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Una storia di Albert5454

Questa storia è presente nel magazine Pillole di pensieri.

Buio nel cuore.

A Te, amica mia.

216 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 10 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #Buio #casa #finestra #Lui #pioggia

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“Vi è del buio in me…” Urta, scrolla, spacca l’anima sentirtelo dire da una persona, a cui tieni. Fermo, mi fermo e prendo fiato. Raccolgo i “perché”, chiedendoli a me, pensandoli, immaginandoli. Tu sei poco lontana amica mia, ma quelle semplici, chiare parole, alzano la distanza. Per proteggerti, cerchi di scavare, un fossato immenso verso l’esterno. Ti racchiudi a riccio. La paura, di restare ferita una volta in più, ti appesantisce le spalle, rallenta il respiro, allontana ogni giorno nuovo. Io, per questo, tento di ascoltare ogni sensazione mia. La amplifico, per ottenere indizi, tracce, visioni. Darei, il mondo intero, per raccogliere, un briciolo di logica. Come ombra, astratta, ti raggiungo. Senza proferire parole, senza rumore, accompagnato da un silenzio perfetto, sarò presente. Incollato, confuso nel colore delle pareti, per capire, osservarti, comprendere. Se sentirai un velo, come stretta di mano, sarò io. L’ osservarti, anche solo con il pensiero, saprà placarmi.


Ecco, guardi oltre la finestra, mentre senza passione, stancamente, accarezzi il micio. Scruto, controllo ogni dettaglio. Mi arrabatto nel cercar di decifrare, quel nel tuo sguardo stanco e perso. Ti leggo sai, ed è un libro bellissimo, il tuo essere. Complicato, confuso, pesante in questa nottata, che sembra lunga a passare. Attraverso, l’azzurro folle, dei tuoi occhi, intravedo, percepisco, quanto le vorresti per la tua anima, quelle carezze. Ma lui è così. Da sempre distante, preso solamente, da sé stesso. Ancora incapace, di entrare in un universo diverso dal suo. Incapace di comprendere, che in modi, smorfie e sorrisi sbiaditi, gli si racconta. Gli si parla chiaro.


Lo scuro, della notte fuori, sembra mettersi in gara, con quel nero, che hai dentro. Anche le luci in città ti appaiono, deboli, inutilmente sbiadite. Sbozzi uno strano sorriso, pensando che siano tornate, quelle antiche lampade, da trenta candele. Sulla vetrata, corrono le gocce di pioggia. Disegnando, strani rivoli, aumentano il senso di opaco, attorno e in te. Esci con la scusa, di prendere un nuovo ciocco per il camino. Con il rovescio della mano strofini il naso. Gli occhi, cerchi di celarli, non vuoi che si accorgano del rosso che li sta riempiendo. La poca pioggia che ancora cade, sembra sciacquare, confondere, l’acqua che spontanea, ti sgorga dagli occhi.


Stasera la casa è vuota. È dolce questo ambiente. Il lungo, profondo sospiro, racconta, che, finalmente lo senti, spazio solo tuo. Lo percorri al buio, lo conosci bene. Quante sere vi sei stata da sola, senza parlare. A volte ci ballavi, fra tavolo e divano. Come ti sembrano distanti, ora, quelle giornate felici. Rientri, il camino si ravviva, aiutato dal nuovo legno. Ti siedi, di fronte. La vecchia, cara poltrona, sembra capirti. Lei amica e compagna fedele di tante sere fredde. Il giallo e rosso, del fuoco, ravvivano il colore del tuo viso. Sembri ascoltare il crepitio del camino. Farlo tuo, percepirlo come una essenza di musica. Spingerlo ad occuparti ogni pensiero. Sai, che in contemporanea, due cose assieme, non entrano nella mente. Sembra davvero parlarti, questo suono dal sapore di nenia antica. Aiuta a gettarla oltre i muri, oltre la siepe; questa lieve, strana, dolce malinconia.Davvero la migliore coperta calda, per la tua anima, stasera.


Eppure, pensi ancora a quel buio cupo, pesante, che ti strozza il fiato. Vorresti coglierlo, racchiuderlo in una vecchia valigia, e caricarlo sul primo treno, su una qualsiasi auto di passaggio. Da giorni, so che sei così, posso fare poco, lo sai. Pulisci quella appannatura dalla vetrata, togli l’umido dagli occhi. Allunga lo sguardo, ti prego. Sai, a volte nevica di primavera e all’ improvviso tutto si abbellisce. Presto, arriverà un nuovo caffè, ritroverai due dita da stringere, amerai pensieri e storie, da ascoltare, da condividere. Tu osserva ancora il fuoco.del camino, ma ora raccoglilo. Buttatelo dentro, affinché bruci, ogni traccia negativa, e poi riscaldi, il tuo tornare serena, nella vita. Albert.


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