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Una storia di LuigiMaiello

Ho visto noi qualche anno fa

Lettera a un amico

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3 minuti

Pubblicato il 20 novembre 2018 in Spiritualità

Tags: #amici #inverno #lettera

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"Avevamo un unico, instancabile argomento di discussione: il nostro futuro. Eravamo bambini, e i bambini fanno questo: dipingono il futuro con colori che la realtà non conosce".


The Young Pope

Insieme eravamo una cosa sola, come il sole e la luna. Come un mare di storie.


Sempre pronti a dormire sotto un cielo ricamato di stelle, disposti a cogliere il sentimento più adatto a ogni situazione.

Parlavamo di giovani e rivoluzioni e mi odiavi quando ti chiedevo:


“Che cosa fanno le persone che lottano contro il potere, quando lo conquistano?


Diventano meno empatiche e percettive. Meno pronte a capire gli altri. E, probabilmente, meno interessate o disposte a riuscirci.


“Riposa un po’, hai l’aria stanca”, mi dicevi.

Con le tasche pieni di sogni parlavamo del futuro. I nostri occhi e i nostri cuori erano pieni di quello che ci andava di fare.

Gustavamo la vita secondo dopo secondo, come facevamo con i panini nei pub.


Quella sera ne mangiavi uno che non riuscivi neanche a chiudere. Io bevevo una birra trappista e tu una chiara. Hai sempre preferito le bionde leggere.

Ma poi un giorno mi dicesti che io quella sera non c’ero, ero lontano, seduto chissà dove.


Quello che più nascondi, è ciò che più rivela di te. Ma qualsiasi uomo si può confessare dopo il quinto bicchiere di vino.

Sembrava quasi una minaccia.


Avevi capito tante cose di me. E io di te.

E allora mi venne un dubbio: siamo sicuri che certe cose siano realmente accadute, o forse è solo il modo in cui ce le ricordiamo e ce le raccontiamo?


Accade a ognuno di noi di ripensare, a distanza di tempo, a qualcosa di brutto che abbiamo fatto, e di giustificarci prima di tutto con noi stessi, creando quei rapporti causali tra un evento e l’altro che tanto piacciono a noi e alla nostra mente.

Come lei, odiamo il caos e non ci piace ammettere di aver di sbagliato.

La nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato

E chissà chi dei due ha ragione, se è la mia memoria a tradirmi o il tuo rancore a vincere per quell’episodio mai chiarito.


È stata lei a toccarmi la gamba o io a guardarla troppo a lungo?

È stata lei a fare il bagno nuda davanti a me o sono stato io a baciarla d’impulso?

A queste e ad altre domande non abbiamo mai risposto.

Ti sei serrato come un uomo che lotta per tenere chiusa una porta che vuole a tutti i costi aprirsi. Mai un’indecisione. Non avevi ragioni per non credermi, eppure per te era impossibile farlo.


E così sembriamo catapultati di continuo in un mondo fatto di relativismo, dove si fa largo l'idea che non esista una versione rivelatrice della storia, ma esistono solo concreti e reali effetti che l'evento produce sulle vite dei protagonisti. Delle nostre e degli altri.

La scena sembra non essere mai la stessa e, anche quando la viviamo insieme, ognuno la ricostruisce a suo modo.


Ora ci sono dei nomi antichi che tornano, e dei ricordi confusi che non vuoi cancellare, ma non riesci a capire che

ciò che viviamo non è solo ciò che ricordiamo, ma ciò che raccontiamo di aver vissuto.

Continuerò a scrivere e riscrivere la mia vita, sotto un cielo grigio crepato dai fulmini. L'inverno verrà, anzi sta già arrivando.

E ora che tu non ci sei più con me, qualcuno mi terrà compagnia.
Saremo io e la mia malinconia.*

*Ambra era nuda - Postino.


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