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Una storia di Noxoro

Il riflesso

che non dovresti vedere

67 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 30 dicembre 2020 in Thriller/Noir

0

Chicago,

4 agosto 2012

ore 11.14 AM


Era lì seduto su quella sedia vecchia a pensare. Pensava a molte cose e in un attimo, cadde.

Cadde dalla sedia su cui si stava stupidamente dondolando, precipitando dal balcone troppo basso per la sua altezza e il suo corpo in balia della gravità, precipitò inesorabilmente nel vuoto.

Mentre cadeva agitando le braccia, davanti agli occhi iniziò a scorrere tutta la sua vita. Un attimo durò un’eternità: vide sé stesso da bambino mentre teneva sua madre per mano per il primo giorno di scuola, vide il primo amore e la prima delusione, vide il suo viso incurvarsi in una smorfia di dolore e vide lei, presenza che sempre aveva regnato sulla sua esistenza: la solitudine, una palandrana nera era la sua veste e due piccoli puntini viola i suoi occhi che spuntavano da sotto un cappuccio logoro e vecchio. Al ragazzo si gelò il sangue, ma non per la caduta inesorabile verso l’asfalto sottostante, bensì per un soffio di vento che scostò il cappuccio logoro abbastanza da riconoscere il viso della creatura. Sé stesso.


Sorrideva fissando il ragazzo cadere verso la morte, forse perché il suo lavoro era finito? Forse perché questo era sempre stato il suo fine ultimo? Non lo sapeva al tempo e non lo scoprì mai.


Lo schianto dello sfortunato e spaventato sull’asfalto non fece quasi alcun rumore e nessuno si accorse del suo corpo senza vita per ore.

Cadde solo da quel balcone e morì solo mentre il suo riflesso vestito di nero continuava a guardarlo, sorridendo.


Per il detective Miller non era l'unico caso in cui una vittima deceduta per un incidente venisse ritrovata con una smorfia di paura dipinta sul volto, per non parlare del modo in cui si trovava il resto del corpo: un macabro incontro tra un corpo mummificato e e una magrezza incredibilmente accentuata. Qualche tempo prima era stato chiamato per il ritrovamento di un cadavere rinvenuto senza denti e senza mani ritrovato sul tetto della guardiola dove un ragazzo di circa trent'anni lavorava.

<<Cosa ti è successo? Che cosa ti ha ridotto in questo stato?>> disse Miller parlando tra sé, accendendosi l'ennesima Winston rossa e fissando gli occhi spalancati di quel povero ragazzo che giaceva davanti a lui, avente uno sguardo così terrorizzato che per un attimo anche il detective avvertì un brivido lungo la schiena.


<<Detective!>> gridò concitato l'agente Cook correndo verso l'uomo

<<Ha chiamato il capitano. Vuole vederla immediatamente nel suo ufficio per il caso Russo>>


Miller fece un tiro di sigaretta per poi gettarla alla sua destra prima di rispondere


<<Ricordati un cosa Cook: quando ti svegli e la vita sembra tutto tranne che una merda, ti sbagli>> disse il detective prima di avviarsi verso la macchina per recarsi alla centrale di polizia di Chicago.



Continua...?


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