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Una storia di FlayLili

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #unastoriaunacanzone

Roger King

#unastoriaunacanzone

326 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 21 novembre 2018 in Altro

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Voglio liberarmi

Voglio liberarmi

Voglio liberarmi dalle tue bugie

Tu sei soddisfatto di te stesso

e io non ho bisogno di te

Devo liberarmi...

A quest’ora lo spettacolo sarà iniziato. Le ragazzine saranno lì a pendere dalle tue labbra e i gridolini risuoneranno nell’aria densa dei loro respiri e del loro sudore. Tanti cuori vibreranno insieme alla chitarra, quando le note fioriranno nell'aria libere e tu canterai le canzoni, nate dalle parole che io ho scritto per te.

Non ti raggiungerò stasera, come ogni volta che ti esibisci e io corro sgambettando come un cagnolino al guinzaglio che non osa allontanarsi dalla tua ombra.

Ho bisogno di una pausa che mi faccia capire tante cose. Voglio assaporare la mia libertà, perché da quando ti conosco io non sono più libera, non ho idee se non le tue, non ho divertimenti se non i tuoi, non ho vita se non la tua. Quanto amore tra noi, in questi tre anni… ed è cresciuto sempre più, prima che tu diventassi famoso, ci completavamo a vicenda e non potevamo stare un minuto l’uno senza l’altra. La nostra immagine pubblica è quella di una coppia perfetta, eppure manca qualcosa, ci sono sfumature che non abbiamo mai considerato e invece bisogna esaminarle.

“Scrivi, scrivi, le tue parole arriveranno in tutto il mondo… e io ne sarò la voce” mi dicevi. I miei testi però erano sempre firmati dal paroliere Cipolletti, per una questione di marketing; i cantautori in questo periodo riscuotono enorme successo ed era necessario ci fosse la tua firma, se volevi diventare la star che sei adesso.

Io in fondo chi ero? Nessuno, solo quella che condivideva la vita col grande artista Roger King.

Beh, sono stata io a suggerire al tuo discografico il nome King, non potevi certo sfondare col tuo cognome. Cipolletti in verità era proprio sgradevole come nome d’arte.

E per favore, adesso non pensare che io non ti ami più e sto cercando di lasciarti. Io sono sempre innamorata, ma ho bisogno di capire chi sono.

Sono arrivata al punto di sentirmi solo una tua appendice, ho la necessità di assaporare spazi, motivi, illusioni, sensazioni, ma che siano gli elementi della mia libertà, solo miei. Non so se riesci a capire il mio pensiero, ma davvero sento l’esigenza di sganciarmi da te. Ho aspettato stasera perché non volevo rovinarti lo spettacolo. All’arena era tutto pieno e tu, Ruggero, eri così eccitato che non hai battuto ciglio quando ti ho detto che non sarei potuta venire al concerto. Forse credevi che sarei venuta lo stesso, o forse sono davvero poco importante per te. Eppure mi dicevi sempre ero il tuo sole. Si vede che il sole è sbiadito o magari tramontato… succede. Quando leggerai questa lettera io sarò in volo per Miami.

Non è un addio, credimi. Ma solo un arrivederci. Il tempo a volte sa indicare il nostro cammino e spero lo faccia anche per noi due. Con l’amore che mi ha sempre sorretta nei giorni al tuo fianco ti abbraccio.

Aurora



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