E non parlo di amore tra uomo e donna o per i figli, per gli animali o i propri interessi, parlo di amore globale, un concetto che per tutti è come la comprensione dell'infinito. Abbiamo dei limiti, come esseri umani, la nostra sfera di conoscenza si ferma al reale, attorno al quale costruiamo il tutto. Quindi, dare una risposta a questa domanda è estremamente difficile e piuttosto personale.
-L'amore è il rispetto che si da alle cose- dice una donna vestita elegantemente, in mano una ventiquattrore. -Ed io non ne sono un buon esempio, visto che faccio l'avvocato- affermazione azzardata.
-Allora nemmeno io che sono commercialista- uomo cinquantenne con barba curata.
-Non amate il vostro mestiere? E' questo che intendete?- chiede l'amica confidente della ragazza.
La donna elegante sembra arrossire, quindi fa un cenno con la mano che sta a significare: lasciamo perdere.
-Però quando avete intrapreso gli studi credevate nel vostro percorso. Era amore per la cultura, per quello che la vita vi avrebbe donato- intervengo.
-Tutta colpa dei soldi- commenta un anziano seduto davanti a me. -Con quelli ci compri tutto, anche l'amore- si guarda intorno. -Ditemi che non è vero!-
Commenti di approvazione, qualcuno si dissocia, ma la maggior parte conviene che le cose stanno proprio così.
-Sono stato sposato quasi venticinque anni- continua l'uomo, -fedele sempre alla donna che ho conosciuto una sera d'estate ad una festa. Le solite storie, fatte di sguardi, di uscite e cene romantiche, sino a quando non si è arrivati al matrimonio. Io ero un muratore, molto bravo e guadagnavo bene, la facevo vivere come una principessa, non mancavo mai di tenerla al centro della mia vita. Era amore...-
-Era?- chiede la ragazza mormorante.
-Si, era... sino a quando, dopo venti anni di matrimonio, ho scoperto che le piaceva spassarsela con altri uomini. Davvero brava, lo ammetto, a non farsi scoprire. Il lusso era qualcosa a cui non sapeva rinunciare, come pure alle lusinghe e ai complimenti. Sprizzava femminilità da tutti i pori, sapeva tenermi al guinzaglio senza che me ne accorgessi.-
Mi sento a disagio, e comincio a pentirmi di aver dato vita ad un dibattito che si sta facendo amaro.
-Ma un giorno venni a conoscenza di una tresca- continua. -Si vedeva con un mio vecchio amico, di cui avevo perso le tracce da anni. Lo incontrai, lui mi parlò di una donna favolosa con cui si appartava, del lavoro di rappresentante di preziosi che gli permetteva di vivere da nababbo. Eravamo stati compagni di scuola e ottimi amici, per cui fu normale per me riallacciare la vecchia amicizia. Un giorno mi volle portare a conoscerla e trovai lei...-
Dalle bocche dei presenti si levano suoni di stupore: io immagino già la storia dove andrà a parare. Fine dell'amore, abbandono, giorni tristi e una lunga agonia che porta all'accettazione. Invece no, l'anziano spiazza tutti.
-Quando mi vide sbiancò, il suo bel sorriso si trasformò in una smorfia di dolore. Era da tempo che immaginavo che c'era qualche segreto tra noi, e quella fu la dimostrazione lampante. Mi avvicinai e con tutta la disinvoltura che riuscii a far trasparire disse all'amico: Ah, ma è questa? Dammi retta, me la sono già passata tempo fa, è una che mira solo ai soldi, una poco di buono.-
Qualcuno ride, altri fanno versi stupiti, la corriera diventa un ritrovo di amici. La fermata si avvicina, le due ragazze si portano all'uscita e una delle due mi ringrazia. Ringraziare me? E che ho fatto se non recitare aforismi?
-Lei ha fatto capire cos'è l'amore- dice l'anziano, posandomi una mano sulla mia. -Il fatto stesso di essere riuscito a coinvolgere tutti in un discorso è sinonimo di buon cuore; sono sicuro che fuori, chissà dove, ci sarà qualcuno che la aspetta. Ma stia attento a donare l'amore, lo centellini in piccole dosi, perchè un fiume in piena fa presto ad asciugarsi, mentre un torrente a volte scorre per tutta la vita- si alza a sua volta, tra gli sguardi dei presenti che sorridono. L'avvocato e il commercialista si lanciano un'occhiata piena di rimorso, la rossa inizia a messaggiare con il sorriso che gli illumina il viso. Anche la settantenne sospira, mentre il trentenne mi fa l'occhiolino.
Ho cercato risposte sull'amore e ne ho ottenute tante, tutte diverse, ma che portano in un'unica direzione, quella della ricerca di noi stessi. Chiudo il libretto, lo metto in tasca e guardo fuori dal finestrino il paesaggio cittadino del mattino. Tutto sembra frenetico e irraggiungibile, ma so che l'amore serpeggia tra questi esseri che sfilano senza sosta al passaggio. Teste e cuore, con storie alle spalle e speranze davanti agli occhi, ricerca di una felicità che porta gioia e dolore, perchè in fondo l'amore è il risultato di vari stati, che attraversano il dolore per poi sfociare nella felicità.
-Ricordi quello che le ho detto- dice l'anziano alzandosi, -non dia mai troppo, e di sicuro nulla per scontato.-
Annuisco, ci rimugino, poi gli faccio un'ultima domanda: -Con sua moglie, poi, come è andata?-
Lui ci pensa su, scrolla il capo, ma non abbandona il sorriso.
-Siamo ancora insieme- risponde felice. -L'amore aveva preso una direzione sbagliata, ma questo non vuol dire che i sentimenti, quelli che ci sono stati, dovevano essere buttati via. Si sono evoluti, hanno avuto il tempo di asciugarsi dalla pioggia dell'indifferenza e tornare caldi al sole dell'affetto. Tornassi indietro la farei calare da quel piedistallo dove l'avevo messa e la tratterei come mi sarei trattato io, avendo cura di me stesso. Il torrente ha ripreso a scorrere vent'anni fa e da allora non si è più asciugato.-
Le porte si aprono e scende, dietro alle due ragazze che mi salutano con la mano. Sono spiazzato, meravigliato dalla forza delle sue parole. Chissà, mi dico, se un giorno anche io tirerò le somme dell'esistenza e, guardandoci dentro, riuscirò a percorrere la via che porta all'amore.

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