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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 40

133 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 09 giugno 2020 in Fantascienza

Tags: #ragazzi #supereroi #amore #horror #superpoteri

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D’improvviso Margaritka provò il desiderio irrefrenabile di sfogarsi su Parma: una parte di sé le diceva di avventarsi sulla ragazza con la fissa dei baschi ed ucciderla perché, tecnicamente, era stata lei a mettere mano ai ricordi ed alla memoria della sua Valeria. Sentiva come se, per calmarsi un minimo e placare tutta quella rabbia e tutto quel rancore, l’unica cosa che potesse fare fosse togliere la vita a qualcuno. La Canadese, il Sardo e Demetra non c’entravano nulla ma iniziava a pensare che, se fosse stata lì altri 5 minuti, avrebbe potuto imbestialirsi a tal punto da sfogarsi pure su di loro. La cosa migliore e più sensata sarebbe stata riempire di botte lo Zar, la Diavolessa e Tom; ma niente poteva ucciderli e invece lei sentiva un bisogno disperato di ammazzare...una irresistibile voglia di togliere violentemente la vita a qualcuno, cazzo.
Le girarono in testa tutti i discorsi di George a Valeria, sul fatto che in fondo lei fosse buona: aveva sostenuto che tutti i Sintetici, stringi stringi, lo fossero; ma in quel momento lei aveva solo voglia di sangue. Per un microsecondo si domandò se la sua ferocia fosse proprio una cosa scritta nel DNA o se fosse dovuta al modo in cui era stata cresciuta ed istruita e se dovesse sentirsi in colpa per questi suoi istinti; ma proprio questi ultimi ripresero il sopravvento e tornò subito a desiderare di distruggere il bel corpo di Parma...
Per assassinare la telepate le sarebbe bastato uno sforzo minuscolo: si immaginò di spiccare un salto ed atterrare sul tavolo di fronte a quella Originale, afferrandola con la mano sinistra per il collo e tirandola su dalla sedia, per poi metterle la destra sulla testa e stringere, fracassandole la calotta cranica…
Si figurò il portentoso cervello di quella ragazza che le colava in forma di pappetta lungo l’avambraccio, assieme a qualche pezzo di cranio…
Pensò a Sylar che, in “Heroes”, assorbe i superpoteri delle persone che uccide mangiandone i cervelli (più o meno, perché in realtà non è mai stato detto ufficialmente). Si domandò se sarebbe diventata telepatica, divorando il cervello di Parma…

Sì, voleva straziarla. Voleva smembrare il suo corpo, inzupparsi del suo sangue… Forse, e non era dovuto al rapido pensiero su Sylar, ne avrebbe anche mangiato qualche pezzo, fissando lo Zar nel mentre. Era successo che divorasse qualche “preda” e non sapeva se rivelarlo oppure no a Valeria, perché lei non glielo aveva mai visto fare e quindi, anche se avesse riacquistato la memoria, non ne avrebbe comunque saputo nulla. Con l’aura da “Messia” che George le aveva dato e con la convinzione di essere “buona” appena acquisita, come avrebbe preso la Fulva la rivelazione di un tratto caratteristico così estremo della sua quasi gemella?
Aveva mangiato solo esseri verso cui provava immenso rancore, provando una soddisfazione immensa e un potentissimo piacere; ma comunque lo aveva fatto e le era piaciuto…

Ma approfondiamo un po’ il passato di questa ragazza Sintetica così simile esteticamente a Valeria, anche se con un incarnato del colore praticamente opposto… -Ed ecco che parte con l’ennesima parentesi!!!- prima di tutto, Valeria, non dovresti proprio rompere le scatole perché questa riguarda Maggie e quindi ti interesserà...e poi non scrivo per professione, non lo so fare bene e soprattutto in questa lingua, quindi faccio un po’ come mi pare e chissenefrega se c’è disordine e si capisce poco, perché tanto mica me ne viene qualcosa a raccontare la vostra storia!!!!!! -Ok...qui qualcuno è in premestruo...-
Dunque...adesso nemmeno ricordo cosa volevo raccontarvi! Ah, ecco: Durante gli anni che la Terza aveva trascorso nella base segreta di Charlottesville avevano fatto una serie impressionante di esperimenti su di lei e provato a clonarla senza successo: gli Americani in seguito (dopo quasi 9 anni di tentativi) erano riusciti a mettere a punto un metodo di produzione di esseri sintetici abbastanza buono (anche se non rapido), ma nonostante il loro DNA derivasse strettamente da quello di Margaritka (a sua volta derivante da quello di Valeria), nessuno degli individui realizzati poteva vantarne le stesse caratteristiche di forza o invulnerabilità e nemmeno poteri così distruttivi. Naturalmente niente di quello che le fecero le procurò dolore fisico, ma essere trattata come un animale o una cosa per decenni ne sviluppò l’aggressività ed il lato più cruento e sadico (George considerava il recupero e la riabilitazione di Maggie come il suo più grande successo ed era preparato ad affrontare una cosa simile con la nostra Rossa, che però aveva sorpreso davvero tutti…).
Nell’unico tentativo di fuga, non riuscito perché anche la Sintetica dalla pelle bronzea poteva essere sedata con aghi in leghe robustissime (come niobio e molibdeno) grazie ad un punto leggermente meno impenetrabile della propria pelle (esattamente lo stesso di Valeria: sul retro della coscia destra, appena sopra al ginocchio), Rita aveva scatenato l’inferno uccidendo orrendamente 47 Sapiens tra membri del personale medico e scientifico e militari e 6 Sintetici! Aveva assaggiato almeno due dozzine di persone...prima che qualcuno riuscisse a colpirla con un superdardo nel punto giusto.
L’ultima vittima di cui aveva degustato le carni?
Si chiamava Thomas Lee Mays ed era un Generale Maggiore americano: era sempre stato il più sadico nella base di Charlottesville e ne era divenuto il capo, dopo qualche anno dall’arrivo della Terza. Aveva sempre trattato Rita nei peggiori modi possibili, considerandola come un essere inferiore, come un oggetto o un animale e umiliandola in ogni modo possibile ma, soprattutto, aveva sottoposto a terribili esperimenti anche altri Sintetici che non avevano le doti della russa, uccidendoli o riducendoli così male da dover essere abbattuti.
Margo era stata portata via da quel “Centro di Ricerca” da George in persona (ma di questo vi racconteremo precisamente un’altra volta) però aveva voluto gustarsi la propria vendetta...in tutti i sensi. Per accettare di andare con lui aveva dettato una condizione, e il discorso era andato così:
-Ti seguirò e ti aiuterò, ma voglio che mi porti a casa del Generale Maggiore Mays...-
-Cosa vuoi fare? Lo ucciderai?-
-Certo, ma prima gli smembrerò davanti tutta la sua famiglia… Metterò su un bello spettacolino per lui. So che ha una moglie e due figlie: le farò a pezzi, piano piano, davanti a lui!!-
-No. Ti concedo di uccidere solo lui...e deve essere l’ultima volta che togli la vita qualcuno, a meno che tu non sia obbligata a farlo dalle circostanze, ed in azione!-
-Allora torna da dove sei venuto...-
-Non vuoi ritrovare la tua Valiera??? Non vuoi tornare con lei???-
-Si chiama “Valeria”!!!!-
-La rivuoi o no?-
-Certo: il pensiero di lei è l’unica cosa che mi ha fatta andare avanti! Ma quindi a lui posso fare tutto il male che voglio? Posso torturarlo come mi pare?-
-Sì; ma i suoi familiari sono innocenti e non ti concedo di far loro del male-
-Ok, andata; ma se la storia che stai cercando Valeria è una minchiata ti giuro che farò lo stesso con te...-
Una notte di circa 4 anni prima, poco dopo aver abbandonato la prigionia americana, Margaritka era stata teletrasportata da Alvaro all’interno di un capannone dismesso: al centro dell’edificio c’era l’uomo su cui la ragazza voleva vendicarsi, legato ad una sedia, bendato ed imbavagliato. Era in Divisa.
Il teleporta l’aveva lasciata sola, cosìcchè potesse fare quello che voleva.
Aveva subito tolto benda e bavaglio all’Ufficiale che, riconoscendola dagli occhi luminosi (l’interno dell’edificio era buio) aveva iniziato ad urlare come un disperato, tremando come una foglia.
-Ciao, Thomas...ce la fai a smettere di urlare, o potente e coraggioso Sapiens Sapiens??-
-Che cosa...che cosa vuoi farmi?-
-Ovviamente ucciderti, stupida forma di vita inferiore. Voglio vendicarmi per il modo in cui hai trattato me ed i miei simili, darti quello che ti meriti...-
-No...aspetta!!!-
-E infatti aspetterò...- e gli si si era avvicinata fin quasi a sfiorargli il viso con le labbra: -...non sarà una morte rapida anche se, con la mia forza, potrei toglierti la vita in una frazione di secondo. Siete incredibilmente fragili, voi Sapiens...e anche tanti dei Sintetici che avete prodotto a partire da me lo sono; ma tu, forte di un esercito che ti difendeva e di un sistema progettato per anestetizzarmi all’istante, facevi il grosso e ti comportavi come se tu fossi Dio, ed io una formica che avresti potuto schiacciare senza sentirti nemmeno toccato dalla cosa!!!! Soffrirai, Thomas: soffrirai davvero tanto…-
[Curiosità! Il finto sistema di anestetizzazione veloce che Valeria aveva indossato alla Base di Lansing era ispirato da quello vero che gli americani avevano installato sulla coscia destra di Rita, che era composto da un cosciale in niobio con all’interno un sistema di sedazione rapida. Fu pensato e realizzato dopo la strage compiuta dalla ragazza nel suo tentativo di fuga. Non essendo elastico si manteneva in posizione grazie a due grossi aghi già inseriti nei tessuti della ragazza per alcuni centimetri. Se avesse provato a toglierselo le avrebbe iniettato una dose di sedativo sufficiente a mandarla nel mondo dei sogni per circa 60 minuti, e poteva essere comandato a distanza da tutto il personale della base]
-Sei andata via dal “Centro”: perché uccidermi??? Ormai sei libera!!!!-
-Perchè ucciderti? Semplice: non riuscirei nemmeno a guardarmi allo specchio se ti lasciassi vivere! Esseri come te vanno cancellati da questo mondo... Bleah...Puzzi così tanto che mi fai ribrezzo...- e gli aveva strappato via di netto dalla testa l’orecchio sinistro. In seguito lo aveva slegato ed incitato a provare a scappare, dandogli anche un bel vantaggio. Naturalmente Rita correva ad una velocità impensabile anche per un umano centometrista, figuriamoci per un tizio sovrappeso e sulla cinquantina, come nel caso di quel Militare: in un batter d’occhio gli era addosso e gli aveva girato un piede di 180 gradi. Per una creatura dotata della sua potenza le ossa umane erano come budino…
Mays aveva urlato disperatamente, mentre lei godeva nel vederlo rantolare per terra e contorcersi dal dolore.
Cosa aveva fatto in seguito? Innanzitutto gli aveva girato subito anche l’altro piede di 360 gradi e poi lo aveva lanciato verso la sedia prendendolo dal braccio sinistro e lussandogli la spalla.
-Diamine: non durerai granchè...- aveva sibilato con disappunto, per poi alzarlo di peso e rimetterlo sulla sedia, iniziando a rompergli tutte le dita, per poi strappargliele via e rosicchiarle davanti ai suoi occhi, mangiandone la carne e lasciando solo le ossa. Ogni volta che l’uomo aveva perso i sensi Rita lo aveva fatto rinvenire in qualche modo. La tortura non era andata avanti parecchio perché, dopo appena pochi minuti, la Terza si era resa conto che l’uomo non sarebbe sopravvissuto ancora molto e quindi aveva deciso di strappargli tutti e 4 gli arti (smembrare le riusciva davvero bene) e guardarlo negli occhi stando a cavalcioni sul suo ventre grasso finché non fosse morto: voleva che l’ultima cosa che vedesse fosse il suo viso, sorridente, felice e pieno del suo sangue…
Quando il cuore di quel tizio aveva smesso di battere, lei gli aveva squarciato il petto con le mani (senza fatica) e lo aveva tirato fuori...divorandolo. Era stato un momento estatico, catartico...
Si era poi abbandonata ad un urlo dei suoi, col risultato di spazzare via una parete di quel capannone, che le era collassato addosso (ovviamente non procurandole il minimo danno).
George ed Alvaro, che erano rimasti nelle vicinanze, avevano deciso di intervenire a quel punto, portandola via coperta del sangue di Thomas Lee Mays impastato con la polvere dovuta al crollo del capannone: rideva in modo disturbante ed era davvero felice e soddisfatta. La feroce fanciulla aveva mantenuto la promessa: da allora non aveva più ucciso.

Tornando a noi...La mandava in bestia l’aria intelligente e superiore di quella Originale e ogni millesimo di secondo che passava la voglia di divorarla aumentava sempre di più. Riflettè che dei canini come quelli della “sua” Lerusia le avrebbero fatto davvero immensamente comodo, anche se le piaceva smembrare e squarciare la gente usando le mani...


CONTINUA...


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