scrivi

Una storia di CinziaMarchese

Burlesque

che passione...

122 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 06 febbraio 2019 in Altro

0




Erano già trascorsi alcuni minuti dall'arrivo del taxi, mentre frugava nel cassetto per trovare le chiavi di casa, un pensiero improvviso attraversò la sua mente.


Era forse sbagliato, cercare una propria identità? Lasciarsi andare all'istinto mettendo a repentaglio gli affetti più cari? Chissà se Carlo, suo marito, questa sera, sarebbe venuto a vederla esibire, non era ancora rientrato. Sandra, in un lampo,ritornò a ritroso nel tempo rivivendo l’incipit di una inattesa passione.


“Siamo alle solite” bofonchiò la donna irritata dalla sbadataggine della ragazza alle tinte. “ Mi hai macchiato la cute peggio delle altre volte; ora quando uscirò sembrerò una zebra a pois”.

Dopo un occhiata torva la cliente, senza tanti indugi, continuò a spettegolare con la vicina.”Beh! Ti dicevo, inizialmente l’idea non mi attirava molto”. “Si capisco. Ma questo Burlesque, in che consiste? La donna, abbassò leggermente il tono di voce esclamando “E’ qualcosa di entusiasmante credimi, l’ho scoperto da poco. Si impara a gestire la femminilità danzando con ironia: strip-tese, per meglio dire trasformismo, nulla di volgare t’assicuro. E la cosa più importante sai qual’ è? Che non devi ostentare un fisico perfetto, alla portata di tutte davvero” concluse strizzando l’occhio. Sandra in attesa del suo turno al lavaggio, rigirava nervosa una rivista tra le mani: sbuffò. La classica casalinga frustrata: qualche chilo di troppo e scarse alternative. Sandra era triste: suo marito Carlo ogni sera, commentava volgarmente le veline di turno in TV ; il giorno dopo, in lacrime sul piatto della bilancia, Sandra si rimpinzava di dolci e di canzoni melodiche alla radio. La notizia del Burlesque dal parrucchiere, capitò a fagiolo. Annotò l’indirizzo del club e decise d’andarci subito:fantasticò tutto il pomeriggio per poter uscire L’ accolse un ambiente raffinato, con divanetti dai cuscini damascati e gigantografie con sensualissime donne della belle epoque. Le venne incontro una donna distinta e sorridente:

“Benvenuta al Burlesque, io sono Giada”. Qualche domanda e poi dritta in una sala a sbirciare. Le allieve provavano un piccolo numero di trasformismo ironico ,di danza e raffinato strip. Si convinse che lì avrebbe ritrovato se stessa: il suo lato nascosto. La sera dopo si mescolò all'allegra compagnia , c’era di tutto: dalla studentessa alla lavoratrice, dalla professionista alla casalinga. Tutte alla ricerca dell’autostima e della femminilità perduta.“Ragazze ci tenevo a dirvi che stiamo organizzando una piccola esibizione per fine mese” esordì Giada . “Per l’occasione, dovremmo confezionare personalmente anche i costumi”. Continuò decisa “Ci divideremo in due gruppi: uno con me per la scenografia e la coreografia, l’altro al confezionamento degli abiti”. Si scambiarono occhiate eccitate ed increduli. “Quindi, all'opera !” Le tre settimane successive all'annuncio furono febbrili: era un turbinio di danza, taglio, cucito e trucco. Sandra si sentiva coinvolta come non mai. Si era scelto un pezzo di burlesque cabaret anni ‘30: invidiava le donne di quell'epoca, la loro eleganza, le loro movenze flessuose, le labbra rosse socchiuse sui bocchini madreperlacei. Una sera a cena, sentì gli occhi di suo marito Carlo, fissi su di lei. “Vuoi che ti passi dell’altro pane?” domandò meccanicamente. “No, niente pane” replicò perplesso, “Sei diversa dal solito, non so, hai uno sguardo vago, quasi sognante, proiettata altrove”. Mi nascondi qualcosa?”.

“Sì, tanto vale dirtelo: sabato sera mi esibirò in un pezzo di Burlesque al Roxy Piano Bar. Se vieni a vedermi mi farebbe davvero piacere!”.

“Burle che? Mica lo strip all'ultimo grido? Da quanto tempo tieni va avanti la storia? ”. Sandra leggermente risentita di quel tono sarcastico,secca gli rispose:

Questa- storia è la mia bombola d’ossigeno da un bel po’, ma tu sei cieco”. Poi si alzò dalla tavola girò le spalle a Carlo e s’infilò dritta nella cameretta delle gemelle. Tornata in camera, lo trovò girato su un fianco a russare: tirò un sospiro di sollievo, chiuse gli occhi mentre una lacrima furtiva scendeva sul guanciale.

Non si parlarono fino al fatidico sabato, quando lei aveva già organizzato tutto alla perfezione. Mise gli abiti di scena in una sacca, pronta per la soiree. Ecco che il taxi con un colpettino di clacson la riportò alla realtà: lasciò l’invito per Carlo, non ancora rientrato, sulla consolle d’ingresso poi chiuse a chiave la porta sussurrando “Pazienza”.

Il locale era gremito. Sandra si cambiò rapida, ma guardandosi allo specchio si disse: “ Non può essere: quella non sono io”.

Un caschetto di lucidi capelli corvini e un paio d’occhi verdi adornavano un ovale rosato, mentre le labbra rosse, ben definite dal trucco bisbigliavano sottovoce: “Non posso essere io”. Il bustino di raso vezzoso ed il gonnellino frangiato mettevano in risalto la silhouette morbida ed intrigante, seguiti dai lunghi guanti neri e la fascetta piumata sulla fronte.

“Dai Sandra, tocca a te! ” Giada le diede un colpetto sulla spalla e lei uscì dal sipario.

Le sembrava di entrare in un bagno di folla, una luce bianca si proiettava al centro del palco. Si sentì invadere il corpo da una scarica di adrenalina pura, innescata forse dalla paura di fare una gran figuraccia ma, nell'istante in cui i suoi occhi incrociarono quelli di Carlo, conscia del suo fascino cominciò a danzare. Movenze sensuali: roteando i fianchi sfilò il gonnellino, facendo cadere in terra lentamente, anche il guanto di raso. Poi la musica cessò, le luci da fisse divennero come flash, mentre fulminea mimò di sparare sulla folla: con sguardo malandrino, strizzò l’occhio smeraldo…lei, donna del gangster <burlesque anni ‘30>. Uno scroscio d’applausi sommerse la sala e Sandra, sfinita, rientrò nel back-stage.

Bravissima,” esordì Giada, mentre si avvicinava un fattorino con un fascio di rose in mano.

“ Mi scusi, è lei la signora Sandra Tulliano? ”. “ Sì, sono per me?” rispose lei.

Il fattorino le porse l’omaggio floreale.

Sandra, con occhi lucidi lesse il bigliettino: era di Carlo, si scusava con lei per averla trascurata. Si cambiò e si avviò all'uscita: lo trovò in macchina che le apriva la portiera “Sali amore mio” Sandra, vide uno sguardo nuovo negli occhi del marito.

Le prese le mani tremanti e le carezzò dicendo: “Dov'eri stata per tutto questo tempo? Sei stupenda. Ho tante cose da farmi perdonare, lo so !”.

Spesso noi uomini guardiamo nel giardino altrui pensandolo più verde mentre il fiore più bello..” Sandra non rispose, era questo che voleva sentirsi dire! Si lasciò baciare semplicemente. La serata proseguì come favola e lei, la principessa!

L’indomani, Sandra, una donna rinata, si trovava in una boutique di alta moda: si sfilò guanti e giacca richiamando lo sguardo di un giovane commesso. Una scialba biondina tatuata, lo sgomitò dicendogli: “Ehi, ma ti sei incantato con quella? Ora miri pure alle tardone?” Il ragazzo si girò tranquillo dicendole: “Ma sta zitta,che c’entra l’età ? Lei ha classe da vendere, guarda solo come si sfila i guanti”. Sandra pagò il conto, sorridendo all'uomo imbambolato. Merito del Burlesque. Cos'altro dire? Sandra si era riscoperta donna di classe e non era acqua davvero.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×