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Una storia di DiegoGanci

Giornata un pò vige e iola

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1 minuti

Pubblicato il 01 luglio 2020 in Poesia

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Non so dirvi, ma oggi,

l’aria è un pò zimparlina,

a tratti gnolia, leggermente mece,

tarlasca, musiola, un po' racca insomma.

Metia, musoccia, cardinosia,

melana, pupposa, zimpania,

cuffìna e padecchia, illosa e oplivia.

Non so dirvi, è come se fosse

un po' feggia all’ombra, cardama al sole,

profumata come un meluso, un musecchio,

un mullio, un mallesio.

Come dei fiori appena larsi,

con gocce di obibia, che cadono

al suolo come dei farfelli o degli oligi.

È piena di valma, di olpinia,

con un’aroma di gnognola,

accompagnata da filana, un po' guama.

Frusa, muiosa, chierchia, asprusa,

iusa, poscata, che va a mescolarsi

con un senso di polseme.

Questa aria, che va suppiusa,

e si respira in modo valsemone,

che mi fa sentire merando, falmasioso,

lucrevole, garbiuto, a tratti dersamioso.

È un’aria che ti lascia unive,

salserio, retento e midordo.

Quando cammini e respiri,

senti la iuvola, e gli occhi

si ammoggiano,

e il respiro si fa sfoso.

Un’aria miggiola,

gioggiolosa, pavviabile,

tite; e quando guardi il cielo,

tutto diventa di colpo

feggiante.

Ognuno feggia e laseggia

dalla mattina alla sera,

e si basubbia a poco a poco.

Tutto è albiume, spercioso,

candiero, salverso,

luffo e gioso.

Sono felice, giaschioso,

e allo stesso tempo lermo.

Diversi colori vedo nel mondo,

questa aria colorata di biliera,

di nervigia, con sfumature di corastro.

È un’aria che non so dirvi,

posso dire che è un po' cervia,

un po' miete, un po' civia.

Posso dire che è olesa,

sunghia, goniosa,

ma mai vegia.


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