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Una storia di Giulia_

Niña mala

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9 minuti

Pubblicato il 23 febbraio 2019 in Storie d’amore

Tags: #sessoamore

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Partiamo dal presupposto che è una storia vera, è la mia storia.

Inizió tutto dai social, come ogni cosa ormai. Un semplice mi piace. Mi ero da poco lasciata con il mio ragazzo, dopo ben 4 anni di relazione, e credevo di essere pronta a fare nuove esperienze. Credevo. Non avevo mai amato nessuno come avevo amato Alessandro, davvero credevo che sarebbe stato l'uomo della mia vita. Non ero mai stata fisicamente con un ragazzo o avuto avventure di una notte. Avevo appena 20 anni e mi sentivo pronta a prendere la mia vita in mano. Avevo voglia di fare tutte le esperienze che mi ero preclusa in quei 4 anni. Avevo 20 anni e mi sentivo Donna, con maggiore consapevolezza rispetto a quando ne avevo 16.

Partì tutto da un mi piace, il ragazzo che al liceo era considerato il più figo dell'istituto mi aveva iniziato a mettete like, farsi notare. Inizialmente mi fece uno strano effetto perché era uno di quei ragazzi che pensi non ti guarderanno mai. Non sono una brutta ragazza ma di certo i suoi standard erano più elevati. Alla "contentezza" e stupore subito si sostituì il fastidio. Fastidio perché aveva la fama del don Giovanni, del traditore seriale e ovviamente le intenzioni che aveva erano chiare. Dopo svariati tentativi di attirare la mia attenzione, mi contattò. Lui fu anche abbastanza gentile, più di come lo descrivevano. Ma io, prevenuta, lo risposi in maniera fredda; tanto è vero che lui si congedò. Riuscii a salvare la conversazione in calcio d'angolo e così continuammo. Di certo esercitava un certo fascino su di me e benché le sue intenzioni fossero ovvie (per me), essendo predisposta a nuove esperienze in quel periodo, accettai quello strano corteggiamento. Chiaramente ne parlai con le mie amiche che mi proibirono quasi di continuare a parlargli. La seconda volta che parlammo, il discorso inevitabilmente finì sul sesso. Io gli feci intendere che conoscevo la sua fama da donnaiolo e che con me non avrebbe funzionato ma lui mi fece sentire una cretina totale. Se ne uscì con un episodio di un anno prima, descrivendomi perfino come ero vestita. Mi disse che in quell'occasione mi aveva notata ma essendo entrambi fidanzati, aveva lasciato perdere. Inoltre disse che al liceo più volte mi aveva guardata ma io avevo sempre ignorato tali atteggiamenti. Comunque riuscii ad arrancare qualche scusa goffa e si risolse con un invito ad uscire. Li per li accettai ma non avrei dovuto farlo. Questa storia la sto scrivendo mentre la vivo è quindi non posso dire se sia stato un bene o un male accettare, posso dire che mi ha creato dei casini.

CAPITOLO I


Partiamo dal principio, da quel primo incontro. Io ero molto agitata perché non ci avevo mai parlato, benché lo conoscessi benissimo. Non sapevo che dire e non avevo un primo appuntamento da ben 4 anni. Inoltre mi secca ammetterlo ma ero lusingata volesse uscire con me. Nella macchina l'imbarazzo più totale finché io me ne esco con la storia del sesso. Decisamente l'imbarazzo si fece ancora più palpabile. Lui se ne uscì con qualche battutina del tipo che i ragazzi vengono sempre accusati di essere superficiali ma in quell'occasione lo ero stata io. Una volta entrati nell'argomento sesso si capì che entrambi eravamo favorevoli se così si può dire hahahaha. Lui mi propose di andare a casa sua, visto che i genitori erano fuori. Si, lo so che non sarei dovuta andare ma mi sentivo una nuova ragazza, pronta a nuove esperienze e lui era piuttosto carino. Arrivati a casa sua si creó un'atmosfera che non mi sarei mai aspettata. Si creó una specie di intimità, ci sedemmo, aprimmo due birre e iniziammo a parlare. Stranamente parlammo della sua famiglia, del suo amore verso la sorellina più piccola, delle sue passioni, del suo lavoretto pomeridiano, dei suoi studi. Io parlai poco, anche perché sono sempre stata brava ad ascoltare le persone. Quel ragazzo così spavaldo e stronzo aveva un bisogno matto di parlare con qualcuno delle cose che davvero riteneva importanti. Magari con gli amici non aveva occasione ma sta di fatto che mi sorprese. Mi sentii davvero vicina a lui. Per la prima volta dopo tempo non pensai al mio ex, e al modo in cui mi aveva lasciata. Sentivo che c'era una connessione tra di noi. Dopo un po' che parlammo il discorso si spostò sugli ex ma quando sentii che era stato male per essere stato lasciato non potetti stare zitta. Gli chiesi con che coraggio poteva dire una cosa del genere se aveva tradito quella povera ragazza con cani e porci. Alcuni tradimenti li confermò, altri li negó ma sta di fatto che toccammo di nuovo l'argomento sesso. Eravamo in salotto e le luci erano molto forti, allora mi spostai sul divano, dove erano più tenui. Lui venne accanto a me e non so come ci guardammo e ci baciammo. Fu un bacio molto passionale, lui mi prese per la testa e mi baciò e io lo strinsi a me. Essendo sul divano, semi sdraiati, durante il bacio lui inizió a toccarmi la gamba e piano piano sali con la mano. Io continuavo a stringergli il braccio muscoloso. Sentire quel braccio possente che mi toccava l'interno coscia mi eccitó da matti. Lui con la mano saliva sempre di più fino a che arrivó alla mia mutanda. Quando inzió a toccarmela da sopra mi eccitai davvero molto e iniziai a toccarglielo anche io. In breve ci trovammo nudi l'uno sull'altro, continuavamo a baciarci e toccarci finché avvenne una cosa che ancora ora mi stranisce. Li per li mi fece un po' schifo razionalmente ma allo stesso tempo mi fece eccitare al punto che gli saltai letteralmente addosso. Mentre ci baciamo mi sputó, esatto mi SPUTÓ, sul petto e inzió a toccarmi il seno che a quel punto era bagnato facilitando il suo movimento. Iniziò poi a tirarmi i capelli, facendomi anche male ma ero così eccitata/sconvolta che lo lasciai fare. Dopo esserci baciati ed esserci toccati a vicenda lui mi prese letteralmente di peso e mi portò sul letto. Mi sbatté così forte che nonostante la superficie morbida del letto mi fece quasi male. A quel punto mi aprì le gambe con forza e inizio a leccarmi la vagina. Lo faceva con tale delicatezza che sembrava quasi uno sfioramento ma ad un tratto divenne più violento, quasi facendomi male, ma sempre un dolore sopportabile ed eccitante. Allora a quel punto anche io lo presi e lo lanciai sul letto. Lo imitai e gli sputai sul pene. Una volta lubrificato dalla mia saliva, iniziai a leccarlo con delicatezza e poi a succhiarlo con forza. Vedevo che gli piaceva e ciò mi dava l'impressione di una cosa proibita. Ad un certo punto si alzò e si mise il preservativo. Anche qui tutto come prima, partì delicatamente per poi trasformarsi in un animale. All'inizio lo infilò piano, ma una volta dentro andò fortissimo. Facemmo mille posizioni, sempre lui che mi prendeva di peso e mi metteva come piaceva a lui. Ed anche a me piaceva, mi sentivo un suo oggetto e, mi scuseranno le femministe convinte, ma questa cosa mi faceva impazzire. Una volta finito, restammo sul letto e scambiammo qualche battuta che ora non ricordo perché senza senso e dettate dall'imbarazzo. Ancora in intimo andai in bagno e mentre scendevo al piano di sotto mi feci male sulle scale. Lui subito mi soccorse e mi accompagnò al piano di sotto tenendomi in vita. Quelle mani che erano state così possenti ora erano delicatissime, quella presa prima certa e decisa ora era timida. Nei giorni successivi non feci che pensare a lui, per 3 motivi. Prima di tutto non ero mai stata con nessuno che non fosse il mio ex e mi sentivo diversa, come se avessi fatto sesso per la prima volta. Secondo motivo perché non avevo mai fatto del sesso così libero e senza inibizione. Ed ultimo motivo perché lui chiaramente non si fece sentire. Mi sentivo usata, come se fossi stata la sua puttana. Aveva avuto ciò che voleva e addio. Questa cosa mi fece sentire una totale idiota ma d'altro canto non capivo perché si fosse aperto così con me. Se il suo fine era quello perché parlarmi della sua vita, delle sue cose intime? Sarà stata la tecnica che usava con tutte? Per il momento poco mi interessava perché ero concentrata su di me. Durante le giornate successive quando mi trovavo sola avevo dei flashback di quella serata. Mi sentivo le sue mani addosso, mi guardavo allo specchio e mi vedevo diversa. Nella mia testa mi sentivo così diversa che se venivo fissata da mia madre o altre persone avevo la sensazione che si capisse tutto. Come se pensassi ad alta voce, come se le immagini che avevo in testa fossero proiettate su un maxi schermo.

CAPITOLO II


Nonostante la mia convinzione di andare avanti, non avevo ancora del tutto dimenticato il mio ex. Non so se può chiamarsi telepatia ma proprio mentre lo pensavo un giorno mi contattò. Mi chiese di vederci per un caffè. Sembrava tranquillo come se fossimo amici di vecchia data, mente ci eravamo lasciati da poco e dopo una storia davvero tormentata. Ovviamente informai le mie amiche sia del mio ex che di quest'altro ragazzo. Ancora ne ho scritto il nome perché anche solo pensare al suo nome o addirittura scriverlo mi fa effetto. Lo chiameremo Matteo. Le mie amiche chiaramente non erano contente delle situazione con Matteo ma la presero piuttosto bene e vollero sapere i minimi dettagli. Per quanto riguarda Alessandro anche loro erano alquanto perplesse. Passarono mesi e divenne estate.Rifrequentai Alessandro e avevo quasi dimenticato Matteo. Un giorno però Matteo si rifece vivo. Io contentissima come una deficiente mentre lui mise in chiaro che voleva solo fare sesso. Nonostante ciò, a me stava bene, anche perché le cose con il mio ex non andavano bene e diciamo che avevo anche io le mie voglie da soddisfare. Decisi così di rivederlo. Era estate, faceva un cado da matti. Comprammo due birre e ci mettemmo nel parcheggio di un supermercato a bere. Ci sedemmo sui sedili posteriori dell'auto. Quella birra fresca che mi bagnava la mano mi faceva venire i brividi lungo le gambe nude. Indossavo un pantaloncino e anche lui. Iniziai a strusciare la mia gamba sulla sua. Ovviamente a lui non dispiacque e iniziò a toccarmi le gambe. Poco dopo le birre finirono e ci ritrovammo a baciarci sul sediolino posteriore dell'auto.



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