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Una storia di

NEVADA - Un insolito omicidio nel deserto

SECONDO CAPITOLO – L’UNITÀ

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Pubblicato il 01 giugno 2020 in Thriller/Noir

Tags: #DAneglo #VincentDAngelo #Nevada #Giallo #Noir

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TRAMA: Due cadaveri vengono rinvenuti in mezzo al deserto fuori Las Vegas. Vincent D'Angelo, detective cinico della omicidi, sarà chiamato a far luce sulle circostanze poco chiare della loro morte.


GENERE: Poliziesco


NEVADA LA SERIE: "Un insolito omicidio nel deserto" è il primo racconto del mio progetto Serie Nevada. La mia idea è quella di dar vita ad una serie di racconti ambientati interamente negli Stati Uniti, più o meno collegati, che mi daranno modo di sperimentare le varie sfumature del genere poliziesco. Dalla violenza e dissolutezza dell’Hard Boiled, al raffinato intelletto del Giallo Deduttivo, sino a toccare la psicologia criminale del Noir

SECONDO CAPITOLO – L'UNITA'

Sono passate circa cinque ore da quando sono stati rinvenuti, in mezzo al deserto a largo di Vegas, i corpi senza vita dell’ex vice-procuratore distrettuale Giocondo Simmons, e di Lenny Dalton, figlio dell’imprenditore morto suicida, Donovan D. Dalton. Cammino per il marciapiede affollato, incurante delle decine di anime che mi passano accanto, quando in un distributore di giornali leggo in prima pagina “SIMMONS VS DALTON – SI RICOMINCIA!” scritto in grassetto.

Il circo mediatico è appena all’inizio, e il peggio deve ancora arrivare, non sprecherei mezzo penny per quella cartaccia. Mentre raggiungo il distretto, penso agli anni del processo Triple D, alle manifestazioni pro e contro Dalton, e a come quei porci della carta stampata e della Tv ci abbiano sguazzato. Hanno alimentato i malumori ed accresciuto la collera, gettando la città in un periodo buio e tumultuoso, che nessuno vuole ricordare.

Salito qualche gradino e varcate alcune porte, arrivo in ufficio. C’è parecchio subbuglio, e non c’è traccia né di Ross né del capitano Turner, devono averli convocati dai piani alti, qualcosa bolle in pentola. Improvvisamente Terence mi sbuca alle spalle, gronda di sudore, con un tovagliolo si asciuga la fronte.


« Vincent, dov’eri finito? Ti ho chiamato cento volte, ho provato anche a cercarti a casa. » mi dice ansimante.


Prendo tempo prima di rispondergli. « Dovevo pedinare un tossico, una questione di spaccio in una scuola. »


Resto sul vago, ma lui insiste. « Non ne sapevo niente. È stato il capitano a chiedertelo? Siamo partner, perché non ha coinvolto anche me? »


« In verità, è stato un favore personale che ho fatto al vice-sceriffo Cox. Sua nipote studia in quella scuola, è solo preoccupato per lei. Mah, mi raccomando Terence, non farne parola con nessuno. »


« Certamente Vincent, puoi fidarti di me. »


Lo so partner che mi posso fidare di te, sei tu che non dovresti fidarti di me. Gli ho mentito, per il suo bene non posso dirgli che in verità, ho passato le ultime due ore al Boa Motel, dove ogni tanto mi vedo con sua moglie. Ha un gran cuore Terence, e sono convinto che col tempo arriverebbe a perdonarmi, ma mi chiedo, io riuscirò mai a farlo?


« Allora, cosa volevi dirmi? » gli domando.


« Non ci crederai mai, ma Lenny Dalton… Beh, lui è vivo! »


Vuol prendermi in giro? Ha appena detto che Lenny Dalton è vivo.


« Si, lo so che non ci crederai, ma è vivo. I paramedici lo hanno trasportato all’ospedale St. Martin, dove è stato operato d’urgenza. Adesso è nel reparto di rianimazione, tutto intubato, i medici parlano di condizioni stabili. Due dei nostri agenti sorvegliano costantemente la sua stanza. »


« Ma è impossibile, era stecchito. » esclamo incredulo.


« Lo credevo anche io, ma dopo che sei andato via, la scientifica è entrata in azione. Volevano verificare se il buco sul suo petto fosse dovuto ad un proiettile, così l’hanno sollevato su un fianco per vedere se vi fosse un foro d’uscita, e lui ha emesso un lamento. »


Non riesco a capacitarmene, avevo visto il suo corpo da vicino senza accorgermi che fosse vivo. Ma come era stato possibile? Un senso di inadeguatezza mi pervade, tuttavia non ho neanche il tempo di avvilirmi, che l’agente Fukuda entra nella stanza di gran carriera, attirando su di se l’attenzione di tutti.


« Lasciate quello che state facendo. Il capitano ci vuole in sala riunioni, immediatamente. » annuncia.


Si precipitano tutti, io non ho fretta. Sono fra gli ultimi ad arrivare, e mi aggrego a quelli rimasti in piedi; è stata convocata l’intera squadra omicidi e i posti a sedere sono limitati. Il capitano Turner ci sta davanti, affiancato dal tenente Ross, con loro c’è anche Charlotte Bell, l’assistente del sindaco. Turner aspetta che ci siamo tutti prima di prendere la parola.


« Statemi bene a sentire, sono stato tutta la mattina in contatto con lo sceriffo, il procuratore distrettuale ed il sindaco, quindi capirete bene che qui la faccenda è seria. Abbiamo con noi la signora Bell, che ha da dirvi qualche parola. Prego signora. »


La Bell avanza di un paio di passi, i tacchi dei decolleté gialli che indossa con eleganza, rumoreggiano a contatto col pavimento. Nonostante abbia superato i quaranta, è conosciuta per la sua capacità di riuscire a far presa sugli uomini, ma non è questo ad averla portata al vertice. La sua innegabile spigliatezza verbale, quella sì che le ha dato una bella spinta.


« Salve a tutti. » esordisce, « Immagino che siate al corrente dei recenti sviluppi riguardanti l’omicidio avvenuto nel deserto la notte passata. Lenny Dalton è vivo, ed i medici del St. Martin l’hanno dichiarato temporaneamente fuori pericolo. Non penso sia necessario ricordarvi quali danni abbia portato il caso Triple D, e gli strascichi che ha lasciato. Il sindaco è stato chiaro, non ha assolutamente intenzione di permettere che si ripeta un tale putiferio. Dunque vi viene richiesto di assumere un atteggiamento responsabile, in modo da evitare eventuali fughe di notizie, o dare pretesto a polemiche ed accuse infamanti. Diversamente, sappiate che ci saranno senz’altro delle conseguenze per l’intero distretto. Vi lascio con questo avvertimento, e mi congedo restituendo la parola al capitano Turner. Buon lavoro signori. »


Quante stupide inutili chiacchiere. Non crederà veramente che riusciremo a sbrigare la cosa senza interferenze esterne, o che tutto rimarrà dentro queste quattro mura. Se è così, si sta solo illudendo. Tipico dei colletti bianchi, se ne stanno belli comodi nell’alto dei loro grattacieli, e sono convinti di sapere come vanno le cose qua giù. La Bell non è da meno; stringe la mano al tenente e a Turner e si dirige altezzosa verso la porta, pare che noi altri non siamo neanche degni di un suo sguardo. Una volta allontanatasi, la parola passa nuovamente al capitano.


« Avete sentito? Abbiamo una grande responsabilità, ci siamo dentro fino al collo in questa storia. Ecco perché ho deciso di mettere su un’unità che sarà destinata esclusivamente a questo caso.

Gli ufficiali che prenderanno parte alle indagini sotto la direzione del tenente Ross, saranno i detective Lopez, Morel, Green, Clark ed Edwards per l’unità investigativa, e Gordon, Martinez e Mitchell per quella scientifica. Detto questo, chiedo a coloro che ho nominato di avvicinarsi, tutti gli altri possono tornare a lavoro. »


Ci stavamo già apprestando a lasciare la stanza, quando Terence, che stava seduto in prima fila, solleva la mano.


« Che c’è detective O’Kelly? » gli domanda il capitano.


« Signore mi scusi, io sono stato il primo a parlare col signor Jensen. Non crede che dovrei far parte anche io della squadra? »


« Detective O‘Kelly, ha già fornito la sua testimonianza giusto? Il suo apporto all’indagine è sufficiente. Può andare. »


« D’accordo capitano. »


Terence abbassa il capo avvilito, si sente escluso. Mi piacerebbe pensare che Turner lo abbia estromesso perché troppo coinvolto emotivamente, ma la verità è che, malgrado lui si sforzi ad ottenere indagini sul campo, viene sempre relegato nella sua scrivania a sbrigare scartoffie.

È un buon detective, però gli manca il carattere per imporsi. Mentre usciamo, cerco di confortarlo con una pacca sulla spalla, ma non faccio in tempo a posare la mano, che sento chiamare il mio nome.


« Detective D’Angelo, lei aspetti. » mi ordina Turner.


Mi trovo già al di là dell’uscio della porta, quando sono costretto ad arrestarmi. Voltandomi, incrocio lo sguardo di Terence, che mi guarda come un cucciolo bastonato.


« Ci vediamo più tardi. » mi dice, allontanandosi a capo chino.


Rientro nella stanza, e la prima ragione che mi viene in mente sul perché Turner mi abbia trattenuto, è che abbia saputo del battibecco con Ross quella notte. Devo prepararmi ad una bella lavata di capo, non sarà certo piacevole, ma non sono affatto preoccupato.


« Detective, » bissa,« mi hanno detto che è stato il primo ad esaminare la scena del crimine. »


« Si Signore. » confermo.


« L’hanno vista prendere appunti sul suo taccuino, ha notato particolari importanti? »


« Può darsi Signore. »


« Bene, li riferisca direttamente al tenente Ross, anche lei farà parte dell’unità. »


Sento lo sguardo poco amichevole di Ross su di me. Ho come l’impressione che il tenente non gradisca avermi in squadra. Lo vedo proferir parola a voce bassa con il capitano, immagino gli stia sconsigliando il mio inserimento nell’unità. Per sua sfortuna Turner è di altro avviso, e glie lo rende comprensibile alzando la voce.


« Tenente, qui sono io in prima linea, è il mio culo che rischia. Ricordati che sono io qui quello che decide. Ci siamo intesi? »


Ross ribolle di rabbia, ma cerca di non darlo a vedere, sa che deve fare quanto gli chiede il capitano, non gli resta che ingoiare il rospo.


« Si Signore. » risponde con tono cupo.


« Bene. Detective D’Angelo, il suo compito sarà quello di assistere il tenente nell’elaborare le informazioni che l’unità riuscirà a raccogliere. Vista la sua abilità nel leggere le scene del crimine, e la minuziosità con la quale il tenente Ross analizza le prove, mi aspetto di trovare un profilo generale nella mia scrivania entro giovedì. Per voi altri, il supervisore Carter ed il sergente Thomas vi indicheranno i vostri compiti. Ricordate di informare il tenente di qualsiasi novità, voglio il massimo da voi. Mettetevi subito a lavoro. »


Quando anche il capitano lascia la stanza, Ross mi si avvicina col suo solito fare composto.


« Congratulazioni detective, sembra che l’influenza del vice-sceriffo ti abbia ancora una volta spinto verso l’alto. Ma questa è la mia unità, ed è a me che devi rispondere. Vedi di fartelo piacere fin da subito. »


Non avrebbe voluto lavorare così a stretto contatto con me, spero sappia che la cosa è reciproca. Ne ha vista parecchia di gente raccomandata, venir promossa senza merito, ed immagino sia per questo che lo infastidisca il mio legame con Cox. Beh, non dovrebbe preoccuparsi così tanto che io gli faccia le scarpe, non ho mai amato sedermi ad una scrivania per troppo tempo, e quando vai oltre il grado di sergente, è quello che succede di solito.


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