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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

Vicini di casa

I mulini del Signore...

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4 minuti

Pubblicato il 06 luglio 2019 in Thriller/Noir

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Abitiamo sullo stesso pianerottolo. Sono i miei vicini di casa da quando mi sono trasferita dal mio ultimo appartamento, all’altro capo della città.

Padre, madre e una figlia. La mia camera da letto confina con la loro cucina e li sento spesso litigare, attraverso le sottili pareti di questi stabili popolari costruiti in economia. Lui, anche ieri, è tornato ubriaco. Quando è ubriaco urla e picchia la moglie. Fracasso di piatti e bicchieri scaraventati per terra. Ho sentito chiaramente il rumore dei pugni e il pianto della bambina.

Stamani la piccola camminava zoppicando. L’ho incrociata per le scale:

«Come va tesoro? Come mai cammini male?»

«Sono caduta, ma non è niente, poi mi passa»

So che non è vero: ho distinto chiaramente la sua vocina:

«Lascia, papà, lascia la mamma, le fai male».

Ma lui le si è rivoltato contro, si è tolto la cintura e l’ha rincorsa per la casa.

«Lascia stare la bambina, lei non c’entra, prenditela con me, sono qui, ti prego lasciala».

«Sta zitta puttana. Mi dovete rispettare. Lei deve obbedire, capito? Tu, vieni qui, che te la insegno con la cinghia l’educazione».

La bambina si è rifugiata sotto il tavolo, ma lui l’ha acchiappata per un braccio e l’ha tirata fuori. È caduta ed ha urtato contro lo spigolo della sedia, forse riportando una piccola frattura.

«No, niente ospedale, non voglio rogne. E poi domani sarà tutto passato. Ora smettetela di frignare sennò mi incazzo di nuovo».


Ma se lo incroci per le scale sembra l’uomo migliore del mondo.

«Come va signorina? Bella giornata oggi eh!»

«Bella davvero. E voi come state? Come sta sua moglie ?»

«Sta riposando, stamani si è alzata con un gran mal di testa, ha preso un’aspirina. Tra poco starà meglio».

Certo! La conosco la causa del mal di testa della signora Maria.

«Ho un problema con lo scarico della cucina nella mia casa di campagna. Quando potrebbe passare a vedere?»

Lui di mestiere (quando è sobrio) fa l’idraulico.

«Anche domani se crede»

«Preferirei sabato in mattinata. Sarò lì nel week end, devo aprire ed arieggiare la casa»

«Potrei esserci verso le undici, se per lei va bene»

«Benissimo. L’aspetto sabato».

La mia casa di campagna è piuttosto isolata, situata sopra un poggio, qui nelle colline toscane. È la mia isola di libertà: solo boschi e prati, l’abitazione più vicina è a un kilometro, sulla strada stretta e tortuosa.


Sabato ore 11: aggiusta lo scarico del lavello. È un lavoro che avrebbe potuto fare in dieci minuti, ma ci mette un’ora e mezzo perché spera che lo inviti a trattenersi.

«È tardi per tornare in città. Si fermi a pranzo con me, tornerà con comodo nel pomeriggio, senza fretta».

Pasta, bistecca e patate arrosto. Ci sta una buona bottiglia di vino rosso. Io non bevo, non amo l’alcool, ma gli riempio il bicchiere. Tutte le volte che lo svuota. Sono un’ottima padrona di casa e so come trattare i miei ospiti.


“Ubriaco alla guida, si schianta contro un albero”- I vigili urbani, intervenuti sul posto, non hanno potuto che costatarne il decesso".

Le indagini, svolte dai carabinieri, sono state frettolose e superficiali. D’altronde l’odore del vino era ancora chiaramente percepibile nell’abitacolo della macchina. Anche i vicini di casa, interpellati nel corso degli accertamenti, hanno dichiarato di averlo visto ubriaco più volte.


Gent.ma Sig.ra Maria,

ho letto sul giornale della disgrazia che ha coinvolto la sua famiglia e Le porgo le mie più sentite condoglianze. Io sono in viaggio, sulla via Francigena verso il Cammino di Santiago di Campostela. Quando vi giungerò pregherò molto per voi, per lei e sua figlia. Tornerò tra circa un mese, nel frattempo vi tengo nel cuore. Nel salutarvi vi invio tutta la mia solidarietà.

La vostra vicina di casa Dike.


Il cammino di Santiago: la mia oasi di spiritualità. 800 Kilometri per ripensare al passato e programmare il futuro.


Il mio ultimo vicino di casa amava il vino e io gliel’ho offerto. L’ho solo un po’ corretto, come si meritava.

Sintomi dell’avvelenamento da digitale: nausea, vomito, vertigine, confusione, sopore.

Facile confondersi con lo stato di ubriachezza.

Ma non ho rimorsi: Maria e sua figlia sono adesso libere dal loro carnefice e potranno ricominciare daccapo, una nuova vita che spero per loro felice, certamente più serena.

Al mio ritorno cercherò un nuovo appartamento e avrò nuovi vicini di casa.

Continuo sulla mia strada, verso Santiago, cammino e penso alle tante vittime che ho vendicato.


Perché io sono Dike: il messaggero divino della giustizia.

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