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Una storia di Brividogiallo

Delitto imperfetto

Devi assolutamente essere pronto, perché le coincidenze avvengono regolarmente ma sei tu che devi accorgerti di loro

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4 minuti

Pubblicato il 08 marzo 2021 in Thriller/Noir

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Michael è seduto su una panchina della stazione, confuso tra centinaia di persone.

Deve partire, andare via da lì, nel posto più lontano possibile.

Ma quello che vorrebbe maggiormente è fuggire da se stesso.

I ricordi riaffiorano, si accavallano, si sovrappongono a formare un puzzle scomposto di visi, di emozioni, i suoi ultimi cinque anni di vita, trascorsi tra esaltazione e amore incondizionato per la sua Megan.

Lei era la sua donna, per lei aveva rinunciato alla sua carriera di musicista in una band già affermata. Lui, la mitica chitarra solista, aveva abbandonato il gruppo, il successo, il denaro per non abbandonare troppo a lungo Megan, per il terrore di perderla e, sulla sua personalissima bilancia, lei pesava più della musica.

Aveva scelto di fare il direttore in una rivendita di automobili, aveva scelto di fare una vita normale, anonima ma con Megan al suo fianco.

Fino al momento in cui si era reso conto di aver fatto un errore terribile, di non aver capito niente di Megan e del loro rapporto.

Lei era innamorata dell'uomo di successo, della rockstar e di tutti i benefici economici che avrebbero gratificato anche lei.

L'uomo in giacca e cravatta, innamorato e fedele, era per Megan, il massimo della banalità e della noia e lei aveva bisogno d'altro, non le interessavano una famiglia, dei figli, la vita comune che ora lui poteva offrirle.

Di colpo, Michael aveva perso tutto il suo fascino ai suoi occhi, era diventato uno dei tanti uomini di aspetto piacevole e dalla vita mediocre come ce ne sono tanti a Londra.

Lo aveva tradito con un imprenditore di successo, proprietario di un network, che le aveva fatto la promessa di lanciarla come star televisiva.

Perché Megan era bella, disinvolta, colta, capace di bucare lo schermo.

L'amore folle e impetuoso, scoperto il tradimento, si era trasformato in odio e, in un impeto di follia, aveva ucciso Megan strangolandola.

Appena saputo del tradimento, era entrato in casa a tarda sera, mentre lei era già addormentata nella loro camera alla luce di una piccola lampada, l'aveva afferrata per il collo e aveva stretto, forte e a lungo fino a che non l'aveva sentita afflosciarsi come una bambola di pezza tra le sue braccia.

Era poi fuggito da quella che era stata la loro casa, il loro nido d'amore.


Michael cammina per la City senza meta, vede il pub dove erano soliti andare a bere una birra lui e Megan.

Guarda da una finestra del pub e di nuovo riaffiorano i ricordi, la vede lì, seduta ad un tavolino, bella e sorridente che allunga un braccio e con la mano accarezza il braccio di chi ha davanti.

Michael tenta di riscuotersi da quei ricordi tanto dolorosi, così vividi da sembrare veri.

Gli sembra di vederla davvero lì, seduta di fronte ad un uomo, la vede sorridere, gesticolare.

Non è un sogno, Michael non è pazzo, è solo disperato.

Entra nel pub e va verso di lei.

Megan lo guarda stupita, spaventata dal suo aspetto sciatto, sconvolto, da quella luce di follia che gli trasforma i lineamenti. Non sembra più lui.

Michael si porta una mano alla fronte, barcolla, si aggrappa al tavolo, sviene.

Quando si sveglia si trova in un letto d'ospedale, un'infermiera sta preparando una siringa.

"Che ci faccio qui?"

"Si è sentito male signore, stiamo facendo accertamenti."

"Non ho un cazzo, fatemi uscire da qui!"

L'infermiera tenta di placarlo inutilmente poi esce e rientra in compagnia di Megan.

"Quindi sei vera, non sei un'allucinazione, non capisco..." Michael si prende la testa tra le mani, gli sembra stia per scoppiare.

Non riesce a capire come Megan possa essere lì, dopo che lui, con le mani strette sul suo collo, aveva sentito che la vita l'abbandonava.

"Certo che sono vera Michael, tu sei confuso, non credevo l'avresti presa tanto male."

"Megan io ti ho ucciso!"

"Ma cosa dici?"

"Ti ho strangolata nel letto, mentre dormivi, due ore fa, come puoi essere qui?"

"Oh! Nooo! No! Michael che hai fatto!!"

Megan esce dalla stanza chiama un'infermiera e chiede di mandare un'ambulanza al suo indirizzo.

"Michael tu non hai strangolato me ma Sharon!"

"Sharon?? Ma non era in Irlanda?"

"È tornata nel pomeriggio per restare due o tre giorni. Mio Dio, Michael speriamo che tu abbia sbagliato e che Sharon sia ancora viva!"

E dicendo così, fugge da quella stanza per andare nella loro abitazione.

Purtroppo i medici trovano Sharon cadavere.

La sua unica colpa era quella si somigliare troppo alla sua sorella gemella.








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