scrivi

Una storia di LivioBarbato

logo sfide intertwine

Questa storia partecipa al contest
Write Here, Write Now.

Fuori dalla finestra

Chiuso dentro... un mondo da descrivere!

259 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 20 settembre 2018 in Spiritualità

0

– Chiuso dentro.
… c'è un mondo da descrivere!

Non guardo più fuori dalla finestra, oggi il mondo intero i miei pensieri attraversa.
Fin da bambino mi dicevo che il mondo non poteva essere quello che vedevo con gli occhi, ma neanche quello che sentivo nel cuore.
Soprattutto a Natale quando ci si preparava a far festa. “Jesus y love you” si sentiva cantare. Si sentiva aleggiare leggero nell'aria, la stessa aria che asciugava le lacrime del sacrificio di chi, nonostante fosse solo, sorrideva alla vita, alla stessa vita, che in cambio chiedeva come dono un abbraccio d'affetto e un Ti Amo dal petto!
Ciao Papà, Ciao Mamma, buonanotte vado a letto!
Un ultimo sguardo attraverso la finestra e veder scendere lenti fiocchi di neve che, nei sogni, immaginavo scaldassero il cuore di tutti.
Guardo il vicino, buio completo, tutto spento.

Il gelo improvviso spegne quell'aria di festa nel cuore, lasciando posto alla disperazione di chi non ce l'ha fatta e ha lasciato chi resta, consumarsi fino all'ultimo, nei giorni che passano lenti, come candele accese nel buio della propria esistenza.
Penso ad un vecchio coperto dal bianco freddo, seduto su una panchina che guarda chi passa con occhi duri. Fino a che, rigidi, si chiudono, spezzando lacrime di ghiaccio che scaldano il viso ma non il cuore, da dove sono partite.
Immagino bambini che chiedono briciole del nostro avanzare, del superfluo che continuiamo a sperperare. Lacrime di bambini che in questo mondo, invece di traspirare coraggio nelle avversità, fanno pensare ad aver paura della solitudine, della miseria, delle diversità tra noi stessi e di volere una vita completamente diversa da quello che vedi e che senti.
Sento il fragore della guerra, un continuo stillicidio, una tortura lenta che all'improvviso da qualunque parte fa eco all'odio. Sento le grida di chi, inerme senza colpe, dovrà con la sua vita pagare.
Quanto soffrire ancora per capire, per arrivare fino alla fine e poter comprendere, rispettare, saper guardare con occhi innocenti oltre se stessi, non essere considerati diversi per razze, religioni, sognatori di pace ma “esseri umani”.
Poter vivere liberi senza eccessi, ritrovarsi nei sogni di bambini, nella gioia dei primi passi.

Non chiudere gli occhi e sentire la propria voce contro il muro del silenzio infrangersi.

Non sentire più quel nodo in gola stringerti da soffocare, nell'anima il cuore rallentare e copiose lacrime da sole uscire e la nostra vita inondare.
Ancora oggi immagino guardare dalla finestra e sentire il valore della vita, universale, che ci chiede di cambiare, tutti. Nello stesso mondo, uguali nella nostra coscienza, poter guardare con amore, ognuno dalla propria finestra.

Ora, ho lasciato tutto e vivo qui in mezzo al nulla senza più finestre, in un mondo arido ma ricco di natura, di gente libera di non aver altro che la propria vita da vivere.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×