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Una storia di Albert5454

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Il pacco regalo.

A volte #ildono sorprende.

262 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 15 dicembre 2018 in Altro

Tags: #ildono #Natale #pacco #regalo #negozio

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Un freddo vento da nord sferza senza tregua Il viale stasera. Rende tutto più limpido, quasi volesse eliminare ogni traccia di polvere per rendere, luminoso il periodo delle festività.Mentre, con passo calmo lo percorro, mi sembra quasi una traccia di un angolo di casa.Nonostante il freddo ha un suo calore intrinseco. Saranno queste luci rosse porpora sul marciapiede, saranno questi alberelli carichi di luce. Uniti sanno esprimere quel chiarore che sembra racchiudere la attesa. Ogni tipo di attesa, religiosa oppure laica. Attesa di ritorni di persone care. Attesa che carica gli occhi dei piccoli di quella speranza del giocattolo sognato, desiderato.Un viale che sembra portarti dritto in braccia al Natale. La via, raccoglie i profumi delle spezie nel vino, raccoglie le note di nenie care nella memoria. Amo osservarlo, lui cosi diritto sembra indicarci la strada verso il nuovo anno.


La vetrina del grande magazzino attira anche il mio colpo d’ occhio. Quei pacchi benfatti, hanno una perfezione ricercata, cosi diversa dalla irraggiungibile perfezione umana. Hanno colori luminosi e scintillanti. Nastri d’oro o d’argento a stringerne le pareti. Sembrano un invito ad entrare. Non ho nulla da acquistare, ma l’idea del curiosare sconfiggendo per un attimo il freddo che mi attanaglia e prevale. Entro e meccanicamente con le scale mobili vado all’ ultimo piano. Il luccichio e forte. Violenta volutamente gli occhi, alfine che siano sempre ben aperti, vigli ed interessati a quanto viene posto in vendita. La musica di sottofondo, sembra voler gestire, convogliare, l’andirivieni della gente. Perdo tempo osservando attorno. Non ho impegni. Questo "lazzaroneggiare", per una volta mi piace e coinvolge. Scendo di un piano e poi di un altro ancora. Un chiacchiericcio strano mi attrae. Su di un bancone approntato da poco, pacchi già pronti. Perfetti, sono i pacchi sorpresa in cui non sai cosa vi è racchiuso, ma sai che il prezzo è fisso. Interessante l’idea mi dico, ma chissà chi li riceverà se sarà sorpreso, felice o arrabbiato. I prezzi variano e la grandezza della scatola ne rappresenta la proporzione. Mentre penso a quanto sia strampalata questa idea, una mano sul mio braccio. Noto quel piumino giallo e so ancor prima di vederla chi è. Quegli incontri in cui speri, che sembrano casuali, ma che è il destino a proporteli. Nasce gioia. Un saluto, un senso di piacevolezza, ma le due strade devono ora separarsi.


Così mi riconcentro sui pacchi di quel bancone. Ancora uno sguardo svogliato e di colpo noto quello per me migliore. Li di fianco un pacco solitario. avvolto in una semplice carta di giornale. Legato, in malo modo con uno spago dal sapore antico. Mi attira, non ha senso quel suo essere li.Lo guardo, lo alzo e noto che non vi e indicato nessun prezzo. Chiedo alla commessa di indicarmelo. lei, non riesce neppure a spiegarmi perché si trova li, chi ve lo ha messo. Aggiunge: “L’unica certezza è che non lo vuole nessuno”. Effettivamente non da una grande immagine di sé questo pacco, un po` tozzo. Con quello spago che a malapena lo tiene assieme. Certo, il suo costo pari a zero, è l’unico motivo che alza la mia curiosità. Le chiedo se posso prenderlo. Me ne da la conferma e lo porto via con me.Mi appresto con gioia al rientro. Di tanto in tanto lo osservo, mi piace brutto quanto è. Giunto a casa, lo appoggio giusto il tempo per rintracciare una forbice. Lo voglio aprire subito. Ho nello sguardo la stessa curiosità di un bimbo. Però è unita alla razionalità dell’uomo che si chiede, come mai, il prezzo era zero. Che senso aveva il suo essere li in mezzo agli altri pacchi dall’aspetto principesco. Taglio la corda e tolgo la semplice carta di giornale che lo avvolge. Anche la scatola che appare, non ha certo un aspetto natalizio. Nulla di sgargiante nessun fiocco o lustrino. Appare di una semplicità assurda, quasi volesse amplificare la sua anonimità, Il suo essere inutile. Risulta mezza vuota la anche scatola al primo impatto. Contiene solo una marea di giornali accartocciati. Li prendo, li tolgo, pensando a come sia davvero stato un pacco illogico nello splendore del negozio, nel luccichio del Natale.


Arrivo al fondo e li… Solo un foglio di quaderno scritto a mano. La scrittura sembra quella di un ragazzo. Semplice, ampia, arrotondata l` inchiostro blu la esalta.. Al primo colpo d’occhio mi appare come una lista della spesa. Curioso, la raccolgo nelle mani, inforco gli occhiali e la leggo. Sorriso, costo zero… Buongiorno a sconosciuti…. Costo zero… Presenza, aiuto, calore umano…. Costo zero. Una carezza agli affetti…. Costo zero… Donare parte del tuo tempo…. Costo zero…Un “ti voglio bene vero” detto poco prima di Natale…. Costo zero… e cosi continuava. Alla fine, la somma scritta in grande. Rafforzata dal colore rosso vivo era pari a zero. Sul fondo una nota: “Spesso i regali più veri, più importanti, più ricchi, sono quelli a costo zero. Ricordalo amico mio.“ Che lezione.


Quanta verità racchiusa in questo pacco. Quanta umiltà, quanta riflessione, quanta gioia duratura. Quanta percezione del senso sincero racchiuso nel Natale. Quel Natale semplice e sincero, da proiettare giorno dopo giorno, per un anno intero. Quel Natale forse smarrito con l` incedere dei decenni. Lo tengo questo biglietto, è il più bel dono di Natale. Albert.

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