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LE LUCI DELLE FESTE

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2 minuti

Pubblicato il 30 dicembre 2018 in Poesia

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Le luci delle Feste illuminano gli occhi

di chi osserva senza vedere i visi che sfilano

davanti all'indifferenza di anime sorde

al richiamo di poveri esseri senza speranza.


-Guardami- gridano muti, le mani tese

come gelidi artigli che non sanno afferrare

il pane della vita, sbriciolato in sogni

caduti nel baratro che fondo non ha.


-Fermati- implorano sguardi stanchi

senza più colore alcuno nè lacrime,

seccate in un giorno di tiepido sole,

traditi dal vento furioso di un vile destino.


-Lasciami- pregano menti svuotate

da ogni pensiero, -abbandonami qui

come io fossi un cane di strada, invaso

da rabbia mortale verso tutti gli umani-.


Il suono di un antico organetto accompagna

I passi dei giorni di Festa, il profumo di vaniglia

sale nell’aria frizzante e solletica palati voraci

mai sazi di cibo e di nuovi sapori.


Gli aromi si mischiano ai suoni, i canti

si uniscono alle note stonate di risa forzate

e di schiocchi di beneauguranti baci bugiardi,

campane suonano chiamando a raccolta

fedeli che fede non hanno mai conosciuto,


Altari si illuminano di sacre candele

accese per tracciare vite perdute.

La slitta avanza pesante di illusa umanità,

di esistenze buttate in giorni superficiali

che nulla hanno insegnato a cuori vestiti di piombo.


Le renne subiscono il peso di anime sconosciute

a chi non le ha mai sentite pulsare dentro di sè.

Campanelle d’argento annunciano l’incedere

della slitta attraverso giorni che esigono allegria.


La gioia di pochi bambini non riesce ad averla vinta

sull’immane tragedia di tanti che non sapranno mai

pronunciare parole di seppur piccola tranquillità.

Le càrole non fanno tacere i suoni di guerre vicine,

le grida di mille persone che fuggono senza una meta.


Le luci delle Feste illuminano gli occhi di chi non vuole vedere

e testardo guarda ad un orizzonte che presto si dissolverà.

I cori s’innalzano, i fuochi si accendono, i regali si scartano,

le case si illuminano, i disperati piangono, là fuori

i bambini muoiono, gli assassini sparano e ridono,


Gli uomini di buona volontà non cambiano, ignorano.

Le slitte scivolano, le renne volano, le Feste arrivano.

La vita va.



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