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Una storia di Brividogiallo

Una dinamica di pensiero

Il pensiero di un uomo può sembrare una piccola goccia nell'oceano, ma la sua forza può scatenare l'inizio di una tempesta

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Pubblicato il 27 aprile 2021 in Spiritualità

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"Sono qui per parlare a voi gente comune! Non evitatemi, non abbiate paura di me o delle mie parole! Provate ad ascoltarmi ma soprattutto a capire il senso delle mie frasi, dei miei concetti. Voglio stabilire un rapporto con voi, una possibile via di comunicazione. Parlo a voi come parlerei ai miei fratelli di sangue, ascoltatemi, non fuggite!!"

È un uomo sui quarant'anni quello che urla in una delle più grandi piazze di Roma.

È vestito in modo tradizionale ma non da straccione, tutt'altro.

Si è fermato nel mezzo di piazza del Popolo, volutamente, perché è il popolo il suo obiettivo.

Improvvisamente ha iniziato a parlare a voce altissima e c'è chi fa un giro più largo per tenerlo a distanza, chi lo guarda sorridendo, chi con commiserazione.

Qualcuno, invece, si ferma incuriosito da questo strano personaggio, chi non ha nulla di particolare da fare e vuole sentire ciò che ha da dire.

"Sono poche le persone che si sono rese conto davvero che stiamo cannibalizzando il mondo, che lo stiamo depredando dei tesori che ci ha messo a disposizione, a puro scopo di lucro. La nostra Terra e la natura stanno resistendo a questo scempio per noi, la natura non si arrende e continua a regalarci i suoi frutti ma con sempre più fatica.

Perché l'uomo non ha più alcun rispetto nei suoi confronti. L'uomo! Ci reputiamo civili, creiamo leggi anche non scritte per dimostrare quanto siamo corretti, quanto ci si preoccupi di non ferire i nostri simili. Non si possono più pronunciare parole che fino a pochi decenni fa erano di uso comune perché non contagiati da questa ondata di perbenismo!

Guai a dire "negro" ad una persona di colore perché ritenuto lesivo per la sua razza ma che cosa fanno le grandi potenze per aiutare i "negri" ad uscire dalla condizione di indigenza in cui molti di loro vivono? Niente! Non si può più dire "handicappato" a chi ha problemi fisici, no signori, oggi si deve dire "diversamente abile". Riuscite a trovare un concetto più ipocrita di questo? Poi, troppo spesso, li vediamo in TV maltrattati da chi dovrebbe accudirli, rendiamo loro la vita difficile, con molta noncuranza, con barriere architettoniche, non rendiamo la loro vita dignitosa perché gli ammortizzatori sociali elargiscono loro pensioni da fame.

E noi, popolo di pecore decerebrate, seguiamo i loro concetti, li abbiamo fatti nostri, senza renderci conto che sono solo parole, orpelli inutili che celano il malcostume che dilaga."

Intorno all'uomo, la stretta cerchia dei curiosi si è fatta più numerosa. Molti annuiscono con un cenno affermativo del capo.

"Vogliamo parlare delle stragi, dei morti, dei misteri, degli uomini corrotti che hanno funestato la storia degli ultimi sessant’anni del nostro Paese? Quello che è stato corrotto, in Italia, è prima di tutto lo spirito umano inteso nel senso umanista: l'individuo vive per sé, non ha alcuna fiducia nel prossimo e pochissima voglia di allearsi con il suo vicino per ottenere i suoi diritti."

Nel frattempo, intorno a lui, si è formato un folto gruppo di persone, dapprima stupite per questo comizio improvvisato poi interessate alle sue parole.

La voce che un "oratore pazzo" stia urlando sproloqui in piazza del Popolo si diffonde presto come nel telefono senza fili e quando giunge nella più vicina caserma di polizia, si arriva a dire che è armato e pericoloso.

Quattro pattuglie della polizia partono per bloccare l'uomo, renderlo inoffensivo ed arrestarlo ma quando giungono sul posto si trovano davanti una scena che non si sarebbero mai aspettati.

L'uomo è in piedi ed ha intorno una folla che lo ascolta, qualcuno si è seduto in terra in prima fila per riuscire a sentire e vedere meglio.

Non sembra armato, la sua arma è l'oratoria, è imbonitore di menti, niente di più ma va fermato.

Le forze dell'ordine si fanno spazio tra la gente e raggiungono l'uomo che, appena li vede arrivare, non si stupisce ma pronuncia le sue ultime parole prima che venga portato via.

"Volevate conoscere un altro male che ci affligge? Eccolo, io non ho diritto ad esprimere il mio pensiero alla gente, nessuno di noi lo ha perché nelle istituzioni è ancora insito l'incubo delle passate rivoluzioni.

Ma io la mia rivoluzione la faccio così, parlando alla gente e puntando il dito sui mali del nostro tempo. Hanno paura delle mie parole mentre noi non dobbiamo temere di vivere ignorando il fatto che siamo manovrati da poteri occulti."

Pronuncia le ultime parole mentre viene portato via da tre poliziotti.


L'uomo è davanti al commissario.

Si toglie il cappello e gli occhiali scuri e e il commissario lo guarda socchiudendo gli occhi con aria pensosa.

"Ma lei non è il professore Francesco Manieri?"

"Sì sono io."

"Ma come mai un uomo come lei, un noto docente universitario e autore del best seller del momento si mette a fare una cosa simile?"

"Perché ciò che dico lo ritengo di vitale importanza e parlarne esclusivamente con i miei studenti è limitativo. Quanto al libro, viene acquistato solo da chi una coscienza civile già ce l'ha o comunque è interessato ai mali del mondo, al dolore umano.

Io devo parlarne anche a chi non se ne interessa, a chi vive alla giornata e si preoccupa solo di arrivare alla fine del mese, a chi non dorme la notte per trovare il modo, lecito o no, di fare più soldi possibile anche a discapito di altri esseri umani o della natura.

Bisogna imparare a vedere i tanti problemi del mondo riflessi nel volto di ogni uomo e di ogni donna che vivono vicini o lontani da noi e dare loro una direzione da seguire e una speranza nel futuro."

"Non pensa che per un uomo come lei sia fuori luogo esporsi in questo modo così eclatante?"

"Se serve ad aprire gli occhi anche ad una sola persona no.

Se la mente continua a perseguire una successione di pensieri, si forma un grande canale, nel quale scorre automaticamente la forza del pensiero ed è ciò che intendo trasmettere, che intendo rafforzare: la forza di pensiero delle masse."


Da quel giorno, il professor Manieri è stato ospite di numerose trasmissioni televisive dove ha potuto esporre il suo pensiero a milioni di persone.

Viaggia in tutto il mondo, tiene conferenze, rilascia interviste ed ha ricevuto più di una proposta di entrare a far parte della vita politica della nazione.

Ma quando è a casa è l'uomo di sempre.

"Francesco non hai fame?" chiede la moglie

"Oh si! Stavo solo pensando che se quel giorno non avessi trovato il coraggio di scendere in piazza con le gambe che mi tremavano e non mi fossi messo a urlare come un pazzo, oggi non sarei riuscito a scuotere le coscienze di tante persone."





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