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Una storia di Barbarella49

Sensazioni

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9 minuti

Pubblicato il 16 ottobre 2020 in Storie d’amore

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Ogni singolo poro della tua pelle respira, per ogni centimetro della tua epidermide milioni di sensazioni ti inebriano, portandoti lontano verso mondi immaginari inesplorati. La fragranza che si sprigiona dalla tua pelle è un po' nascosta dalle note agrumate del profumo che hai acquistato da poco. La tua carnagione è candida e disseminata di nei. Sono dappertutto quelle piccole macchie scure, te le ritrovi sulle braccia, sulle gambe, perfino sulla schiena. Sembrano costruire una mappa cifrata della tua identità. Cerchi di collegarli tra di loro con una linea, ma ti perdi. Lo sguardo si sposta, senti un po’ di freddo. La nudità del tuo corpo ti infastidisce un poco, pensi di rivestirti in fretta, ma poi ci ripensi.

Inizi ad annusare piano piano la tua pelle, ti piace il suo odore, quell’odore caratteristico e ben delineato che è solo tuo soltanto. Il tuo corpo non appartiene a nessuno. Ti stringi con le braccia rannicchiate sopra le tue spalle e respiri profondamente. Ti sdrai lentamente sul letto con le lenzuola stropicciate. La luce color arancio dei lampioni che entra dalla finestra ti infastidisce gli occhi, li stringi in due fessure minuscole. Ti alzi, chiudi le tapparelle.

Prendi il cellulare dal comodino.

Controlli.

Non ha chiamato, uff, sempre la stessa storia.

<<Perché quelli che ti piacciono non ti filano per niente?>>. Che sfortuna, pensi.

Hai deciso che quella sera ti divertirai da sola, inutile aspettare chi non ti cerca.

Hai deciso di rendere quella serata memorabile. Indossi solo slip e reggiseno, ti piace stare così e fantasticare sul letto. Viaggi con la fantasia. Desideri con tutta te stessa che qualcuno sopraggiunga nella stanza e cominci a coccolarti. Sogni un abbraccio intenso, due mani forti che ti stringono, due occhi dolci che ti guardano e poi il resto. Sogni di essere, sogni di dileguarti un attimo in uno sguardo, di essere viva sotto il tocco di carezze audaci. Con titubanza abbassi la mano a sfiorare il tuo seno. E’ molto piccolo e se ne sta come un bocciolo di rosa chiuso nella tua mano. Ti piace sentire il calore che si sprigiona da quel contatto. Ondate piacevoli assalgono il tuo corpo con un lento movimento simile alle onde del mare che bagnano la costa con dolcezza. La tua mano è assalita da un tremito, temi che qualcuno possa beccarti. Ti senti in colpa, pensi di fare qualcosa di vergognoso, ma il pensiero che sia una cosa trasgressiva da fare lo rende ancora più piacevole e bello. Sospiri. Le tue guance si sono accese di un colore rosato, tendente al rosso. Senti caldo, vampate di calore ti investono quando avvicini ancora di più la mano e sfiori quel pallino roseo, che diventa turgido all’istante.

Ti ecciti immediatamente, cerchi di avvicinare la tua lingua a quella protuberanza piccola, ma desisti perché non ci arrivi. Come vorresti che ci fosse qualcuno a farlo.

Invece sei sola. Sola come un piccolo puntino sperduto nell’universo infinito.

<<Sarà finito o infinito?>>, pensi.

Tu una fanciulla cortese, una ragazza per bene che non dovrebbe fare queste cose.

La tua mano scende e si intrufola dentro alle mutandine.

Come sei calda, la tua pelle febbricitante ha bisogno di essere baciata e toccata in modo gentile.

Ti senti rassicurata e inizi prima piano e poi più veloce. E’ un punto molto sensibile. Pensi che sia bello, ma non abbastanza da soddisfarti. Senti il bisogno di essere toccata da un uomo, ne avverti una necessità dolorosa. Fa quasi male pensarlo. Fa male pensare di essere sola e di desiderare un amante. Un amante che ti faccia sentire sua e che ti ami in modo profondo e sincero, che ti faccia sentire importante, un amante con il quale esplorare l’abisso di una infinita passione, che travolge tutto quello che incontra. Un mare in tempesta, un fiume in piena, un cataclisma che distrugge tutto quello che incontra.

Piccoli gemiti sommessi risalgono dallo stomaco, fino ad uscire dalle tue labbra.

Prosegui perché vuoi sentirti appagata. Ricominci a sfiorarti, brividi ti scuotono, ti scende una lacrima dagli occhi fino a bagnarti le guance.

Ti senti triste.

Continui a sfiorarti con una lentezza estenuante che accresce il desiderio che è in te, per lenire le tue ferite e provare quell’ebbrezza che ti è negata.

Non sai più quante volte il tuo cuore è stato trafitto. Lo senti ghermire da artigli che lo dilaniano fino a non provare più un briciolo di passione ed emozione.

“Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel”, non sai perché ti risuona in testa questa canzone. Sarà che ti piace tanto, sarà che ogni volta che l’ascolti vieni invasa da un senso di malinconia struggente, che fa a pugni con la tua voglia di ridere e divertirti. Ti viene in mente “Fantasticheria” la novella del Verga, chissà perché questi due accostamenti, che forse non ci stanno neanche.

Adesso ti è passata la voglia, ritiri la mano dopo esserti persa nelle tue fantasie. Ti assale un’infelicità senza rimedio. Cerchi di respirare forte. Conti i battiti del tuo cuore, che sembra impazzito e voler fare le capriole. Ti copri con un ammasso di lenzuola e coperte, ma continui a stare nuda sotto perché adori la sensazione delle lenzuola fresche sulla pelle. I tuoi piedi sono freddi e manchi di un contatto che possa provvedere a riscaldarli.

Ti senti privata dell’aria che respiri, senti l’affanno che provi nella ricerca di te stessa perché ti senti persa. Questo dolore cos’è? Sale lentamente, un groppo ti si forma in gola, gli occhi si inumidiscono e piangi. Piangi per la solitudine senza fine che invade le tue notti insonni, le lacrime scendono, ti bagnano il viso e in te la consapevolezza che si è trattato tutto di un'illusione, nata nella tua testa. Adesso la sua assenza ti distrugge, insieme al suo non esserci. Senti di aver perso una parte di te. Avresti così tanto bisogno di lui, del suo affetto. Vorresti abbracciarlo ma non è possibile, è un sogno. Stai percorrendo il tunnel lungo e buio della non corrispondenza. Facile dire: non soffrire, facile quando non si prova niente. Ti senti vuota ed inutile, tutto ha perso colore. La tua inconsistenza avanza, sei la persona invisibile, quella a cui non dare credito, quella di cui ci si dimentica così facilmente da non pensare di provocare così un grande dolore nell’altro. Inutile andare da uno psicologo per guarire da un amore non corrisposto. E’ la cosa più dolorosa che possa capitare, ti sei innamorata sì, ma lui non prova le stesse cose per te. Lui non ti considera nemmeno, non sa quanto dolore ti infligge quando gli parli e lui si dimentica della tua esistenza. Una sensazione di inadeguatezza ti pervade, la sensazione di non essere abbastanza interessante, di non essere una con cui è piacevole parlare. Essere rifiutati è doloroso e stai continuando a subire questa condanna. Il suo essere assente, le sue non risposte, il suo palese interessamento verso qualcun altro, magari più interessante di te, sono tutte cose che ti annichiliscono e ti annientano come persona, rafforzando in te la convinzione di non valere nulla.

Il tuo corpo estraneo alle lusinghe esteriori reclama pace, riprendi da dove avevi interrotto.

<<Perché no?>>, pensi. <<Perché privarsi del piacere, se ti fa stare bene?>> Puoi amarti anche da sola, mentre avvicini di nuovo la mano a quella tiepida ed umida parte di te. Chiudi gli occhi e vieni investita da pensieri nascosti negli anfratti della tua mente. Ti perdi in meandri oscuri, senti che la ragione ti sta abbandonando. Sei una passionale. E’ una colpa, forse? Il cuore è diventato pesante, lo senti malconcio e rattoppato.

Le pugnalate lo colpiscono in pieno, tanto che ti sembra quasi di non averlo più un cuore.

E’ stato scarnificato da troppe delusioni. Ti senti arida come sabbia del deserto. Perché ti sei innamorata di lui? Tutti dovrebbero avere amori corrisposti. L’amore a senso unico distrugge, annienta, fa tabula rasa di tutto quello che ha attorno e si nutre solo di fantasia, che poi viene puntualmente disattesa. Ti sei innamorata di lui, saranno state le sue parole, non lo sai. Sarà stato quel modo particolare di dirti le cose o forse il fatto che sentissi che lui ti comprendeva.

Saranno stati i suoi occhi verdi e la cui sfumatura di colore cambiava dalle tonalità del sottobosco al verde pistacchio a seconda del suo umore, ma con quello sguardo suo e soltanto suo che ti aveva colpita così tanto; i suoi modi di fare, la sua dolcezza, quel modo particolare di far sentire importanti le persone, la sua perspicacia, il suo umorismo. Ti faceva sempre ridere. Il suo esserci sempre e comunque quando eri in difficoltà, la sua bontà, la tenerezza che emanava dalla sua persona, la sua fragilità e vulnerabilità, che non cercava di nascondere dietro una maschera. Poi a modo suo era bello, ti piacevano quei suoi modi di fare, da uomo d’altri tempi, da cavaliere servente. Sempre pronto alla battuta e al sorriso. La comprensione che dimostrava era soltanto una delle sue qualità, quella per cui ti eri avvicinata a lui senza titubanza nel conoscerlo e nell’esporti. Di indole altruista e amichevole avrebbe fatto qualsiasi cosa per gli altri e tu avevi frainteso un affetto di amicizia con amore.

Ora tutto questo è finito, spazzato via da una realtà cruda che fa a pugni con i sogni infranti nella tua testa.

Adesso ti sei stancata, vuoi mettere fine allo strazio della consapevolezza di una completa solitudine, arranchi alla ricerca di qualcosa, una sorgente che ti disseti e che plachi la tua sete. Ti fermi di nuovo, gli odori si mescolano, ne sei quasi infastidita. Butti via tutte le tue fantasie in uno scoppio di tosse che ti sconquassa il petto. Indossi di nuovo il pigiama e sprofondi sotto le coperte con la testa sul cuscino sprimacciato. Un’espressione placida si stampa sul tuo volto. Sprofondi nel mondo dei sogni.

Inizia la visione. Sei una spettatrice e tu godi di quello che costruisce la tua psiche per te, per renderti contenta.

Senti suonare il campanello, ne avverti il suono prolungato.

Ti vesti velocemente indossando la vestaglia, incespichi e ti catapulti verso la porta.

<< Chi mai potrà essere a quell’ora?>>.

“Oh mio Dio, è lui”, esclami paonazza dall’imbarazzo, mentre apri velocemente la porta, buttandoti a capofitto nelle sue braccia che ti accolgono.

Un bacio lieve sulla fronte suo basta a riscaldarti il cuore.


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