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Una storia di Avonegaras

Viaggio nell'Amazzonia

Avanti tutta verso una nuova avventura!

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9 minuti

Pubblicato il 29 luglio 2019 in Avventura

Tags: #amazzonia #amore #avventura #foresta

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Era l'ora di pranzo,Lucrezia stava cercando nel frigo qualcosa di facile da preparare.

"Trovato! Farò un'insalata con dell'affettato magro!" disse tra sè e sè.

Lucrezia era una ragazza di 21 anni,capelli molto corti castani,occhi marroni,molti tatuaggi e un corpo che manteneva il più possibile in forma anche se con qualche curva. Si era diplomata un po' in ritardo rispetto ai suoi coetanei ma era fiera di essere diventata un perito agrario. Aveva trovato un lavoretto per sei mesi,ora era a casa in attesa delle tanto attese vacanze estive.


"Driiiiiiiin!" il campanello fece spaventare Lucrezia che corse dritta a vedere chi poteva essere.

Il tempo di scendere le scale e non c'era più nessuno,però dentro la buca delle lettere c'era una busta,Lucrezia corse in casa e la aprì.


"Complimenti! Hai vinto un viaggio molto speciale assieme ad una persona a te molto speciale. Scegli con cura il tuo compagno di viaggio. Se sei interessata al fondo della lettera troverai giorno e ora,presentati in tale data con il tuo compagno e vi verranno date tutte le indicazioni inerenti al viaggio.

Se accetterete verrà data una lauda ricompensa ad ognuno di voi.

Sei stata scelta tra tanti.

Cordiali saluti,

Magictravel&Co."


Lucrezia rimase a bocca aperta. Era una fregatura?

Qualche ora dopo parlò con i suoi genitori della lettera.

"L'unico modo per sapere se è una fregatura è presentarsi lì" disse la mamma di Lucrezia.

"Vai insieme al tuo compagno di viaggio e guarda che succede" disse il papà di Lucrezia.

Tutti sapevano che il compagno di viaggio sarebbe stato Michele,il ragazzo di Lucrezia.

Era una ragazza molto selettiva con le persone,aveva un'amica su cui contava e un ragazzo che era parte fondamentale della sua vita.


"Amore,devi leggere questa lettera. Non so se è una fregatura o meno ma se non lo fosse vorrei che fossi tu il mio compagno di viaggio." disse Lucrezia.

"Accetto! Non ti lascerei mai andare da sola!" disse Michele dopo aver letto accuratamente la lettera.


Arrivò il giorno dell'incontro,dato che era in una reggia i due si vestirono per l'evento. Lucrezia indossava un abito lungo fino ai piedi,di un verde smeraldo,Michele invece indossava uno smoking nero.


C'erano molte persone in quella sala,sembrava quasi un ricevimento per persone nobili.

C'era cibo a volontà,champagne e molto altro.

I due ragazzi si fiondarono sul buffet,poi più avanti si accomodarono in una sala insieme agli altri ospiti,all'improvviso una signora salì sul palco e disse al microfono:

"Cari ospiti,siamo qui riuniti per lanciare una nuova idea. Innanzitutto salutiamo Lucrezia e Michele i nostri ospiti d'onore."

Lucrezia e Michele si alzarono intimiditi e si presero una marea di applausi.

"Salutiamo anche tutti gli studiosi e gli organizzatori di questa avventura".

A quanto pare tantissime persone erano lì per loro.

"Ora spiegheremo bene la nostra grande idea. Mi rivolgo a Lucrezia e Michele,siete stati scelti per un'avventura. Dovrete andare in Amazzonia all'interno dell'enorme foresta e riuscire ad uscirne...vivi! Sappiamo che entrambi avete esperienza nell'ambito delle piante e degli animali. Noi vogliamo verificare se le scuole hanno fatto bene il loro lavoro.

Se riuscirete a restare vivi e tornare a casa la ricompensa sarà di una grossa somma di denaro ciascuno. In caso contrario verrete sottoposti alle nostre cure e ricondotti a casa dalle vostre famiglie. In questa serata dovrete darci la conferma."


Lucrezia e Michele si guardarono sbalorditi.

"Cosa dobbiamo fare? Questo sarà pericolosissimo,noi non abbiamo la preparazione giusta..." disse Lucrezia.

"Secondo me saremo seguiti da una troupe di qualche tipo come quei documentari che si vedono alla televisione,non penso che ci lasceranno soli e abbandonati... Però ammetto che la cosa preoccupa anche me." disse Michele.


La signora che aveva raccontato i dettagli del viaggio andò dai ragazzi.

"Avete un giorno di tempo per darci conferma,ricordatevi che in palio ci sono dei soldi e potrebbero farvi comodo per costruirvi un futuro. Arrivederci." disse la signora.


L'indomani i ragazzi presero una decisione. La decisione di partire.

Mandarono un'e-mail all'indirizzo preso la sera prima dalla signora che tanto aveva raccontato di questo viaggio.

"Ci vediamo lunedì mattina alle 10.00 all'areoporto per la partenza,puntuali." rispose fredda ma decisa la signora.


I ragazzi prepararono due zaini giganti con sacchi a pelo,cibo,pentolino riscaldante,corde,kit per il pronto soccorso,un cambio,borracce e molto altro.

Lucrezia indossava degli shorts di jeans e una maglietta a maniche corte,calzini e scarpe da trekking,portava con sè anche un cappellino con la visiera e occhiali da sole, Michele indossava dei pantaloncini militari,una maglietta verde militare,cappellino e anch'esso occhiali da sole e scarpe da trekking. Erano pronti!


All'areoporto li accolsero una schiera di studiosi,dei cameraman e la signora che probabilmente era molto importante per questo viaggio.

"Che dire,ci vediamo a destinazione,prima però è necessario che mi consegnate i vostri cellulari" disse la signora.

"Non se ne parla... ci possono essere utili" disse Lucrezia.

In men che non si dica dei soldati presero i ragazzi di peso e li scortarono sull'aereo.


Il viaggio non sembrava tanto male,c'era un'hostess che portava ai ragazzi qualche pasto ogni tanto,da bere e altri beni di prima necessità.

Il viaggio durò una giornata intera.

"Chissà perchè tutto questo astio nei nostri confronti" disse Lucrezia.

"Beh,tu non hai voluto darle il cellulare" disse Michele.

"Era l'unico modo per attivare un GPS e per altre cose..." disse Lucrezia.

Guardarono fuori dal finestrino e videro un'immensa distesa di alberi e acqua,erano arrivati.

"Mettetevi questi paracadute" disse il pilota.

I ragazzi visto l'astio che si era verificato al loro ultimo NO lo fecero subito. L'hostess aprì le porte e con uno spintone li fece lanciare.

Tra una decina di urla aprirono il paracadute in tempo e andarono dritti verso la foresta.


"Ma dove vanno? Come hanno potuto lasciarci qui da soli? Quando verranno a prenderci? Qui è pieno di serpenti,insetti e milioni di pericoli,ho paura!" disse Lucrezia spaventata.

"Cerchiamo di fare un respiro profondo,piante e animali sono il nostro campo no? Ce la faremo" disse Michele cercando di tranquillizzare Lucrezia.

La foresta era enorme,intorno a loro c'erano solo alberi altissimi e basta.

I due ragazzi iniziarono a camminare seguendo il nord con una piccola bussola che avevano portato con sè.

"Si sta facendo buio,forse è meglio iniziare a montare le tende e mettere qualcosa sotto i denti" disse Lucrezia.

In men che non si dica era tutto pronto,i ragazzi mangiarono del cibo in scatola che conservavano nello zaino e si misero a dormire,abbracciati,inconsapevoli che il viaggio era solo all'inizio...


Il giorno dopo si svegliarono e si misero in cammino.

"Dunque cosa potremmo trovare... mi ricordo di aver fatto una ricerca a scuola su questa foresta e se non erro ci sono ben 1294 specie di uccelli, 380 di rettili 427 di anfibi, 419 di mammiferi, 3000 di pesci, 3000000 di insetti e altri invertebrati" disse Michele.

"Spero di incontrare solo questi alberi e niente di più" disse Lucrezia.

La giornata passò tutto sommato liscia,videro dei panorami bellissimi e la fauna non era da meno.

Videro un pappagallo chiamato Amazzone dalla fronte gialla,un tucano chiamato Aracari scritto,una rana chiamata Pseudis paradoxa,diverse scimmie tra cui l' Aluatta nera,il Callicebo rosso e l'Uistitì argentato.


"Cos'è questo rumore?" chiese Lucrezia.

"Non ne ho idea" disse Michele.

Ad un certo punto davanti a loro comparve un giaguaro dall'aria molto affamata.

"Non muoverti..." disse Michele terrorizzato.

Lucrezia invece si mise a correre e il giaguaro la inseguì. Erano attimi di panico.

Lucrezia inciampò e cadde a terra,il giaguaro si fiondò addosso a lei ma Michele lo uccise tirandogli un coltello da caccia con una precisione fuori dal comune.

La ragazza non si mosse,chiuse gli occhi dallo spavento e svenne.

Al suo risveglio vide Michele e si misero in cammino.

"Dobbiamo riuscire a restare vivi...ma a quanto pare nessuno ha specificato per quanto tempo ed è già passato un giorno" disse Michele.

"Forse era una trappola,sapevano che non saremmo mai sopravvissuti" disse Lucrezia.


I due ragazzi montarono la tenda per la notte e in men che non si dica piombarono in un sonno profondo.


Il mattino seguente...


"Dove siamo finiti?" chiese Michele.

Si guardarono intorno con gli occhi spalancati,intorno a loro c'erano degli indigeni con le lance puntate verso di loro che erano legati attorno ad un albero altissimo.

Iniziarono a parlare con gesti e urla,i ragazzi non capivano ma provarono a spiegare loro che volevano solo rimanere in vita e che non avevano fatto niente di male.


Passarono tutta la giornata legati a quell'albero e videro come viveva questa popolazione che ad un certo punto sembrava non curarsi più di loro.

C'erano un gruppo di uomini che dopo la pesca portavano diversi pesci e tutti gioivano e li mettevano sul fuoco per poi mangiarli.

Durante la sera le famiglie erano tutte attorno al fuoco e il grande saggio raccontava delle storie.

Ad un certo punto una ragazza si avvicina a Michele e le offre dell'acqua,Michele la beve ma a Lucrezia non viene offerta. La ragazza le dà un bacio sulla guancia,slaccia le corde e lo porta via.

Lucrezia si mette ad urlare ma viene colpita al volto da un indigeno e rimane lì a piangere.


Durante la notte tutto il villaggiò si mette a dormire nelle loro piccole casette di legno e Lucrezia ne approfitta per liberarsi e andare a recuperare Michele.


Scappano insieme cercando di fare meno rumore possibile.


"Stai bene amore mio?" disse Michele.

"Sto bene ora che sei di nuovo qui" disse Lucrezia.

"Sarà l'ultima volta che mi porteranno via da te." disse Michele dando un bacio a Lucrezia.


Camminarono tutta la notte e il mattino dopo esausti caddero a terra.


"Dobbiamo procurarci del cibo" disse Lucrezia.

Andarono vicino ad un fiume e prepararono una lancia con un tronco d'albero sperando che qualche pesce si facesse avanti.


Dopo un'ora ne trovarono ben due.


"Credo che qualcosa mi abbia morso." disse Michele un attimo prima di cadere a terra.

Lucrezia corse incontro a Michele lanciando delle urla ed esplodendo in un pianto.

Ad un certo punto cadde a terra anche lei,accanto a Michele.


"Dove sono finita?" disse Lucrezia.

Era sul lettino di un ospedale,era tutto illuminato e bianco,faceva quasi venire male agli occhi.

"Stai tranquilla,tu stai bene e sta bene anche il tuo ragazzo,è nella sala affianco alla tua" disse un'infermiera dall'aria molto gentile.

Ad un certo punto entrò la signora della riunione,quella che li aveva mandati in Amazzonia.

"Bene bene,a quanto pare ce l'avete fatta" disse.

"Ce l'abbiamo fatta? Siamo stati morsi da qualcosa di strano e quindi abbiamo perso i sensi,abbiamo perso,ora immagino che verremo ricondotti a casa" disse nervosamente Lucrezia.

"Al contrario,dovevate restare vivi e così è andata,mi sembra che non siate morti,siete solo svenuti,ma noi abbiamo capito che il premio doveva esserci lo stesso perchè avete accettato una sfida quasi impossibile e vi siete messi alla prova,sempre uniti dal legame del vostro amore,complimenti." disse la signora accennando un sorriso.

"Accidenti..." disse Lucrezia.


All'improvviso dalla porta saltò fuori Michele e corse ad abbracciare Lucrezia.


Avevano vinto per metà la sfida,ma vinsero il denaro e con quello iniziarono a costruire il loro futuro,con tanti viaggi,senza dimenticare di tornare nuovamente lì,nella foresta dell'Amazzonia.





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