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Una storia di Holos

Provare per credere

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16 minuti

Pubblicato il 05 marzo 2020 in Erotici

Tags: #threesome #trio #scambio #sessoatre #primavolta

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È stata una decisione repentina presa su due piedi senza pensarci troppo su, in queste cose non si deve esser troppo razionali altrimenti non ci sarà mai un momento giusto per decidersi.
Lea quella sera non si sentiva molto in forma, era stanca della giornata di lavoro e aveva ben altro per la testa.
Quando le ho detto che mi ero accordato per le 21 e che il “tipo” ci avrebbe raggiunti a casa per quell'ora, inizialmente imprecò qualcosa... “mi devo mettere in ordine, e poi son stanca, stasera non avevo proprio voglia..” ma sapeva di predicare al vento, io ero fermo e determinato sulla mia decisione e nulla mi poteva far cambiare idea.
Non avrei mai costretto Lea a fare qualcosa contro la sua volontà, anche perché il bello del gioco deve essere il coinvolgimento, la complicità, e se solo avessi percepito che lei facesse qualcosa solo per soddisfare me, sarebbe finito il piacere ed il divertimento.
Tante volte avevamo fantasticato assieme certi momenti, a dire il vero sono sempre stati più un mio pallino che non un suo desiderio, però mi accorgevo che quando la coinvolgevo in queste mie fantasie, non rimaneva indifferente e spesso mentre facevamo l'amore, immaginare queste situazioni aumentava la passione ed il fervore dei nostri amplessi.
Lei era in bagno già da un po' a mettersi in ordine, io avevo appena fatto una lunga doccia, nonostante fosse la nostra prima volta, ero decisamente calmo, la situazione sotto controllo, pronto a gustarmi la seratina.
Quando Lea uscì dal bagno era bellissima, i capelli appena sistemati, il corpo liscio, la sua abbronzatura uniforme senza alcun segno di costume, in un certo senso mi indispettiva un po' che stesse facendosi bella per un altro e non per me, ma io non sono mai stato geloso e non potevo iniziare ad esserlo proprio quella sera.
“amore metti un bel completino sexy, questa è la serata giusta per sfoggiarne uno”.
“si ma sono agitatissima, non hai idea di che panico mi abbia preso, ho le palpitazioni, senti”
Il suo nervosismo era giustificato e comprensibile, uno sconosciuto stava per venire a casa nostra e lei sarebbe stata a nostra disposizione per dei giochi ancora indefiniti che avrebbero dovuto metterla al centro dell'attenzione per una sera. Prospettiva di certo intrigante ma anche un po' destabilizzante, bisogna ammetterlo.
Io cercavo di sdrammatizzare e calmarla scherzando come mio solito con mille battute, vedevo che lei era combattuta tra l'ansia e la curiosità, tra la paura e la voglia, e vederla così agitata iniziava già ad eccitarmi.
Ho spento tutte le luci e acceso qualche piccola candela profumata per avere un minimo di senso di orientamento. Nella stanza una leggera penombra nella quale si potevano scorgere gli oggetti e le persone ma non in maniera nitida.
Il buio doveva aiutare a vincere l'inevitabile imbarazzo dell'incontro e creare un'atmosfera accogliente ed adatta alla situazione.

Alle 21.00, puntuale come un orologio svizzero, suonano al portone, rispondo indicando il piano e l'interno a cui bussare. Lei si adagia sul letto ad aspettare ed io vado a ricevere l'ospite.
Quando è apparso sulla porta, ho tirato un sospiro di sollievo vedendo che si trattava di un bel giovane, sulla trentina, fisicamente in forma, aspetto sportivo e disinvolto d'altronde avevo raccolto ottime "referenze" sul suo conto e non era stata una scelta casuale.
Lo feci accomodare in salotto per scambiare due chiacchiere e dare qualche raccomandazione. Era anche una maniera per vederlo meglio e rendermi conto che non fosse una persona troppo decisa e non disposta ad accettare il nostro vademecum.
Si presentava invece come una persona comprensiva e disponibile ad adeguarsi alle nostre direttive.
Io gli precisai che avremmo iniziato assieme in maniera molto soft con un massaggio a quattro mani, che io avrei sempre dovuto essere presente e partecipe, che non garantivo fino a che punto si sarebbe arrivati e che dovevamo assecondare Lea nel caso avesse chiesto di fermarci per qualunque cosa la infastidisse.
Niente baci, e se dovesse esserci anche del sesso orale, rigorosamente protetto. Ma precisai che Lea era piuttosto contraria a spingersi fino a quel punto.

Finalmente dopo una decina di minuti ci spostammo per raggiungere Lea in camera da letto.
Anche se la luce della piccola candela era molto fioca, io la vidi distintamente coricata sul lettone appoggiata sugli avambracci. Aveva un completino grigio veramente bello e sexy e la prima cosa che pensai è che anche il giovane a quel punto doveva aver avuto un sussulto perché non sapeva con certezza cosa si sarebbe trovato davanti e doveva essere decisamente soddisfatto dalla visione.

Ci avvicinammo al letto, ed accarezzai Lea per darle sicurezza, le dissi di mettersi comoda per il massaggio e lei visibilmente nervosa, e tesa, annuì.
Prima però le sfilai il piccolo toppino per non ungerlo, scoprendole il suo bellissimo seno.
Lei d'istinto si sfilò anche le mutandine ed io la rimproverai per non averle lasciate togliere a noi. Ma era molto nervosa e non insistetti e lasciai che prendesse posizione in mezzo al letto a pancia in giù.

A quel punto io mi spogliai, feci in fretta, avevo solo una maglietta e dei pantaloncini corti. Era una serata molto calda ed invitai il ragazzo a fare altrettanto. Non se lo fece ripetere due volte e in un attimo anche lui era completamente nudo, con il membro già barzotto. Notai che era bene dotato e che aveva un bell'uccello, che sicuramente sarebbe piaciuto anche a Lea che per queste cose è piuttosto severa nel giudizio.

Ci sedemmo ai lati del letto e versai nelle sue mani e nelle mie dell'olio di mandorla molto profumato per iniziare il massaggio.
Io come mio consueto partii dalle zone periferiche, ed iniziai a massaggiarle i piedi, mentre lui senza tanti preamboli iniziò ad accarezzarle il sedere.

Lea non protestò ed io non volli intervenire anche se avrei voluto arrivare alle zone calde solo per gradi. Ancora un po' di olio di mandorle e mentre io iniziavo a massaggiarle i polpacci lui affondava già le sua mani tra le sue cosce carezzandole sicuramente anche più in profondità dove sicuramente doveva esser già bagnata.

Lea non accennava gesti di disappunto, si godeva il massaggio senza protestare e mentre lui proseguiva con insistenza senza allontanarsi dall'interno delle sue cosce, io le massaggiavo anche la schiena, mi chinai su di lei per chiedere se andasse tutto bene e lei mi rispose un si che già lasciava intendere che si stava sciogliendo ed iniziava a godersi la situazione.

Quando la invitai a voltarsi, lo fece senza imbarazzo, offrendo alla nostra vista la bellezza delle sue forme.
Lui le fece un sacco di complimenti per il bel seno, “sembra quello di una ragazza di 25 anni ! Complimenti hai un seno bellissimo” . Io lo guardavo mentre le palpava le tette in modo voglioso e deciso, e concordavo sulle sue affermazioni. Il seno è sempre stato il pezzo forte di Lea, non mi stufo mai di ammirarlo anche dopo tanti anni.

Ancora un po' di olio di mandorle, forse anche un po' troppo, e le nostre mani percorrevano tutto il suo corpo regalandole sensazioni di piacere.
Le carezzavamo il seno, le gambe e lui aveva già una mano tra le sue grazie e l'accarezzava senza tanti scrupoli in maniera decisa ed esperta facendo affondare anche le dita dentro di lei.

Lei iniziava a gemere di piacere, gli occhi sempre socchiusi, oramai si lasciava trasportare dalle sensazioni e dalla situazione, permettendoci di fare ciò che volevamo, fidandosi della mia presenza e supervisione.

Io ero sempre più eccitato, provavo un certo senso di gelosia, perché il fatto che un estraneo potesse godere delle sue forme, della sua intimità e della sua bellezza mi dava fastidio, però allo stesso tempo ero eccitato piacevolmente nel vedere che lei avvertiva piacere e che il suo corpo rispondeva alle sollecitazioni. Il seno era ancora più tonico e pieno, i capezzoli turgidi e il suo corpo si inarcava leggermente.

Lui le leccava i seni e le succhiava i capezzoli continuando a farle i complimenti, lei sicuramente era appagata da tante attenzioni e sentire il desiderio di questo estraneo la faceva eccitare ancora di più.
Poi lui le chiese se potesse scendere con la bocca, lei praticamente già in trance forse non percepì neppure la domanda perché non accennò risposta. Lui guardò me ed io gli dissi “non ha detto no... dunque puoi farlo”.

Ridemmo tutti e tre sdrammatizzando un po' il momento, e subito dopo un sussulto di Lea ed un suo sospiro di piacere che le uscì incontenibile, mi fece capire che la lingua del ragazzo aveva iniziato il suo lavoro.

Non volevo restare spettatore e così la feci scivolare un po' all'indietro in maniera che la testa si riversasse leggermente fuori dal letto. Quindi mi misi dietro di lei e dopo averla baciata appassionatamente, mi alzai in piedi e le misi l'uccello da leccare davanti alla bocca. Lei lo prese subito con voracità, si vedeva che era molto eccitata per la situazione e per il lavoro che stava facendo il ragazzo con la lingua e le mani in mezzo alle sue cosce.
Iniziò il pompino in preda alla passione, mi leccava le palle, l'asta, la cappella, lo prendeva in bocca e continuava con avidità quasi per riflesso alle sollecitazioni che stava avvertendo per le carezze di lui.
Dopo lunghi minuti pensai che Lea avrebbe voluto ricambiare le attenzioni al generoso ospite, che ormai desiderasse assaggiarlo anche lei ed invitai il ragazzo a prendere il mio posto. Lui ricordando le raccomandazioni fece il gesto di indossare il preservativo ma io lo invitai ad aspettare a metterlo.
Quando si mise al mio posto davanti alla sua bocca, lei iniziò subito ad accarezzarlo e leccarlo. Mi stupì per un attimo che lei lo facesse con tanta naturalezza perché mi aveva sempre detto che non sapeva se sarebbe mai riuscita a leccare l'uccello di un altro.
Invece continuava con la stessa avidità e passione con cui un attimo prima deliziava me. Gli leccava le palle, con la lingua percorreva l'asta mentre lo segava e sembrava sempre più in balia dei suoi sensi che oramai avevano preso libero sfogo.
La scena era davvero eccitante, vederla alle prese con quel grosso membro tra le mani, io non sapevo cosa fare, combattuto tra il godermi lo spettacolo e il partecipare. Non volevo distrarla, volevo che si godesse quel momento. Mi sdraiai a fianco a lei carezzandole il seno, il corpo per farle sentire la mia presenza e darle il mio appoggio e farle capire che non c'era disappunto.
Volevo vederla ingoiare il suo cazzo, ma lei continuava a lavorare l'asta e le palle senza leccare la cappella se non sfiorandola ogni tanto. Mi avvicinai a lei e iniziai a baciarla con la cappella di lui a fianco alle nostre bocche, lasciavo che lui l'avvicinasse alle sue labbra ma lei pur comprendendo che il mio era un invito a lasciarsi andare, faceva resistenza. Ad un tratto iniziai a leccare la cappella di lui assieme a lei mentre la baciavo. Sentivo il sapore dolciastro dei suoi umori e riconoscevo il mio stesso sapore. Lea sorrise divertita, a quel punto chiesi al ragazzo di prendere il preservativo, volevo vederla con il suo cazzo in bocca e sapevo che sicuramente lo avrebbe voluto anche lei ma che era fermata dal giustificato timore di poter prendere qualche malattia.

Mentre lui indossava il preservativo, chiesi a Lea se era tutto a posto e lei mi confermò che era tutto ok, era visibilmente soddisfatta ed eccitata e la mia era stata decisamente una domanda proforma. Da parte mia c'era comunque il timore che lei potesse fare qualcosa solo per accontentare le mie curiosità e le mie fantasie. Da parte sua c'era forse il timore di fare qualcosa che avrebbe potuto urtarmi ed infastidirmi ed io volevo rassicurarla affinché si godesse totalmente la serata.

Pochi attimi e la cappella del ragazzo era di nuovo tra le nostre bocche, questa volta protetta dalla gomma del preservativo. Lea con il capo riverso all'indietro spalancò la bocca accogliendo quel bel cazzo turgido in bocca.
Entrava ed usciva e lei lo succhiava e leccava con avidità, lui iniziò a scoparla in bocca e lei sembrava in estasi e posseduta dal piacere.
Cercavo di immaginare quello che stesse provando ed ero divertito ed eccitato nel vederla così coinvolta ed eccitata.

Io le accarezzavo i seni che erano sempre tesi e sodi con i capezzoli sempre più duri... emetteva gemiti di piacere e lui a sua volta sembrava molto soddisfatto nel vederla così avida con il suo arnese.

Mi sdraiai su di lei allargando senza difficoltà le sue gambe che mi accolsero impazienti e la penetrai lentamente. Era un lago di piacere e non ci fu resistenza. Lei gemeva ad ogni mio affondo e si avvinghiava sempre più decisa all'uccello che aveva in bocca.

Questa volta fu lui a guardare me con invidia e mi disse “beato te, come vorrei essere al tuo posto”, questa affermazione non doveva essere sfuggita a Lea.
Dopo un bel po' di minuti pensai che Lea era pronta per iniziare a prendere l'iniziativa e cominciare a condurre lei il gioco.

Invitai dunque il tipo a coricarsi con me sul letto e Lea a sedersi in mezzo a noi in modo che potesse giocare con i nostri due uccelli.

Ci misero qualche attimo a capire cosa intendessi, rompendo un po' l'atmosfera che si era venuta a creare, Lea però iniziò a segarci entrambi divertita, un uccello per mano, per poi succhiarli uno alla volta per regalare ad entrambi nuovo piacere.
Poi la invitai a mettersi a cavalcioni su di lui e lei non se lo fece ripetere due volte.
Avevamo già immaginato questo momento, e le avevo detto che mi sarebbe piaciuto vederla seduta su un altro uomo mentre si strofinava sul suo uccello senza farsi penetrare, per farlo godere solo con il contatto del suo corpo e l'umidità del suo ventre.
Avevo anche preavvertito lui di questa possibilità affinché non interpretasse male la cosa e non cercasse subito di penetrarla.

Lea ora era avvinghiata su di lui, si muoveva in maniera molto sensuale con tutto il suo corpo come posseduta da una voglia irresistibile. Lui sotto di lei era visibilmente soddisfatto dalla situazione, le mordeva i capezzoli e le accarezzava le cosce accompagnandola nei movimenti.
Sembrava che stessero scopando, ed io non ero infastidito o ingelosito ma ancora più eccitato nel vederla così disinibita e coinvolta.
Misi la mia mano sotto di lei per sentire se il suo cazzo fosse entrato dentro o fosse ancora fuori, lei si muoveva sempre più freneticamente come posseduta dal desiderio. Toccavo le palle di lui, la sua asta rigida, e poi carezzavo le intimità di lei che era un lago di piacere.
Non so se lei prese questo mio gesto come un invito o se lui fece qualche mossa astuta, fatto sta che sentii un gemito di Lea così forte che mi fece percorrere la schiena da un brivido. Lui l'aveva penetrata e lei non aveva potuto trattenere l'urlo di piacere. Avevo notato che il suo membro era più lungo del mio e affondando fino in fondo mentre lei gli sedeva sopra, doveva averle dato un fremito di piacere molto intenso.

La cosa non creò comunque problemi, benché avessimo praticamente escluso che potesse succedere, e men che mai al primo incontro, lei si stava facendo scopare, anzi si stava scopando un altro uomo. Aveva dentro di lei un cazzo bello grosso e turgido, sicuramente più tonico del mio essendo più giovane, ed i suoi sensi oramai erano impazziti e non riusciva più a controllarsi.
Lo scopava con foga, affondando su di lui e muovendosi con tutto il corpo nell'accompagnare il su e giù. Lo teneva abbracciato, erano praticamente avvinghiati, lui le sfiorava il collo con la bocca cercando anche di baciarla, lei non poneva resistenza e sembrava sempre più attratta da questo bel ragazzo che godeva sotto di lei. Evitava i suoi baci ma godeva ormai completamente coinvolta e disinvolta come se non fosse più un estraneo sotto di lei in quel momento. Io eccitato guardavo la scena e attirato dal suo bel culetto che si muoveva su e giù, lo accarezzavo accompagnandolo nei movimenti. Poi decisi di approfittare del momento e misi un po' di lubrificante sul buchetto per farle provare la doppia penetrazione. Che poi era più un pallino mio che non suo.
Mi posizionai un po' a fatica in ginocchio dietro di lei. Lei sembrava quasi non accorgersi della mia presenza tanto era coinvolta nell'amplesso. Lui ci sapeva fare eccome e sapeva sicuramente come darle piacere.
Quando iniziai a spingere forse lei non era nella posizione migliore o forse era troppo concentrata sull'amplesso, così che provò un forte dolore e dovetti arrestarmi qualche istante. Poi riprovai con più delicatezza mentre lei stava ferma immobile e riuscii a scivolare dentro di lei piano piano ma fino in fondo.
Eravamo tutti e due dentro di lei, lui sotto io dietro e lei era avvolta in questo sandwich di carne, questo involucro di ormoni e testosterone che la facevano sentire desiderata.
Ripresero le danze ed i movimenti sinuosi ed incontrollati del corpo di Lea. L'eccitazione era già troppa e come spesso mi accade, il buchetto più stretto essendo più avvolgente mi regalava sensazioni molto più intense e non stetti molto a venire dentro di lei. Pensai per un attimo di fermarmi ed uscire ma ero troppo eccitato per la situazione e decisi di lasciarmi andare nell'orgasmo che fu lungo ed abbondante.

Quando mi staccai da loro, lui le chiese di poter invertire le posizioni. Lei acconsentì con piacere e si sdraio allargando le gambe invitandolo a possederla ancora.
Anche questa volta appena lui entrò lei non trattenne dei gemiti di piacere che continuarono ad ogni suo affondo tanto da farmi pensare che stesse godendo veramente anche se non raggiungeva l'orgasmo vero e proprio.
Io avevo momentaneamente esaurito le mie energie e non volevo andarmi a ripulire per non lasciarli soli nel letto escludendomi però di fatto dal gioco. Vederlo così deciso affondare colpi sempre più forti e profondi tra le sue gambe un po' iniziava ad infastidirmi perché ora era lui che la stava scopando, non era più un gioco condotto da me e lei e lui la stava usando per appagare le sue voglie.
Lei però gemeva di piacere e non pareva affatto infastidita dalla cosa, lo sentiva godere a sua volta e avvertivo che sentirlo ansimare la faceva eccitare sempre di più.
La fece girare a pecorina e lei non se lo fece ripetere, si inginocchiò offrendosi sfacciatamente anche da dietro. I suoi colpi anche questa volta le regalarono forti sensazioni e lei non riusciva a trattenere mugoli di intenso piacere. Si avvinghiava a me per tenersi mentre lui la sbatteva sempre più forte. La invitò a godere assieme a lui ma io gli dissi che non doveva venire dentro di lei, allora lui si sfilò il preservativo e chiese a lei dove volesse essere bagnata. Lei indicò il seno e lui masturbandosi con vigore venne da li a poco sulle sue tette, cospargendole di liquido caldo. Sentivo l'inconfondibile odore di sperma, uno schizzo era caduto anche sul mio braccio.
Lei tirò quasi un sospiro di sollievo, aveva goduto per non so quanto tempo ininterrottamente ed aveva bisogno di una pausa.
L'orgasmo però se lo sarebbe regalato solo più tardi assieme a me dopo che il ragazzo ci lasciò soli a rivivere nella nostra intimità quella serata.


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