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Una storia di Samanthapriolo

Anita e Filippo

La fine

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3 minuti

Pubblicato il 03 marzo 2019 in Thriller/Noir

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"Cosa ti passa per la testa? Cosa mi nascondi? Parlami Anita?"
Anita lo guardava quasi con compassione, non aveva alcuna voglia di rispondere alle sue stupide domande, allora smise di fissarlo negli occhi e dandogli le spalle si mise a guardar fuori dalla finestra, ma lui non si diede per vinto e continuò a riempire con le sue parole l'elegante salone.
"Cosa credi che voltandomi le spalle tutto si risolverà? So benissimo di non potermi fidare di te, almeno non negare l'evidenza...Cara Anita"
All'improvviso il monologo venne interrotto, Anita spalancò la finestra e si mise ad urlare:
"Scusa, mi senti? Ragazzo sei sordo? Voltati!"
Un ragazzo sentendo gridare quasi istericamente si volse a guardarla stupito e rispose:
"Dici a me?"
Anita ricomposta e decisa gli rispose:
"Certo, aspettami, ti raggiungo" Il ragazzo incredulo si mise ad aspettarla davanti al grande portone, proprio sotto la sua finestra.
"Allora, eccomi, piacere Anita, dove si va?"
"Piacere Giacomo, a consegnare la posta?"
"Ho sempre desiderato accompagnare un postino durante il suo giro, andiamo!" e quasi rise.
La coppia improvvisata si avviò verso il furgoncino di Giacomo, mentre un uomo si sbracciava da una finestra gridando come un pazzo
"Anita. Anita! Dove vai? Torna a casa, qualsiasi cosa tu abbia fatto io ti perdono! Anita..."
Ma Anita era già sul furgoncino del postino, chiacchierarono per quasi tre ore, senza che il tempo si rendesse conto di loro, poi Anita volle rincasare, Giacomo non capiva, quell'incontro tanto assurdo quanto bello non poteva finire così, non voleva rinunciare a lei. Giacomo era convinto che fosse iniziato qualcosa, ma per Anita non erano state niente quelle ore passate assieme.
Lui provò a insistere perché restasse ancora, ma dopo poco erano già sotto il portone.
La donna salutò frettolosamente il postino, che rimase incantato nel vederla andar via come una dea, sinuosa e bella nel suo vestitino attillato.
Quando entrò in casa chiamò il marito " Fili ci sei?" Poi sentì scorrere l'acqua della doccia, si svestì e raggiunse il marito, che l'accolse tra le sue braccia entusiasta, anche stavolta era tornata. Filippo amava la moglie, ma la sua insicurezza e il suo egoismo trasformavano la bellezza dell'amore in smisurata gelosia, spesso la moglie lo lasciava delirare dentro casa, stanca delle sfuriate drammatiche e teatrali. Anita non provava sentimenti profondi per il marito, la sua scarsa empatia verso gli altri unita alla sua apatica emotività le impediva qualsiasi cambiamento o una concreta presa di posizione.
Finita la parentesi d'amore nella doccia Anita si rivestì velocemente e iniziò a passeggiare nervosamente nel corridoio, poi raggiunse di nuovo in bagno il marito intento a radersi :
" Sai cosa stavo pensando...Fili mi ascolti?"
"Dimmi amore"
" Non sono io a dover andar via ogni volta che dai di matto, sai che faccio? Ti preparo i bagagli, in fondo questa è casa dei miei e tu sei solo nostro ospite, Vai pure nella casa al mare a guardar tramonti!"
Qualche giorno dopo il portiere li trovò senza vita in camera da letto, nella stanza c'era una gran confusione, ma nessuno capì mai chi fu il primo a colpire e cosa fosse esattamente successo. Restarono testimoni i ricordi celati dentro casa, il rumore dei tacchi di Anita che fuggivano dalle urla di Filippo nel silenzio che avvolgeva ogni cosa.
Adesso la gelosia insensata giaceva con la faccia a terra, mentre l'indolenza gli voltava le spalle guardando il soffitto con una smorfia di derisione sul viso, mentre la pietà restò a guardare la tenacia di un amore bugiardo e codardo a lutto.

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