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Una storia di Sofia_sperotto

SYNTHWAVE

Una nostalgica ricerca di ciò che è ormai perduto.

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1 minuti

Pubblicato il 07 agosto 2019 in Altro

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Partiamo per un viaggio. Andiamo a ritroso, un passo alla volta, mente aperta e synthwave come bussola. Le onde elettroniche mi guidano in un sentiero nuovo. Siamo solo io e lei. Mi fa compagnia, non mi fa sentire sola, mi trasmette una nostalgia che rende lucidi i miei occhi. Posti conosciuti diventano sconosciuti. Un nuovo filtro si frappone tra me e la realtà e tutto diventa più interessante.

Il passato prende vita davanti a degli occhi ormai stanchi, un passato dove vorrei tornare ma...non posso. Mi sorprendo a sfogliare nella mente ricordi, scene, persone, vicende che pensavo di aver dimenticato. Eppure...eccole lì che mi fissano da una fotografia color seppia. Così vicine, così vive ma così dannatamente perdute.

Vivo nei ricordi. Il mio presente è un sovrapporsi di fotogrammi mai archiviati, una scia di fuochi fatui che si fa strada nel buio della memoria. Il mio presente non è altro che una nostalgica ricerca di ciò che è stato consumato dal tempo, di ciò che non vedrò mai più. La ricerca non è volontaria, sono i ricordi che si fanno strada nell'oblio, alle volte sopraggiungono irruenti ed esplodono in una mente già instabile. Ci metto un po' a ricomporre i pezzi. Decido perciò di scavare in vecchi ricordi dimenticati, ricordi sepolti sotto uno strato di polvere che mi fa arrossare gli occhi. La synthwave guida il vagare della mia coscienza. E così continuo, di giorno in giorno, a vivere in un passato che credevo di non ricordare più.

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