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Una storia di Marvin

Dove sono le pantofole?

Discorsi della sera.

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6 minuti

Pubblicato il 28 maggio 2019 in Altro

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Anche questa giornata è finita, sono distrutto, il tempo di indossare il pigiama e già starò dormendo accanto a mia moglie, ché domani alle sei sarò di nuovo in piedi per tornare al lavoro. Mi hanno pure messo insieme a quel nigeriano, perché devo insegnargli il lavoro. Se ci penso mi viene da ridere. O da piangere. Ci stanno portando via l’onestà, il lavoro e la tranquillità, ogni giorno in centinaia come topi a mangiare sotto i nostri piedi e sulle nostre spalle, ci rosicchiano i vestiti, bucano gli animi e svuotano le tasche. Come posso mai campare così? Si sono presi il lavoro di mio figlio, che vogliano prendersi anche il mio? Che ci provino! Per fortuna ora c’è lui, che gli sbatte la porta in faccia, che li sbatte nelle carceri, perché non vengano da nessuna parte, così questa storia potrà finire e ‘sti maledetti immigrati saranno rispediti a casa. Stanotte dormirò tranquillo accanto a mia moglie e domani tornerò a lavoro, perché sono un uomo onesto, io, mica come ‘sta gente che viene qui a campare a spese mie, accattoni che non sono altro, sempre in strada con le loro bancarelle, puzzolenti, ci portano anche le malattie, per forza devono tornare dove sono nati, perciò devono morire dove sono nati, invece di continuare a rubare, stuprare e spacciare qui. Io mi sono dovuto fare il culo per una vita per avere quel che ho, sono andato via da casa mia, sono venuto qui per costruirmi un futuro e adesso questi mi stanno rovinando tutto. Stavano anche aiutandoli a farlo, ma per fortuna ora c’è lui, le cose sono cambiate, adesso veniamo prima noi, prima aiutiamo noi, poi gli altri. Forse. Sono venuti a prendersi pure il posto di mio figlio, quel poverino non ha studiato perché voleva lavorare, voleva imparare il mestiere, così l’ho portato con me in cantiere e qualcosa stava pure imparando, stava ancora a nero, ma gli davano un po’ di più così e tra un po’ gli avrebbero fatto il contratto magari, invece è arrivato quel nigeriano infame a lavorare per quattro pidocchi e mio figlio l’hanno licenziato perché costava troppo. Questa è concorrenza sleale, è normale che il capo poi s’è tenuto lui. A me qua deve ancora dare la tredicesima e siamo già a febbraio e poi, dico io, se le cose a casa loro vanno così male, perché non restano lì per sistemare la situazione, invece di scappare? Perché vengono qua a corrompere e inquinare il nostro paese? Per colpa loro io non arrivo alla fine del mese, non mi pagano e vorrei solo poter piangere a volte. Mi sa che anche questo mese la spazzatura non la pago, devo pur tagliare da qualche parte, ho dovuto anche disdire Premium il mese scorso, ma per fortuna mi sono fatto il pezzotto, così stasera vedrò la partita, andrò a dormire tranquillo con mia moglie e domani tornerò a lavoro, come ogni giorno, così per tutta la vita. Ma quanto puzzava ieri quel nero? Se ci ripenso ancora mi viene il vomito, ma non si vergognano? Una doccia non se la fanno? Non pensano al fastidio che danno? E come si vogliono integrare così? Se vanno nei campi di pomodori a lavorare venti ore al giorno per venti euro, poi come minimo dovrebbero fare una doccia. Siamo venuti a prenderli in mezzo al mare, gli abbiamo dato un posto dove dormire, e poi non si fanno neanche una doccia? Almeno il bagno l’hanno fatto già prima di arrivare. Però, pensandoci meglio, quel nigeriano maledetto non puzza, sai che bagni che avranno in questi hotel, ma magari ora che c’è lui lo rispediscono a casa, capace che ridanno il posto a mio figlio e non deve andarsene a Londra per trovare un lavoro e non pesare più sulle mie spalle, che lavoro da quarant’anni, ho la schiena spaccata dalla fatica di una vita e adesso vorrei solo godermi la pensione. Tiene pure il cellulare quel nigeriano, dorme in hotel a spese mie, lavora a nero, non paga una tassa e tiene pure il cellulare. Io la gente così non la voglio, devono andarsene tutti al paese loro, vogliono la cittadinanza e non sanno neanche parlare in italiano, ogni volta è un supplizio per spiegare qualcosa a quel nero. Prima che me ne dimentichi devo dire a Giacomo che passo da lui domani per farmi scrivere l’email da mandare all’assicurazione, sennò i soldi dell’incidente non li vedo mai. Devo pure convincerlo a testimoniare, ma almeno ho già parlato con il proprietario dell’altra macchina per accordarci. Questa tredicesima da qualche parte dovrà pur entrare.

Devo ammetterlo però, da quando ha chiuso i porti mi sento già più sicuro, ha anche iniziato a chiudere quegli alberghi dove li ospitiamo e ha fatto bene, è andato con l’esercito a sgomberarli, ci vuole il pugno di ferro. Per fortuna ora c’è lui. In strada devono stare, in strada e poi di nuovo al paese loro e se ci sta la guerra allora tornassero per andare a combattere e finirla, come fece mio padre all’epoca sua per liberarci da lui, anche se poi non ho mai veramente capito il perché, dicono si stesse bene, aveva anche bonificato le paludi, dicono, e poi è stato l’altro a voler uccidere tutti gli ebrei, mica lui e poi la colpa era anche degli ebrei sicuramente, mica li mandavano nei lager senza un motivo, là dovrebbero andare questi maledetti immigrati che vengono qua a rubare, stuprare, uccidere, puzzare, mentre io che sono un onesto cittadino, italiano di diritto, devo subire tutto questo e mio figlio non ha più un lavoro e adesso vuole davvero partire per Londra, lontano dalla famiglia e dagli amici, perché qua non riesce a creare nulla. È giustizia questa? Perché dovevano venire a prendersi proprio il posto suo? Se va fuori almeno verrebbe pagato bene, magari riuscirebbe addirittura a sistemarsi, farsi una famiglia, una nuova vita. Spero solo che lo trattino bene, per un italiano non è facile andare all’estero o almeno così diceva mio padre dopo esser tornato da Parigi, diceva che secondo loro andiamo a rubarci il lavoro, ma secondo loro mio figlio non avrebbe preferito lavorare qua, stare vicino agli affetti? Non avrebbe preferito vivere dignitosamente a casa sua? Ovviamente sì! Ma lo stanno costringendo ad andare via, questi maledetti. Perché sono sempre pronti a puntare il dito contro chi è più debole di loro? Qua sono trenta anni che le cose vanno male e questi immigrati sono venuti solo per peggiorare la situazione, hanno rovinato tutto e io ogni giorno mi spacco la schiena come uno schiavo, ho i vestiti logori, le tasche bucate e la coscienza sporca, ma la laverò domani, adesso sono troppo stanco.

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