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Una storia di Alcenero

FINCHE' C'E' PAURA C'E' SPERANZA

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9 minuti

Pubblicato il 27 marzo 2020 in Humor

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Quel giorno il Capo di tutti i Capi, si svegliò come sempre alle sei nel Palazzo di tutti i Palazzi.

Qualche minuto per i suoi bisogni ( anche lui ne aveva ) ed era già pronto con il suo campanellino in mano per chiamare il suo cameriere personale.

Già pregustava la scena che puntualmente ogni mattina si ripeteva : al suo scampanio, Arcibaldo, il suo vecchio cameriere, si sarebbe precipitato con il vassoio della colazione, vestito di tutto punto ma sempre irrimediabilmente tremolante !

Era da anni al suo servizio ma aveva sempre paura di aver sbagliato qualcosa, chessò, di aver dimenticato il vasetto della marmellata o aver portato qualche biscotto spezzato.

Ed invece quella mattina Il Capo di tutti i Capi dovette suonare due volte, prima di vederlo apparire, con il suo bel vassoio imbandito, ma con una insolita calma. Si sarebbe potuto definire sicuro e sereno !

“Mah”, disse fra se e se, con un tono di sorpresa, ma subito dopo si fiondò sul cappuccino fumante e su tutto il resto.

Cinque minuti dopo era già pronto in tuta per il suo jogging quotidiano.

La corsetta quotidiana era un rito che si ripeteva ormai da tempo su un percorso che si snodava all’interno del parco circostante il palazzo, al sicuro da sguardi indiscreti e da pericoli.

Lui non cambiava mai questo percorso, specie da quando, una sventurata mattina si era trovato davanti, proprio davanti al laghetto dei cigni, un enorme cagnaccio, forse sfuggito ad uno dei corpi cinofili che presidiavano gli accessi al parco del palazzo.

Va detto che il Capo dei Capi aveva una vera fobia per i cani . Gli bastò vedere davanti a sé quella massa di muscoli a quattro zampe che le ginocchia gli si bloccarono, la salivazione scomparve e rimase impietrito incapace di muovere un passo sino a quando un uomo della guardia non intervenne a richiamare presso sé il cane.

Da allora aveva modificato il percorso, allontanandosi il più possibile dalle unità cinofile di guardia e da allora non si erano più verificati incidenti.

Fu con vera sorpresa , quindi, che quella mattina, vide un’altra volta in lontananza la sagoma di un cane , piantato bene sulle sue quattro zampe . Ma la sorpresa più grande la ebbe nel prendere coscienza che le sue gambe continuavano ad andare come prima, la sua respirazione era perfettamente regolare, che nulla sembrava infastidirlo nello sfilare davanti al molosso, mentre questi,peraltro si stravaccava nell’ erbetta fresca.

Beh, era una bella conquista, certo, e ne prese atto imboccando con passo svelto il vialetto che lo portava sino all’atrio del palazzo.

Un rapido sguardo all’orologio gli fece capire che, salendo le scale avrebbe incrociato il Principino di tutti i Principini, suo figlio, che avrebbe sicuramente trovato frignando e strepitando.

Non c’era verso : tutti i santi giorni scolastici la storia si ripeteva uguale. Come la tata gli porgeva lo zainetto per la scuola, si dibatteva come un ossesso frignando ! Aveva non paura, di più, terrore della scuola, e non si era riusciti in alcun modo a fargliela passare.

Mentre pensava queste cose, era già giunto al secondo piano in un insolito silenzio, rotto all’ improvviso dal saluto del Principino, per nulla disperato, che con lo zainetto sulla spalla e condotto per mano dalla sua tata , gli augurava buongiorno, con un sorrisetto inaspettato.

Beh, sembrava veramente una bella giornata…da continuare con una bella doccia ristoratrice prima che cominciassero i suoi impegni di governo.

Era giorno di udienza ed alle 9,00 aspettava il Ministro Distrattinis. Il capo di tutti i capi non lo amava molto, uno strano tipo sempre perso nei suoi libri strani e in antichi codici da interpretare. A dirla tutta, lo aveva nominato Ministro della cultura solo perché in consiglio erano 13 ed il Capo dei Capi era molto superstizioso.

“Mai in tredici a tavola “ aveva detto al suo Onorevolissimo Ciambellano Criminalis e questi gli aveva suggerito : “ Dovrebbe nominare un altro Ministro, ma servirebbe qualcuno innocuo, qualcuno talmente inoffensivo da potersene fidare , qualcuno che non turbi gli equilibri del codice Cencellius “

“Ma dove trovo qualcuno veramente inoffensivo ?”

“ Ma nel mondo della cultura, certo…Distrattinis, per esempio…Lo vedesse…sta sempre a leggere, scartabellare…Cosa c’è di più inutile ed inoffensivo di un uomo di cultura ? E poi farebbe anche chic, la cultura ad un colto, no ? Così poi potremmo tenere la Finanza a chi ha i soldi, l’ Agricoltura a noi proprietari terrieri, la sanità a chi ha le cliniche…insomma nessuno dell’opposizione potrebbe più avere da ridire “

E fu così che in men che non si dica quell' inutile omuncolo tutto testa e libri, era diventato il quattordicesimo ministro. Ma fino a quella mattina la sua presenza era stata davvero impalpabile, perfino nei consigli passava il tempo a leggere libri, mentre loro discutevano di affari di Stato e dello Stato dei loro affari.

Quantunque quindi, ne avrebbe fatto volentieri a meno, quel giorno gli toccava ricevere quello strano personaggio e perciò alle nove in punto il Capo di tutti i capi varcò la soglia del suo studio pentagonale, dove peraltro lo attendeva già il Ministro Decriminalis, dal quale si faceva sempre assistere negli impegni di governo. Perché lo voleva spesso al suo fianco ? Perché era il più cinico dei suoi collaboratori e preferiva averlo vicino, se non altro il tempo che passava con lui non avrebbe potuto cospirare ai suoi danni…

Alle nove e cinque Distrattinis venne condotto al suo cospetto.

Il bizzarro professore entrò con sotto braccio dei polverosi rotoli di pergamena, che per puro miracolo non gli sfuggivano, per quanto erano ingombranti. Li posò sulla scrivania proprio davanti al naso del Capo di tutti i Capi, che a stento trattenne l’ira nel vedersi avvolto dalla nube di polvere sollevatasi dalle vecchie cartacce.

Non si era ancora dissolta la nube, che già il professore partì con il suo sproloquio :

“So bene che in questo governo, nessuno crede in me. So quanto mi consideriate inutile e patetico, ma, stavolta, mio caro signore, lei e tutti gli altri dovrete ricredervi ! Anni di lavoro spesi a decifrare codici, a leggere e tradurre manoscritti , non sono stati inutili visto il mio fantastico risultato ! E dovrete prenderne atto !”

“Cosa ha scoperto, via, non ci faccia perdere altro tempo…forse la pietra filosofale ?” gli chiese il Capo di tutti i Capi con un sorrisetto di scherno,.

“Molto di più, mio caro signore ! Ho scoperto questo !” – e mentre pronunciava queste parole, tirò fuori dalla sua sacchetta una boccetta chiusa da un tappo voluminoso, che, a dir la verità sembrava vuota, se non fosse per delle strane bollicine che di tanto in tanto sembravano partire dal fondo e salire verso il tappo per ricrollare al fondo.

“E che sarebbe, questo ?”

“La scoperta più sensazionale della storia dell’ umanità . In questa boccettina c’è un gas che ha una dote miracolosa : se sprigionato nell’aria, assorbe la paura !”

“Come ?”, fecero in coro gli altri due, avvicinandosi al piccolo professore.

“Sì, questo gas assorbe come una spugna le paure del mondo, cancellandole ! E’ un portento ! Certo, non parlo di quelle paure, per così dire naturali e oserei dire necessarie. Certo non può cancellare la paura del dolore , la paura della morte, ma funziona con tutti gli altri timori insulsi che da sempre hanno afflitto l’umanità. Questa scoperta renderà tutto il mondo più felice e sereno. Questa scoperta è la più importante della storia della scienza !”, e mentre concludeva il suo discorso si mise in posa statuaria, quasi a prefigurare nella sua mente le innumerevoli statue che in suo onore avrebbero riempito tutte le piazze del paese, a suo imperituro ricordo.

Il Capo di tutti i capi rimase in silenzio, con un espressione quasi apatica. In verità gi succedeva spesso quando ascoltava Distrattinis. I suoi occhi e soprattutto la sua mente non riuscivano a seguire gli arzigogolati discorsi del professore per più di un minuto, ma ci pensò Decrimminis a riportarlo alla realtà.

“Ma lei è un pazzo criminale ! Ma lei no si rende conto del la pericolosità dell’ arma da lei creata ! Ma come pensa, che l’uomo sia progredito, abbia conquistato la civiltà che lo distingue dagli animali, l’ordine sociale?

Glielo spiego io: grazie alla paura ! Da sempre è la paura che tiene insieme il mondo , che fa sì che ci sia la pace sociale, che ci sia la società civile. E gli uomini di potere , chiamati a reggere le sorti della razza umana, lo hanno sempre saputo e per fortuna hanno sempre adoperato la paura- La paura dell’ inferno,del demonio, dell’ ignoto, del diverso…la paura della paura !

Tutto il nostro mondo è basato , si regge sulla PAURA ! E lei con questo sorrisetto ebete, per i suoi sporchi e squallidi sogni di gloria, vorrebbe sovvertire tutto ciò ! Lei è un folle sovversivo, scatenerà una rivoluzione !”

Ora, il Capo di tutti i Capi non è che amasse tanto neanche i discorsi forbiti di Decriminalis, ma questi aveva pronunciato la parola magica : rivoluzione. Qualsiasi cosa ci fosse in quella boccetta se poteva scatenare una rivoluzione, non andava bene .

Si avvicinò a Distrattinis e gli chiese “Quante boccette hai prodotto di questa sostanza ?”

“Beh, ne avevo due…ma se devo essere sincero ieri quando sono venuto a conferire con il suo segretario per ottenere questa udienza, beh, nelle scale del palazzo me n’è caduta una…si è rotta ed ha sprigionato quindi il suo gas, ma non si deve preoccupare, Capo, non ha effetti nocivi. Poi possiedo la formula, eccola “e tirò fuori dalla sua tasca un fogliettino spiegazzato- “potremo farne a decine, a migliaia…potremo sconfiggere tutte le paure del mondo !”

Ecco spiegate le stranezze della mattina, pensò il Capo di Tutti i capi…ed ecco anche la conferma che il gas funzionava.

“Ma quanto durerebbe l’effetto ?” chiese.

“Non ho ancora un dato certo…per quanto ho visto potrebbe durare in eterno. Una volta prodotto potremo fare degli spray inalanti per tutta la popolazione e ìd avevo pensato, per i nuovi nati, ad una sorta di rito, una specie di battesimo anti paura. Una bella spruzzata ai neonati e …tac ! Via verso una vita serena !”

Il Capo di tutti i Capi provava sentimenti contrastanti. Certo, forse proprio per l’effetto che quel gas aveva ancora sulla sua mente, non riusciva ad avere paura di questa novità…ma il solo pensiero che quella sostanza potesse mettere in moto un qualche sconvolgimento politico, fu motivo sufficiente per la rapida decisione.

Con gesto rapido e sicuro strappò il fogliettino su cui era scritta la formula al professore e lo ingerì tutto d’un fiato, e, in quanto alla boccettina, non ci volle molto per togliere anche quella dalle mani del sorpreso ed allibito scienziato.

Aprì la sua cassaforte personale e la pose in mezzo a tutti gli scheletri che custodiva, ch, si sa , nella vita di un uomo di potere, non mancano mai.

Che fine ha fatto Distrattinis ? Pare si sia dato all’alpinismo estremo, riuscendo a scalare cime inviolate…lo chiamano per il su coraggio “l’uomo che non conosce la paura “, anche se nessuno sa che il motivo di tanto coraggio sta chiuso in una cassaforte all‘ultimo piano del palazzo dei palazzi.

Una cassaforte che viene aperta solo qualche volta, alla mattina con molta cautela, quando due mani cercano di far fuoruscire solo qualche molecola di quel gas, giusto per fare un percorso di jogging che passi più vicino ai cani di guardia !


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