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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Treno Nauseante - 4a parte

21 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 22 settembre 2020 in Avventura

Tags: #viaggio #mistero #thriller #trip #treno

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Marie, hostess nella metà posteriore dell’APT-P in quel viaggio inaugurale riservato ai giornalisti (che si stava rivelando una vera e propria “Vomitorama”), si era rifugiata nell’ufficio del capotreno (di quella metà, perché la scelta di porre due motrici invalicabili in mezzo al treno aveva obbligato a raddoppiare ogni servizio nel convoglio) assieme a Marsha. Dopo aver provato a contattare tramite interfono sia il capotreno che i macchinisti senza successo, e non essendo in possesso della chiave per aprire i passaggi attraverso le motrici, aveva pensato di fermare il treno usando il freno di emergenza.

Come mai a nessun passeggero era venuto in mente di fare ciò? Molto probabilmente la fortissima chinetosi che aveva colpito praticamente tutti coloro che si trovavano a bordo dell’Advanced Passenger Train non aveva lasciato la lucidità per pensare a quella che, in fondo, era una soluzione semplice: la stessa Marie c’era arrivata solo perché aveva visto la maniglia di comando del sistema frenante di emergenza sul pannello di controllo in quell’ufficio!!!

La hostess chiese alla reporter se volesse l’onore di tirare quella leva, ma quella rispose: -Credo di essere diventata un budino e il mio corpo si è adattato alla forma di questa poltrona: non ce la faccio...-

-Ok...allora 3,2,1 STOP!!!!!!!!!!!!!-

Marie, che era seduta per terra, si mise in ginocchio a si aggrappò con entrambe le mani a quella curiosa maniglia, tirando con tutta la forza che aveva in corpo.

D'Istinto pensava che quel comando fosse decisamente duro e, quando non oppose la minima resistenza, poiché vi si era letteralmente appesa cadde all’indietro tirando una testata contro il bracciolo della poltrona del capotreno, su cui era “spalmata” Marsha che subito le chiese se si fosse fatta male e quella, massaggiandosi la nuca, rispose con un “no” non eccessivamente convinto.

-Pensavo che il treno avrebbe subito iniziato a frenare con brutalità...-

-Avrebbe dovuto...-

-Ma non lo sta facendo! Non è successo niente!!!-

-Lo so benissimo!!!!! Lo so benissimo che non è successo niente, cazzo!!!!!! CAZZO, CAZZO, CAAAAAZZOOOO!!!! Aspetta qui: c’è un comando del freno d’emergenza anche alla porta del vagone!!!-

Marie si precipitò fuori dall’ufficio e Marsha la vide curvare, sparire, la sentì accelerare...e poi imprecare come una indemoniata e prendere a calci la porta scorrevole, quella contro cui avevano dovuto lottare.

Calci, pugni, offese assurde...e il pianto.

Quando Marsha sentì che l’altra ragazza si era abbandonata ad un pianto a dirotto si fece forza e, alzatasi dalla poltrona del capotreno, la raggiunse: la trovò sdraiata per terra, raggomitolata su se stessa in posizione fetale, singhiozzante.

-Oh, cazzo… Ti aiuto: in due prima ce l’abbiamo fatta. Dai, alzati: dobbiamo assolutamente fermare questo aggeggio, prima di impazzire definitivamente-

Forse l’Advanced Passenger Train ebbe pietà di quelle due ragazze perché parevano essere le sole che provavano a fare qualcosa, pur stando anche loro decisamente male: piegò di scatto verso la direzione in cui doveva scorrere la porta e questa si aprì!!!

-Oh...Dio ti ringrazio!!!!!-

Correndo (mosse dalla forza della disperazione) le due percorsero il vano passeggeri e...lottarono un po’ con la porta successiva, per poi raggiungere il vano con bagno e porta verso l’esterno, che aveva un pannello di controllo di quelli con cui il capotreno, con la sua chiave, dopo essersi assicurato che tutti i passeggeri siano saliti e scesi, può chiudere gli accessi al convoglio e fischiare per far capire ai macchinisti che possono ripartire. Oltre al comando per le porte c’era in bella vista una maniglia rossa con scritto su “Emergency Stop”: Marie la tirò verso di sé con rabbia e speranza!!

Si sentì un rumore…

Ci fu un suono pneumatico piuttosto forte e le due si scambiarono uno sguardo pieno di speranza; ma il rumore svanì quasi subito e l’Advanced Passenger Train non iniziò assolutamente a frenare. Marsha iniziò a fare una serie di smorfie, cercando di trattenersi, ma alla fine scoppiò in una dirompente e disturbante risata.

-Oddio...non c’è niente da fare!!!! Dobbiamo sciropparci il viaggio fino a Londra!!!!-

anche Marie si abbandonò alle risate, gettandosi per terra e aggiungendo: -Non possiamo fermare il treno, non possiamo comunicare con la metà anteriore...-

-Non possiamo passare attraverso le motrici!!!!!!-

-Possiamo solo...oddio, mi fanno male gli addominali… Possiamo solo aspettare di arrivare, sperando di non iniziare a vomitare l’anima...-

-O CAGARLA!!!!!!-

Anche Marsha si lasciò cadere distesa sul pavimento e le due si abbracciarono, continuando a ridere come due matte.

La hostess, senza smettere di sbellicarsi, ad un certo punto annunciò: -Comunque ora sappiamo che i freni non funzionano e quindi prima o poi deraglieremo o ci schianteremo: questo viaggio assurdo per fortuna non durerà fino a Londra!!!!-

-Non funziona il sistema di emergenza: se i macchinisti si fossero accorti che i freni non funzionano avrebbero spento i motori lasciando che il treno rallentasse e finisse per fermarsi da solo, non trovi?-

Marie smise di ridere: -Quindi arriveremo fino a Londra?-

-Sì-

-Non...non moriremo?-

-Prima o poi moriremo tutti; ma non oggi...-

-Dovremo sopportare questa tortura fino alla fine? Diavolo...non sono mai stata così male nemmeno quando ho esagerato con alcool e altre simpatiche sostanze!!!-

-Idem, sorella…-

-E tu scriverai davvero dell’assurdo consiglio che ho dato a quel passeggero?-

-Io non ne farò menzione; ma tu quel consiglio l’hai dato un altro giornalista e di sicuro lui lo farà… Non ricordi che siamo tutti giornalisti, in questo viaggio speciale?-

-Oh, cazzo...cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo! Comunque ti ringrazio per avermi detto che tu non lo farai...-

Marsha le rivolse uno sguardo complice ed uno di quei sorrisi che “illumina l’anima” della persona a cui è diretto, rispondendo: -Con l’avventura che stiamo passando assieme mi sembrerebbe una cosa proprio da stronza e, anzi, scusami se prima ho detto che l’avrei fatto. Sai che ti dico? Appena arriviamo a Londra andiamo in un pub e ci sbronziamo come nessun altro essere umano ha mai fatto nella storia di questo pianeta: almeno staremo male e vomiteremo ma perché lo vogliamo noi, e non un treno psicolabile!!!-

-E’ una promessa?-

-Sì-

-Ci sto!-

L’ennesima curva, l’ennesima piega esagerata e violenta: le due ruzzolarono contro la porta del vagone. Marsha provò per una frazione di secondo puro terrore perché, dati gli innumerevoli malfunzionamenti dell’APT, immaginò che quella pesante porta scorrevole motorizzata si sarebbe aperta facendole volare fuori verso una morte certa.

A fatica, ma il più rapidamente possibile, si misero al sicuro appoggiandosi con la schiena all’accesso del bagno: se si fosse aperto al massimo avrebbero tirato una capocciata contro un water sporco!!!

-Un momento…Marsha...Marsha...-

-Dimmi! Essere sgattaiolata via da lì mi ha fatto salire uno svarione imperiale...-

-Questa carrozza si è bloccata! Si è bloccata in piega!!!!!-

La reporter dai capelli corvini si guardò intorno: il vagone era realmente rimasto in posizione di piega completa verso sinistra, inclinato di 10 gradi.

Non fece nemmeno in tempo a esprimere dei dubbi che il treno effettuò una curva leggera a destra ma il vagone dove si trovavano restò in quella strana posizione “pisana” (avrebbe dovuto piegarsi tutto a destra ma non cambiò posizione). La hostess si alzò in piedi sorreggendosi un po’ ovunque perché la motion sickness e la forte inclinzaione resero la cosa difficoltosa e guardò oltre i vetri che permettevano di dare un’occhiata nella carrozza successiva: quella era dritta!!!

-E’ solo questa!! E’ solo questa che è bloccata!!!-

-Quindi???-

-Quindi è molto storta ed è tutto molto strano, ma se il sistema di pendolamento di questa carrozza non funziona più significa che qui staremo meglio!!! Dobbiamo spostare quanti più passeggeri possibile in questo vagone: li faremo sistemare nel vano merci e anche nel corridoio del vano passeggeri e qua dove siamo ora...-

-E noi torniamo nell’ufficio del capotreno?-

-Sarebbe perfetto! Quindi mi aiuterai?-

Marsha era ancora seduta per terra. I suoi capelli avevano finito per prendere una involontaria pettinatura punk: erano tutti “sparati” e vaporosi. Il tailleur italiano indossato con orgoglio dalla reporter di origine russa (era uscita di casa in ritardo perché non riusciva a smettere di guardarsi allo specchio) era sporco, grinzoso e addirittura strappato in più punti. Era molto pallida, sudata e il trucco agli occhi ne stava risentendo, iniziando a colarle sugli zigomi.

Marie pensò che, avendo pianto, anche lei doveva avere il trucco tutto sciolto e poi disse alla compagna di sventura: -Sai che somigli un sacco ad una giovane Nina Hagen???-

-Nina Hagen è giovane, per Dio!! E’ giovanissima! Ha due anni meno di me!!!!!-

-Sì, certo...ma ho un suo poster in camera di qualche anno fa: in questo momento hai i capelli esattamente come lei in quella foto...-

-Anche lei lottava per non vomitare l’anima, in quella foto?-

-Spero per lei di no. Aveva un’espressione intensa...triste...-

-Quindi sembro una ragazzina triste? Wow: la chinetosi mi dona, allora… Dai: aiutami ad alzarmi e proviamo a far venire qui almeno quelli messi peggio. Non sarà un lavoro da poco, visto che a malapena anche noi ci reggiamo in piedi...-

-Mi aiuterai davvero???-

-Era ovvio!!! Ma ti ripeto che devi praticamente alzarmi te, perché è come se mi fossi scordata com’è che si fa… Comunque non ti facevo in fissa col punk: credevo tu fossi una con la puzza sotto al naso!-

-Scherzi? Il mio gruppo preferito sono le Slits!!!!-

-The Slits? Cavolo: dobbiamo proprio andare a farci una bevuta assieme...-

CONTINUA...


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