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Una storia di Brividogiallo

Karima nel deserto

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore.

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16 minuti

Pubblicato il 01 aprile 2021 in Storie d’amore

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Sono cinque mesi che Joe lavora presso la nuova vena di petrolio che è stata trovata nel Sahara occidentale, che si trova sotto il governo algerino.

Il giacimento è stato trovato a quattrocento chilometri dal confine con l'Algeria nel territorio del Western Sahara ed ora si stanno costruendo i ponteggi per la costruzione delle trivelle che serviranno per scavare i pozzi.

Joe è un cittadino americano alle dipendenze di una nota multinazionale USA come operaio specializzato ed ha accettato la proposta di trasferirsi per un periodo indeterminato nel deserto per l'ottima retribuzione pattuita che gli consentirà di mettere da parte un bel gruzzolo di dollari.

Pur non sopportando il caldo, lui che vive nel Montana, sa di dover fare questo sacrificio a vantaggio del suo futuro.

Il suo sogno è quello di mettere su una fattoria modello e lavorare in proprio come agricoltore e allevatore e i soldi che guadagnerà con questa lunga missione, gli consentiranno di realizzarlo.


Anche oggi, come ogni settimana, dovrà recarsi nella cittadina più vicina, che dista poco più di quattrocento chilometri, per andare a fare rifornimenti di viveri ed acqua.

Prende le taniche della benzina e fa il pieno alla jeep, quindi parte attraverso piste naturali di sabbia e dune. Non è mai stato in un deserto vasto come il Sahara e non sa orientarsi ma ha un geolocalizzatore che gli indica il punto da raggiungere.

È in viaggio da oltre tre ore e mancano approssimativamente centoventi chilometri prima di raggiungere Tindouf, la piccola città dove è diretto.

Il sole si è alzato e il caldo, nonostante il condizionatore, si fa sentire.

Davanti a lui solo una immensa distesa di sabbia tremula per l'effetto ottico provocato dal forte calore.

Joe beve una lunga sorsata di acqua e sta per riporre la bottiglia nel cilindro accanto al sedile quando, in lontananza, vede una macchia scura sulla sabbia.

Pensa possa trattarsi di qualche animale che, allontanatosi dal branco, non ha saputo trovare la strada per qualche oasi lì vicina ed è morto di fame, sete e caldo.

Avvicinandosi ulteriormente vede, con grande stupore, che non si tratta di un animale ma di una donna, inginocchiata e con la testa abbassata.

Si ferma, si avvicina a lei e le solleva il volto. Ha gli occhi arrossati dalla sabbia e dal calore, le labbra screpolate e respira a fatica.

La carica sulla jeep e cerca di farla bere. Inizialmente la donna non ha nemmeno la forza di deglutire, poi si riprende e Joe la fa bere a piccoli sorsi fin quando lei non finisce tutta la bottiglia.

Passato il primo momento di stupore e di preoccupazione, Joe non può far a meno di chiedersi cosa ci faccia una donna sola e senza mezzi in pieno deserto.

Glielo chiede ma la donna non capisce l'inglese.

Però ora si sente già meglio e dimostra di non essere affatto una sprovveduta, infatti inizia a farsi capire attraverso i gesti.

Prima gli indica una fede nuziale che ha al dito, poi indica se stessa e infine si getta sul sedile dell'auto fingendosi morta.

Joe non ci mette molto tempo a capire che il marito della donna ha scelto questo modo disumano per liberarsi di lei.

Non ha nulla da farle mangiare ma, ogni dieci minuti, le passa una bottiglia di acqua per bere.

Ripresasi, grazie all'acqua bevuta e al fresco all'interno dell'abitacolo, la giovane donna prova un piacevole senso di rilassamento e si addormenta.

Joe la guarda. Nonostante sia in pessimo stato, è bella e non deve avere più di venticinque anni.

Si chiede come possa un uomo, fare una cosa così crudele alla propria moglie e, soprattutto, quale possa essere stato il motivo per volere per lei una morte così atroce.


Joe arriva a Tindouf e la donna è ancora addormentata.

È costretto a svegliarla e, per prima cosa la porta in un locale a mangiare qualcosa poi si reca nel posto di polizia locale.

La donna capisce che l'uomo che l'ha salvata, l'ha porta lì perché lei sporga denuncia contro il marito ed, inizialmente, non sembra decisa a farlo, si capisce che ha paura.

Joe però la prende per mano e le fa capire che non è sola, lui non l'abbandonerà.

Entrano nella stazione di polizia e vengono condotti dentro una stanza piacevolmente fresca, dotata di un potente condizionatore.

Appena l'uomo che sta dietro la scrivania vede la donna, si alza in piedi e le stringe calorosamente la mano poi inizia a parlarle in francese.

Purtroppo Joe non conosce il francese quindi non capisce cosa i due si stiano dicendo ma quel che è certo è che l'ufficiale di polizia conosce bene la donna.

Lei, parlando, indica Joe e, poco dopo, arriva un graduato che lo saluta in inglese.

Finalmente ha l'opportunità di parlare con qualcuno che conosce la sua lingua.

"La donna che lei ha trovato nel deserto è Kalila Kasem, figlia dell'ambasciatore egiziano qui in Algeria. Due giorni fa la famiglia ne ha denunciato la scomparsa. Il marito si è detto non sorpreso in quanto, a suo dire, era da tempo che sua moglie minacciava di andarsene di casa per una vita avventurosa e per il suo desiderio di libertà. La signora, al contrario sostiene che, dopo che lui le ha fatto firmare con la forza una cospicua assicurazione sulla vita, l'abbia caricata su un mezzo, portata per oltre cento chilometri all'interno del deserto e poi l'abbia lasciata lì mentre lui faceva ritorno ad Algeri."

"Si tratta di un tentativo di omicidio dunque!" esclama Joe

"Dal racconto della signora sembrerebbe proprio di sì. Infatti inizieremo subito a metterci sulle tracce del marito."

Nel frattempo il capitano, dalla sua scrivania, avverte la famiglia d'origine della ragazza che la loro figlia è stata ritrovata, sta bene ma per ragioni che spiegherà loro personalmente, dovrà essere posta sotto stretta sorveglianza negli alloggi dell'Ambasciata.

Joe ricorda improvvisamente il motivo per cui si era recato in quella cittadina e, suo malgrado, è costretto ad andar via ora che la ragazza è in buone mani.

Spiega all'ufficiale che fa da interprete che è felice di aver salvato quella ragazza da una morte certa ma che deve andar via per questioni di lavoro.

Kalima si alza, prende le mani di Joe e gli dice qualcosa in francese.

L'interprete riferisce che la ragazza lo ringrazia dal profondo del cuore per averle salvato la vita poi Kalima prende un foglio di carta ed una penna, scrive un indirizzo ed un numero di telefono e lo porge a Joe accompagnandolo da alcune parole.

"Ha detto che sarebbe molto felice se lei accettasse di essere ospite in Ambasciata un giorno che sarà libero dal suo lavoro."

Joe prende il foglio di carta e lo ripone nel portafogli :"Lo farò sicuramente e molto presto."

Kalima capisce e sorride.


Joe svuota un negozio dove vendono un po' di tutto poi controlla la lista delle spese e vede che non manca più niente, quindi si rimette in viaggio.

Arriva all'accampamento al tramonto e quando racconta ai suoi colleghi la sua incredibile avventura, sulle prime non viene creduto poi lo subissano di domande, gli chiedono se ha scattato delle foto, sono chiaramente stanchi di vedere solo sabbia e dune da ormai cinque mesi.

La notte stellata del deserto africano vede Joe sdraiato su una stuoia con una coperta arrotolata sotto la testa.

Non ha voglia di dormire in tenda, preferisce tentare di prendere sonno sotto quel cielo pieno stelle che gli fanno compagnia e gli ricordano la luce negli occhi scuri di Kalima che si è accesa quando lui le ha fatto capire che tornerà, che si rivedranno ancora. Quando però...chissà.

Difficile riuscire ad avere tanto tempo a sua disposizione per recarsi fino ad Algeri, le giornate sono convulse e non si ha un attimo di tregua quando si lavora per costruire un impianto per l'estrazione del petrolio. Le pressioni dall'alto sono continue quando si ha la fortuna di trovare una nuova, promettente vena petrolifera.

Gli manca ancora un mese prima che possa chiedere una settimana di ferie ed un mese è troppo, teme per l'incolumità di Kalima, non ha nessuna fiducia nel servizio di sicurezza algerino, in particolar modo se si tratta di presidiare l'Ambasciata d'Egitto, un paese non certo amico dell'Algeria.

La temperatura cala bruscamente e Joe prova un brivido di freddo, si alza la coperta fino al collo e cerca di addormentarsi con l'immagine di Kalima nella mente.


Il mattino successivo si sveglia alle prime luci dell'alba, la temperatura è ancora rigida, bisognerà attendere almeno tre ore prima che esploda il caldo torrido.

Nonostante i pochi gradi, Joe si dirige verso i bagni dell'accampamento per una doccia che spazzi via tutta la sabbia che gli si è infilata anche nelle orecchie. Non la sopporta quella sabbia, rimpiange il verde dei boschi delle montagne dove si trova Anaconda, la sua piccola città natale.

Dopo aver fatto la doccia, Joe è completamente sveglio e lucido ed ha preso una decisione.

Andrà a parlare con il grande capo, l'uomo che ha la responsabilità dell'andamento dei lavori in generale.

"Charlie devo parlarti. Da soli."

Charlie è un uomo sui cinquanta anni già nonno di due bambini.

Ha un carattere forte ma non privo di umanità e Joe tenterà di far leva su questo.

Entrano in una tenda dove Charlie ha approntato una sorta di ufficio.

"Devo chiederti un enorme favore. So che non rientra nelle regole ma si tratta di una faccenda particolare e molto personale. Anche se non ho maturato i sei mesi di lavoro che occorrono, ho bisogno di alcuni giorni di ferie."

"Questa tua richiesta ha forse qualcosa a che fare con la tua avventura di ieri? Me ne hanno parlato."

"Sì, il marito ha tentato di disfarsene lasciandola in pieno deserto. Questo dopo averle fatto stipulare con la forza un polizza sulla vita. Ma lei non ha fatto la fine che lui sperava ed ora è un testimone del suo tentativo di omicidio. La sua vita potrebbe essere in pericolo, voglio saperne di più, come hanno organizzato il servizio di sicurezza ma soprattutto chi è il marito, che tipo è e cosa fa nella vita."

"Pensi di essere la persona giusta per una faccenda così rischiosa? Non sei un poliziotto, non possiedi armi. Se ti trovassi in una situazione di pericolo chi verrebbe a darti una mano? Questo non è uno dei telefilm che vedi alla TV, rischi la tua vita e per cosa? Per una donna che hai conosciuto ieri. Ne vale la pena?"

"Sì, senza dubbio."

"Ho capito. È bastato un giorno a quella ragazza, per farti perdere la testa.

Tu sai, però, che prima dei sei mesi non si possono concedere licenze.

A meno che non subentrino questioni di salute, quindi ti voglio aiutare.

Ti farò fare un certificato dal nostro medico. Stabilirà lui perché hai bisogno di stare una settimana in un ambiente più salubre ed a completo riposo. Spero che io non stia facendo una cazzata ma tanto, conoscendoti, so che con questo tarlo nella testa, non renderesti nemmeno la metà di quanto hai reso finora."

"Grazie Charlie, non dimenticherò la tua comprensione nei miei confronti e, per quanto mi sarà possibile, ti dimostrerò la mia gratitudine."

Joe completa la sua settimana di lavoro e, alle sedici del venerdì, ha già la jeep pronta per partire.

Deve percorrere milleseicento chilometri per arrivare ad Algeri, quasi tutti di sentieri nel deserto ma deve farcela in due giorni, non può sprecare il poco tempo a disposizione per il viaggio.


Dopo un'intera giornata di lavoro, Joe sta guidando ininterrottamente dalle sedici del pomeriggio precedente e si sente esausto.

Alle nove arriva ad un villaggio dove beve una tazza di thè e mangia dei dolci tipici del luogo, trova un posto isolato ed ombreggiato e si concede tre ore di sonno, quindi riparte.

È in netto vantaggio rispetto all'iniziale tabella di marcia. Ha percorso già ottocento chilometri, è a metà del suo percorso ma, dalla cartina, ha visto che gli ultimi seicento chilometri sono tutti di strada asfaltata.

Entro sera sarà ad Algeri e il navigatore lo porterà diritto all'Ambasciata egiziana.

Sono quasi le venti ed un meraviglioso tramonto lo accompagna mentre entra nella città di Algeri.

Seguendo il navigatore, attraversa la casba, con viuzze strette e ripide scalinate. la Grande Moschea, tradizionalmente ritenuta la moschea più antica di Algeri e ha modo di ammirare numerosi ed antichi palazzi ottomani.

Finalmente arriva all'Ambasciata.

Sta per suonare al citofono quando due uomini in borghese, spuntati dal nulla, gli si avvicinano e lo fermano.

In francese gli chiedono chi sia e cosa vuole.

Lui non capisce e risponde, nella sua lingua, di essere l'uomo che ha trovato Kalima quasi morta nel deserto.

Gli uomini della sicurezza, fortunatamente, parlano la sua lingua e gli chiedono di allontanarsi ed attendere.

Uno di loro parla attraverso una sorta di ricetrasmittente per alcuni minuti poi si avvicina a Joe e gli riferisce che madame Kalima è a pranzo ma che sarebbe lieta di averlo come ospite.

Lui si sente a disagio, ha viaggiato per oltre ventiquattro ore, tra deserti e strade sterrate, è sporco e sudato ma non sa rinunciare all'invito di Kalima.

Viene condotto lungo vasti corridoi arredati nel classico stile arabo, drappi e tappeti pregiati ovunque e un odore speziato che si diffonde nell'aria.

Ha un tuffo al cuore quando vede Kalima ferma davanti ad una grande porta chiusa.

Indossa un abito azzurro ed i suoi splendidi capelli neri e lucidi sono ben diversi da come li ricordava.

È decisamente bellissima.

Lei gli corre incontro e gli butta le braccia al collo dicendo qualcosa che Joe non comprende.

Guarda gli uomini della sicurezza con aria interrogativa.

"Ha detto che è incredibilmente felice di vederla qui e che non se lo aspettava, non così presto."

"Dovevo vederti e sapere come stai e poi parlare con te, ci sono delle cose che desidererei sapere."

Uno degli uomini traduce ciò che Joe ha detto quindi Karima si rivolge di nuovo a lui :"Hai il viso stanco ed avrai fame. Vieni con me."

Lo prende per mano mentre apre una porta che dà su una grande sala da pranzo.

Seduti attorno ad un tavolo, ci sono tre uomini e due donne.

"Vieni Joe, lui è mio padre Sef, mia madre Siti, i miei due fratelli Ravic e Hamadi e poi c'è mia sorella Selk."

Il padre di Karima si alza dalla sedia e, in perfetto inglese, si rivolge a Joe :"Sono onorato di conoscere colui che non ha permesso alla morte di prendersi mia figlia. Le sono grato e debitore finché vivrò."

Anche la madre gli fa cenno di avvicinarsi e Joe si avvicina alla sua sedia :"Lei ha salvato mia figlia da morte certa per mano di un uomo che voleva dei soldi in cambio della sua vita. Ora giace in una cella al Cairo, nemmeno gli algerini lo hanno voluto. Sono felice di fare la sua conoscenza e la prego di accomodarsi alla nostra tavola. Si consideri un ospite gradito per tutto il tempo che vorrà." anche la mamma di Karima parla un buon inglese e Joe è felice per l'accoglienza calorosa e inaspettata.

Imbarazzatissimo per il suo aspetto indecente, gli abiti pieni di polvere, sabbia e sudore, Joe si siede a tavola.

"Mia figlia Karima è una ragazza dal cuore grande e di sani principi ma è terribilmente testarda e ribelle. Ha voluto sposare un uomo che nessuno di noi avrebbe voluto in famiglia.

Un uomo dal passato oscuro, che ha conosciuto qui ad Algeri e che non godeva di una buona reputazione. Ma aveva modi affascinanti e lui stesso era un bellissimo ragazzo ma dietro tutta quella bellezza si nascondeva una malvagità che noi avevamo intuito.

Abbiamo cercato in tutti i modi di impedire questo matrimonio ma loro sono fuggiti per tre giorni e, al loro ritorno, Karima non potè far altro che sposarlo, la sua reputazione era ormai compromessa.

Ma già dopo poche settimane di matrimonio lui si dimostrò un uomo che otteneva ciò che voleva con la violenza. Karima si pentì quasi subito di averlo sposato con tanta fretta ma ormai era troppo tardi. Nessuno di noi, però, poteva immaginare che sarebbe arrivato al punto di costringerla con la forza e le minacce, a firmare una polizza assicurativa che, in caso di morte di mia figlia, gli avrebbe assicurato una cifra molto considerevole.

Non la uccise solo perché il movente sarebbe stato fin troppo chiaro ma percorse centinaia di chilometri per portarla lontana dalla sua casa, dall'altra parte del Paese per poi lasciarla nel mezzo del deserto."

"Ma senza il ritrovamento del corpo, poteva trattarsi di un allontanamento volontario ed allora l'assicurazione non avrebbe pagato." osservò Joe

"Si accontentò di riscuotere il premio dell'assicurazione con la clausola della "morte presunta" che si poteva ottenere se, dopo un anno dalla sparizione di chi aveva contratto la polizza, la persona scomparsa non fosse tornata né avesse dato segni di vita. Insomma doveva attendere un anno prima di riscuotere ma in questo modo il rischio era minimo. Nessuno avrebbe mai ritrovato Karima sperduta nel deserto a oltre mille chilometri da qui.

Mia figlia sarebbe morta in pochi giorni e, probabilmente, quel che sarebbe rimasto del suo corpo, nessuno lo avrebbe mai trovato per molti anni. Un buon piano ma lei, signor Moore, lo ha sventato ed ora mia figlia è di nuovo tra noi, libera da quell'uomo malvagio."

La cena continua serenamente poi Joe viene accompagnato in un'ala del palazzo dove gli assegnano un appartamento e, finalmente può fare una lunga doccia ristoratrice.


Il mattino dopo Joe si sveglia quasi a mezzogiorno e, quando apre gli occhi, in un primo momento, si stupisce di non trovarsi sulla solita brandina da campo ma in un comodo letto in una stanza finemente arredata.

Ha dormito più di dodici ore e si sente forte come un leone e felice come lo lo è stato poche volte nella sua vita.

Si lava, indossa abiti puliti e poi non sa cosa fare.

Esce sul terrazzo e vede Karima tuffarsi in piscina.

Cerca di attrarre la sua attenzione e finalmente lei lo vede e gli fa cenno con la mano di scendere giù.

Joe le va incontro mentre lei esce dalla piscina ed in quel momento capisce che sono fortemente attratti l'uno dall'altra ma non possono comunicare.

Karima lo saluta dandogli un bacio sulla guancia poi chiama suo padre.

"Buongiorno signor Moore. Spero abbia dormito bene."

"Ero molto stanco ed ho dormito magnificamente."

Karima interrompe il dialogo tra i due e dice qualcosa al padre.

"Mia figlia ha studiato in Germania. Ha imparato a parlare tedesco e russo perché vuole fare la traduttrice. L'inglese lo ha escluso in quanto sostiene che ormai lo parlino quasi tutti però mi dice di riferirle che in un mese al massimo riuscirà ad impararlo abbastanza bene da potervi parlare senza bisogno di interpreti."

Joe la guarda teneramente. Sembra molto più giovane di quando l'ha vista la prima volta nel deserto e scopre in lei un'esuberanza ed una gioia di vivere contagiosa.


È arrivato il momento di ripartire. Joe ha trascorso cinque giorni indimenticabili ad Algeri ma ora deve dire a Karima che è necessario che torni al suo lavoro e che quindi la mattina successiva partirà.

Glielo dice con tanta amarezza ma le promette che tornerà il prima possibile.

Lei lo guarda triste ed in inglese gli dice :"Ti prego. Resta qui, io ti amo."

Joe la stringe forte e non vorrebbe più staccarsi.

"Ma io devo tornare al mio lavoro o lo perderò."

"Mio padre avrà un bellissimo lavoro per te qui."

Sef si avvicina ai due ragazzi e dice a Joe :" Sa cosa dicono i cinesi? Se salvi una persona la sua vita ti appartiene e ne sei responsabile. Ora non può essere proprio lei a rendere infelice la mia bambina. Non pensi al futuro, mille strade sono davanti a lei, deve solo scegliere."

Joe non è più tornato all'accampamento e Karima è ora parte integrante della sua vita.












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