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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

“PIPER CLUB”

I FATIDICI ANNI ’60/’70 DELLA MUSICA ITALIANA.

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7 minuti

Pubblicato il 12 agosto 2020 in Giornalismo

Tags: #Musica #Cantanti #PiperClub #Attori #Societ

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L’anno era il 1965. Il luogo, il profetico, clamoroso, fantastico Piper-Club di Via Tagliamento a Roma, fondato e guidato dall’allora strepitoso manager - commerciante di automobili - Giancarlo Bornigia e altri soci, uno dei locali storici dell'Italia del boom economico degli anni sessanta che in poco tempo divenne l'icona di una generazione intera e un vero e proprio fenomeno di costume.

Piper Club - Interno anni '60
Piper Club - Interno anni '60

Il Piper Club emerse subito come punto focale della bella vita romana, raccogliendo frequentazioni dal mondo dello spettacolo, dell'arte e personaggi in vista della scena mondana. Lo storico animatore - intrattenitore fin dall'inizio e per molti anni - era il giornalista Eddie Ponti. La sua linea artistica si ispirava al mondo del beat inglese, da cui copiò anche l'idea dell'opera beat, ovvero l’uso innovativo delle luci stroboscopiche

colorate abbinate ai suoni.

Alla serata d'esordio suonarono The Rokes e l'Equipe 84, successivamente seguirono i migliori gruppi della scena beat italiana tra cui i Rokketti, I New Dada, I Delfini, I Giganti, I Meteors, Gli Apostoli, Le Pecore Nere, Le Facce di Bronzo, affiancati da altri gruppi minori che facevano da spalla; ed altri provenienti dall'estero come The Primitives (tra cui si distinguerà il cantante Mal), Patrick Samson e Les Pheniciens, Lord Beau Brummell and his Noblemen Orchestra, The Echoes, The Bad Boys, The Bushmen (cinque ragazzi di colore del Kenya), The Eccentrics (da cui nascono Mike Liddell e gli Atomi), The Honeycombs, John L. Watson & The Hummelflugs, per citare solo i più importanti.

A questi si aggiunsero presto artisti del calibro di Nino Ferrer, Fred Bongusto, Dik Dik, Farida, Gabriella Ferri, Rita Pavone, Roby Crispiano, Gepy & Gepy, Nancy Cuomo, Lucio Battisti, Little Tony, Pino Daniele. Su tutti vanno ricordate Caterina Caselli e Patty Pravo passata alla storia del pop italiano come "La ragazza del Piper", per quanto, secondo alcuni, il titolo sarebbe da condividere con Mita Medici che nel 1966, proprio al "Piper Club", vinse il concorso "Miss Teenager Italiana" con il temporaneo nome d'arte di Patrizia Perini.

Piper Club - Interno
Piper Club - Interno
Patty Pravo
Patty Pravo

Nel 1965 Mina vi girò una serie di caroselli per la Barilla per la regia di Valerio Zurlini. Nel 1967 vi è stato ambientato il film tv "Totò Ye Ye", episodio della serie televisiva "TuttoTotò", ricordato come l'ultimo film interpretato dal grande attore napoletano.

Da ricordare inoltre l'evento "Grande angolo, Sogni, Stelle" organizzato da Mario Schifano il 28 dicembre del 1967, che segnò una delle tappe fondamentali della nascita dell'underground italiano.

La serata vide l'alternarsi sul palco di sitaristi, ballerine e poeti che si alternavano alle Stelle di Mario Schifano, il tutto accompagnato da filmati proiettati sul palco su quattro diversi schermi. L'evento fu recensito su l'Espresso da Alberto Moravia anche lui frequentatore del Piper Club insieme a Pier Paolo Pasolini, con un articolo dal titolo "Al Night Club con i Vietcong".

Dal numeroso gruppo dei ragazzi che si possono considerare frequentatori 'storici' del Piper emergeranno negli anni numerosi personaggi di spicco della musica pop italiana come i New Trolls, Le Orme, I Corvi, I Delfini. I Pooh, che nel 1966, conobbero al Piper Riccardo Fogli, entrato poi come bassista nel gruppo in sostituzione di Gilberto Faggioli, e come nuovo frontman. Fra gli altri, fecero la loro apparizione sulla scena i nomi di Romina Power, Mia Martini, Loredana Bertè e Renato Zero che nel 1982 realizzerà un 33 giri ispirato proprio agli anni del Piper intitolato "Via Tagliamento".

Rnato Zero con Loredana Bertè
Rnato Zero con Loredana Bertè

In quegli stessi anni vi si esibirono i più conosciuti complessi di musica beat e cantanti di musica leggera nazionali ed internazionali più in voga. Nomi del calibro dei Procol Harum, i Byrds, Rocky Roberts, Nevil Cameron, Herbie Goins & The Soultimers (il cui chitarrista era il virtuoso John McLaughlin), Wess (che divenne famoso cantando in duetto per anni con Dori Ghezzi) e dei giovanissimi Pink Floyd che si esibirono in due serate, il 18 e il 19 aprile 1968.

Pink Floyd
Pink Floyd

Ancora dal Piper nel 1968 partì un'iniziativa già in voga negli anni precedenti, i cantagiri canori, nella fattispecie, il "CantaPiper" che ha dato inoltre il nome all'etichetta discografica "Piper Club" che in quegli anni ha pubblicato i dischi di molti degli artisti che si esibivano nel locale. Il 21 giugno 1969 esordisce il gruppo Tina Polito e i Parker's Boys formato dall'aggregazione di una giovane cantante affermata nel programma televisivo “Scala Reale” e dal gruppo dove in precedenza aveva militato Renzo Arbore. La formazione era composta da Angelo La Porta (chitarra), Nicola Zanni (basso), Alberto Catani (batteria) e Gianni Micciola (tastiere). Nei primi anni Settanta una modifica della linea artistica portò all'esordio di Formula 3, Ricchi e Poveri, e all'esibizione di gruppi di fama internazionali come Genesis, Sly and the Family Stone, Jimy Endrix e grandi nomi del jazz quali Lionel Hampton e Duke Ellington.

Duke Ellington
Duke Ellington
Jimy Endrix
Jimy Endrix

Dopo gli anni dell'austerity (1973 - 1975 circa), il Piper Club diventa discoteca con continui collegamenti con le TV e le Radio organizzati da Eddie Ponti, per riempire gli spazi tra un'esibizione e l'altra, prima con Radio Montecarlo e poi con tante altre divenute storiche nel frattempo. Poco si conosce dei numerosi 'gruppi' che si alternarono sul palco con le proprie band. Fra questi Alfredo Laurano ci rammenta del suo "I Rustici" esibitosi in quegli anni sul mitico palco del Piper negli anni sessanta: "Per una sera, e per poco tempo, siamo stati la seconda 'orchestra' al cospetto del grande Wess & The Airedales. Fu una autentica emozione di fronte a tanti 'fiati'. Regnava il Rhythm and Blues ed io ero 'un sacco' giovane.....Grazie per i ricordi di quella stupenda musica".

Alla storia del "Piper Club" sono liberamente ispirati l'omonimo film televisivo del 2007, diretto da Carlo Vanzina e la serie televisiva omonima del 2009, diretta da Francesco Vicario.

pagina di una rivista musicale dell'epoca (?)
pagina di una rivista musicale dell'epoca (?)


Copertina di una rivista musicale di quegli anni.
Copertina di una rivista musicale di quegli anni.

Si vuole che la linea artistica di quegli anni prendesse le mosse dalla moda inglesein voga a Carnaby Street, dei trucchi 'dark' di Biba's e delle minigonne strepitose, che i manuali di moda fanno risalire a Mary Quant, stilista londinese svaporata e festaiola, che la mise in vetrina nella boutique Bazaar in Kings Road, a Londra; e che Simone Marchetti in un suo famoso articolo definì:

"Dieci centimetri sopra il ginocchio e centomila leghe sopra il mondo: la minigonna, apparsa per la prima volta nel 1963, è una di quelle mine vaganti della moda capaci di dare una colpo al cerchio delle tradizioni e una botta all'emancipazione femminile".

Poster storico della Generazione Piper
Poster storico della Generazione Piper

Ancora in quegli anni iniziavano i 'Tour' degli artisti più prestigiosi che fossero mai apparsi sulla scena internazionale. A Roma e a Milano si faceva la fila di ore per accaparrarsi i biglietti

dei 'grandi' Rolling Stones, The Beatles, Carlos Santana che allora riempivano i Palasport, per assistere agli eventi strepitosi che portavano in scena l'uso innovativo dei suoni e dello stile dettato dai primi ‘musical rock’ anglo-americani come ‘Hair’ (1967) di James Rado e Gerome Ragni (testi) e Galt MacDermot (musica); ‘Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat’ (1968) di Andrew Lloyd Webber (musica) e Tim Rice (testi).

Ma ancor prima che si acclamasse ‘Jesus Christ Superstar’ (1971) della medisima coppia di autori, oltremanica, al Piper Club di Roma, accadeva un evento straordinario oggi quasi del tutto dimenticato anche negli annali dello storico locale.

Nel maggio del 1967 infatti, un giovane musicista, certo Tito Schipa Jr. (figlio del grande tenore italiano), proprio al Piper Club precorreva i tempi con la sua opera beat “Then an Alley”, costruita su testi di Bob Dylan, all’epoca da noi quasi del tutto sconosciuto:

"Fu una delle mie prime esperienze del genere in Italia ma non fu possibile portarla avanti causa una denuncia dello stesso Dylan che rese possibili appena cinque repliche. Ma la soddisfazione fu quella di mantenere un pubblico vivo e numeroso, tanto che si dovette chiudere le porte del Piper per la stragrande affluenza. In vero fu un avvenimento! Tutti i giornali italiani e stranieri ne parlarono, ne fecero un fatto di costume … e forse lo era!


- racconterà l'autore qualche tempo dopo in una intervista rilasciata in occasione della presentazione del nuovo album dello stesso Tito Schipa Jr: “Io, ed io solo”.

Foto di gruppo: Giancarlo Bornigia al centro con Eddie Ponti, Mita Medici, Rita Pavone e Rocky Roberts.
Foto di gruppo: Giancarlo Bornigia al centro con Eddie Ponti, Mita Medici, Rita Pavone e Rocky Roberts.

Il 21 agosto 2013 muore a Roma a 83 anni Giancarlo Bornigia che ha segnato un giorno di lutto per tutti quanti si riconoscevano 'beatnick' o, anche, 'i ragazzi del Piper'. Il 17 Febbraio 2015 il Piper Club ha festeggiato i primi 50 anni del locale con una maratona di ben 6 ore tra musica live, video storici e Dj Set. Mezzo secolo di storia del tempio italiano del ‘beat’ è passata di qua, i nomi di prestigiosi interpreti della musica hanno qui lasciato il segno e spesso da qui sono poi partiti sulla strada del successo. Durante la serata è stato presentato in anteprima il musical di Alberto Laurenti “C’era una volta il Piper...” con ben 9 musicisti e 15 giovani cantanti sul palco che hanno riproposto brani famosi di Rocky Roberts, Mia Martini, Loredana Bertè, Renato Zero, Nada, Caterina Caselli, Patti Pravo. A fine concerto Alessio Granata e Alessandro Leuci hanno condotto la serata 'dance' con un dj-set rigorosamente anni 50 e 60.

Il Piper Club compie 50 anni.
Il Piper Club compie 50 anni.
Una lunga storia appena iniziata.
Una lunga storia appena iniziata.

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