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Una storia di VirginiaPili

Trickster

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2 minuti

Pubblicato il 18 novembre 2019 in Recensioni

Tags: #theumbrellaaccademynetflixserietvklaushargreeves

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Quando (ormai quasi un anno fa, e qui potrebbe partire un pippone sul tempo che passa ecc ecc) vidi la prima puntata di The Umbrella Academy, mi innamorai immediatamente di Klaus.

Avete presente i famosi colpi di fulmine, o quando percepite un'immediata empatia nei confronti di una persona mai vista prima? Beh, stessa cosa.

Mi è capitato diverse volte nella vita normale; e altre volte in quella specifica, particolare altra forma di esistenza che conduciamo quando interagiamo con delle narrazioni, qualsiasi forma tali narrazioni prendano.


Mi sono tenuta la mia empatia verso Klaus senza interrogarmi particolarmente sulle cause o concause, perlomeno a livello generale, della simbologia del personaggio. Era semplicemente una persona che sentivo molto vicina a me. (Spoiler: sì, considero i personaggi narrativi persone a tutti gli effetti).


La risposta è giunta stamattina tramite il passaggio di un'intervista rilasciata da Robert Sheenan, l'interprete di Klaus.


Secondo l'attore, Klaus rientrerebbe nella categoria dei "tricksters", ossia i bricconi divini. (Sono una pessima sintetizzatrice, per cui vi lascio qui di seguito una spiegazione):


http://www.treccani.it/enciclopedia/trickster/


Una sorta di Hermes, insomma, o dei tanti dei/semidei bricconi, imbroglioni e via dicendo che popolano la cultura umana.


Una volta entrati in contatto con la "idiota Energy" di questi bricconi, entriamo in un campo di creatività estremamente fertile.


Klaus però è un Briccone Divino sui generis: rotto, spezzato, con più oscurità che luce. Forse è per questo che è un personaggio così ben riuscito? Rappresenta tanto il caos, quanto la creatività che ci portiamo dentro, quanto tutte le nostre piccole e grandi fratture emotive?


Secondo me Klaus è un invito ad abbracciare il nostro caos interiore ed accettare che quel caos è l'unico modo per crescere.


Sarà per quello che mi ricorda (oltre la questione della tossicodipendenza) altri due da me amatissimi bricconi divini, ossia Sid Vicious e Pete Doherty?


Ma di loro racconterò un'altra volta.










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