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Una storia di Alasky

Pillow Talk

Innamorati di te stesso poi del resto

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3 minuti

Pubblicato il 29 dicembre 2020 in Poesia

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È quando ti ritrovi nel letto alle prese con un mal di testa che capisci quanto la vita sia sottile, che con un soffio di vento lei possa scivolarti via dalle mani e tu rimani al buio, senza nessuno con cui parlare.


Essere rinchiusi in casa, in questa quarantena infinita, è meno dura di quanto credessi, di giorno almeno.


Di giorno sono felice perché sento la vita pullulare nelle strade vuote. Sento gli uccelli canticchiare, sento la natura. Il sole che mi scalda quando mi appoggio sul davanzale marmoreo del mio balcone, i pochi fiori rimasti nel vaso lì di fianco. Tutto questo mi dona speranza, io so che tutto tornerà se non come prima sicuramente meglio.


I cambiamenti non sono malvagi, ci aiutano a comprendere e a evolverci in qualcuno di superiore. Questa metafora è da applicare anche nella vita in piccolo, nelle nostre esperienze quotidiane, quando senti di non farcela semplicemente esci dalla tua prigione immaginaria e vai al sole, vai dove tutto vive.


Anche le urla di mio fratello sono belle confrontate al silenzio della notte che occupo con le rumorose voci del televisore.


È nella notte dove io mi chiudo di più, ritorno nella mia buia prigione immaginaria aspettando che il mattino arrivi presto, aspettando la luce.
In quel luogo tutto è scuro, senza distinzione di forma, ma con la sensazione di sapere cosa ci troverai.


Ma è tutto lì nella tua testa, basta trovarlo e sostituirlo.


Anche una semplice distrazione può allontanarti quel senso di vuoto e solitudine che ti perseguita, che è sempre pronto a saltarti addosso e a buttarti giù per sempre.


Ho appena superato la mia depressione, sono ritornata a galla, alla luce, posso finalmente respirare. Sono più forte di prima, sono una persona nuova con poteri che non credeva di avere, sono magica, sono forte e indistruttibile. Ciò che mi ha portata alla distruzione alla fine mi ha fatta tornare in vita, sono risorta dalle ceneri come una fenice, bellissima e ammaliante.


Tutto questo non è arroganza, è l'accettazione della nuova me. Mi merito un trattamento migliore da me stessa, una nuova concezione. Non merito il male, devo trattarmi con più cura perché se non lo faccio io, chi lo farà per me?


Se non ci sarò io a sostenermi quando la notte penso di non farcela chi ci sarà lì per me? Nessuno, questa è la risposta. Per questo io ci sarò, per questo io ho cambiato idea su me stessa.


Ognuno ha i suoi pregi e difetti, tutti meritiamo l'amore, meritiamo la felicità, anche gli esseri più spregevoli di questa terra ne hanno di bisogno, è proprio per l'assenza di quest'ultimo che diventano persone orribili, perché si sentono persi, perché hanno perso il rispetto in loro stessi e hanno smarrito la via.


L'amore è la torcia che ti illumina il cammino, che ti orienta e che fa quadrare finalmente tutto.


Ma l'amore non proviene da un uomo, da una donna che occupano la figura del fidanzato/a, ma può venire da chiunque ma in prima linea deve venire da noi stessi.


Se non ci amiamo noi chi altro riuscirà a farlo?


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