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Una storia di Frederickperon

Questa storia è presente nel magazine Kathrina:

KATHRINA

Nascita di una leggenda

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5 minuti

Pubblicato il 05 maggio 2020 in Avventura

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Parte I: l'inizio della rivolta

by Frederick Peron

I.

Le storie, sin dall'inizio dell’esistenza umana, vengono trasmesse attraverso le fonti narrate dai saggi, dagli Annali, le testimonianze di coloro che hanno il privilegio o la sfortuna di assistervi, facendo sì che esse rimangano immortali nella memoria dell’umanità e nei secoli avvenire. Ognuna di queste influenza il presente e sarà da monito per le generazioni future. Chi osa manovrare la storia o trascriverla attraverso la menzogna, le bugie, la mancanza di fonti che supportano tali narrazioni, non sarà degno di bontà o salvezza quando i Divi decideranno, anzi quando Colei che Appare Alla Fine di Tutto deciderà della sorte della propria anima quando al giudizio finale, tale menzognero sarà sottoposto. Le fonti fanno sì che la verità creatasi sia inalienabile e immutata e che nelle parole di essa si nasconda l’insegnamento, il monito, il comandamento che l’umanità deve seguire.


Ma cosa succedesse invece se la mancanza di testimonianze o di fonti prevalesse sulla volontà di trascrivere gli eventi? La memoria stessa reggerebbe al singolo ricordo di esso, oppure nel medesimo atto in cui la menzogna prendesse il sopravvento, o la testimonianza del diretto interessato sparisse assieme a lui nell'ombra dell’oblio, scomparirebbe? Quante storie sono state raccontate nel modo corretto e quante con la deviazione e le mezze verità? Quali storie non conosciamo ancora o non sono state scritte, forse per scarse testimonianze o forse per oblio o peggio, per censura?


Fin dall’inizio dei secoli ho visto e ho assistito agli eventi che hanno contraddistinto, creato, distrutto, plasmato l’umanità, la natura, i Divi e l’immenso mondo di Galacta[1]. Molte di quelle storie ormai son scomparse, un vero peccato dal momento che l’umanità intera tende a rifare i medesimi errori. Le forze delle tenebre riescono sempre in questo compito, gli inganni e le piccolezze, i dettagli e i vuoti ne accelerano il buio nella coscienza e nella ragione.


E’ mio compito viaggiare in eterno, come servo e figlio di Colei Che Generò L’Umanità e il Tutto, trovare quelle storie e raccontarle, incastonarle nella mente degli uomini e qualora non fossero state ancora trascritte, divulgarle fra i venti affinché raggiungano la coscienza collettiva e rimangano inalterate nel tempo, fino alla Fine di Tutto. Come unico desiderio, io spero che l’umanità impari da esse e che non dimentichi i principi fondamentali che codesti racconti portano nel lor sacro grembo.


Racconto le storie di coloro che hanno lasciato un segno nel cuore di Galacta, ma anche la gente comune che ha combattuto non per gloria, ma per ideali giusti contro i nefasti danni della maldicenza, della corruzione dello spirito e della ragione. Narro le storie di chi ha amato, di coloro che hanno amato, di coloro che hanno sfidato le avversità e la paura per far sì che codesti ideali trionfassero. Narro da sempre, volando fra i venti e andando ove il mio cuore e la mia curiosità comandano.


Cosa sono io? Potete definirmi sotto molti aspetti, sta a voi decidere; uno spirito, un vagabondo errante senza una meta precisa, una voce invisibile o uno spettatore invisibile oppure una forma vocale di coscienza o semplicemente un semplice poeta o un cantore, una parte di voi. Io sono la vostra curiosità, sono vostro amico.


Voglio raccontarvi questa storia perché desidero che l’umanità sia consapevole che per ottenere il bene più prezioso, la libertà, a volte si richiede un enorme sacrificio e che essa non ci viene data dall'alto. Forse con questa storia io narro un caso estremo di conquista di quest'ultima, ma necessario affinché ogni uomo o donna sappia che, per codesta, in molti hanno combattuto e alcuni son morti sia per ottenerla che per difenderla. Coloro che nascono già liberi a volte ignorano perfino cosa sia davvero questo termine. “Libertà” è una semplice parola ma il suo voler dire è una grande complessità. Su una cosa però tutti noi concordiamo, può sembrar semplice o banale ma è di grande importanza: libertà è essere, esistere; significa non essere inferiore o schiavo per lingua, etnia, pelle, significa far ascoltare la propria voce nel mondo, vivere e morire senza che sia un altro a deciderlo e non aver timore della propria diversità. Libertà è vivere, ma per far sì che questo ideale si possa consacrare nel tempo, è necessario combattere. La libertà non si dà, si conquista, coloro che sperano in un aiuto dall'alto e che si limitano a sperare di ottenere dei miglioramenti trovando scorciatoie sono illusi e son destinati a soccombere e a sparire nelle tenebre, ancor peggio chi non fa niente per migliorare la sua condizione o chi sacrifica il suo onore vendendosi a chi lo opprime.


Ora che ho chiarito tutto, vi prego, venite, sedetevi, ascoltate ciò che ho da raccontarvi. Non serve prendere appunti per ricordare tutto, basta soltanto che voi ascoltiate e il vostro animo e che penetriate in fondo al vostro cuore. Rilassatevi, amici del mondo parallelo, viaggiate pure con la fantasia per entrare nel mondo di Galacta, creato dal buon cuore e operato di Galas[2], madre e padrona dei Divi e degli Uomini. Canta o Diva, canta nel mio cuore affinché possa urlare le tue parole nei venti e far sì che raggiungano il cuore degli uomini, lascia che lo spazio tempo si fermi e fai rivivere tali eventi dal passato. Canta Divina, colei che più di tutti sfidò il più grande e potente degli Imperi, canta l’ira e il coraggio del suo popolo che, sfidando la morte, spezzò le catene della schiavitù e della sottomissione, canta il loro ruggito che tremar fece il Nord, canta ora o Grande Madre e tu, Divo dello Scorrere, fermati e lasciami rivedere il passato, riportami in quei luoghi, fammi rivedere il tutto.



[1] Il nome deriva da Galas, ovvero come l’umanità chiama la Dea Madre e il sostantivo arumanno antico Acataja ovvero Regno o Casa, (Gala(s)+Ac(a)ta(j)a Regno di Galas)


[2] E’ così che gli abitanti di questo mondo chiamano la Dea Madre, dal termine Galai ovvero Madre, e il termine Ajan in genitivo, ovvero Madre del Tutto (Gala(i)+A(j)as)


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