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Una storia di vladimiroforlese

Questa storia è presente nel magazine Vivere per (r)esistere

Mai Più

riflessioni dopo il giorno della memoria

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2 minuti

Pubblicato il 28 gennaio 2019 in Giornalismo

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E sia: diciamola tutta, altrimenti il " MAI PIU' "è solo celebrativa retorica perchè, parafrasando Levi, "se non è fondamento per la trasformazione, progettualità per il divenire, a che serve la memoria?".
E diciamola tutta anche - o soprattutto - riguardo ai sonnacchiosi comportamenti istituzionali, alle continue sottovalutazioni, alla sordità e strabismo di cui sembrano patologicamente affetti. Qualcuno, prima o poi, una parola di verità dovrà dirla su chi o cosa ha consentito ai seminatori d'odio, agli omofobi, ai razzisti impunità e piena agibilità politica. Dovrà dire perchè al nascere di queste fenomenologie nessuna autorità preposta ha tempestivamente agito per contrastarle. E dovrà rispondere a una domanda ormai ineludibile: a quali centri di potere e a quali disegni politici sono stati e sono utili?
Se si vuol vedere, la realtà è sotto gli occhi.


Penso ad anni di campagne mediatiche giocate sulla paura, allo sdoganamento di esponenti e forze da sempre ai margini, ai titoli di certi giornali, alle dichiarazioni di membri del Parlamento, agli assurdi atti di sindaci sceriffi, all'uso manipolatorio dei social e chi più ne ha ne metta.


Trovo che sia paradossale, da parte di partiti e movimenti di tale fatta, appellarsi a valori e principi quali la libertà di pensiero e di espressione - costati sangue e dolore - per agire indisturbati o, addirittura, per candidarsi nelle sedi rappresentative della volontà popolare. No, quelle libertà patrimonio dell'antifascimo e della Resistenza, sono qualcosa di assolutamente antitetico a ideologie di morte e di odio. Perchè, allora, la magistratura tentenna? Eppure non mancano cronache dei loro innumerevoli deliranti atti criminali né inchieste che fanno luce su finanziatori e finalità.


Dire MAI PIU' significa fare chiarezza, chiede a ciascuno impegno quotidiano, vigilante militanza, coraggio. Sì, il coraggio di idealità concrete, solidali, sbarrando ogni strada ogni porta alle forze che insidiano la democrazia e irridono la Costituzione. Ma significa esigere un grande e rinnovato progetto educativo da parte delle agenzie formative, dalla scuola alle famiglie, perchè è nei luoghi dove si apprende e si forgiano le coscienze che nasce il cittadino di domani.


Ogni diversità è ricchezza da rispettare e riconoscere, altrimenti che ne sarà di noi, di quest'UOMO quando gli ultimi superstiti dei campi di sterminio ci lasceranno?


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