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Una storia di Pmconsulting

RISATA

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3 minuti

Pubblicato il 29 luglio 2019 in Fantascienza

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https://youtu.be/pVZ2NShfCE8



Anno 2170, dopo le guerre europee e pan europee, che come tutte le guerre passate hanno portato ad un incredibilmente veloce progresso tecnologico legato agli armamenti, l’automatizzazione e la robotizzazione che già ad inizio secolo avevano mosso i primi passi sono arrivate a conseguenza estreme, e quelle che gli umani, i pochi rimasti, chiamano “le macchine” hanno ormai raggiunto un altissimo livello di sviluppo si tecnico e tecnologico, ma soprattutto a livello di “I.A.”, INTELLIGENZA ARTIFICIALE…raggiungendo una fase di coscienza parecchio diversa da quella umana, molto più pratica e pragmatica, fino ad un’aridità emotiva che le ha portate a considerare gli umani….inutili….


Anche se ormai si erano diffuse su altri pianeti, dopo alcuni scontri armati sterili e senza soluzione definitiva con gli umani, le macchine considerano comunque un’eventuale distruzione della terra, atta ad eliminarli definitivamente, poco produttiva, e gli fecero quindi una proposta: un duello tra il migliore umano e la macchina migliore…e avrebbero dato agli umani tutto il tempo che volevano per prepararsi…per le macchine il tempo era un fattore relativo…il vincitore avrebbe definito il possesso del pianeta ad una o all’altra parte….


Una montagna di muscoli, direttamente dalle miniere di nuova Mosca, frutto di una lunga selezione genetica che lo aveva programmato fisicamente e cerebralmente per uno scopo preciso: vincere la battaglia programmata contro la macchina…


L’ultimo modello di androide da combattimento, con una sola micidiale arma veloce agile per evitare la forza bruta dell’umano e colpirlo velocemente…


Malgrado dal punto di vista dell’androide l’umano fosse poco intelligente ed agile nel combattimento, aveva quell’istinto primitivo di sopravvivenza che gli aveva fino a quel momento evitato i raggi mortali della macchina, ma ora era in panico e stava scappando disordinatamente, mettendo nello sconforto i rappresentanti umani e dando una fredda e modesta soddisfazione a quelli delle macchine….


Terrore, momenti di puro panico quando era riuscito per un soffio ad evitare i colpi della macchina mentre cercava di atterrarla, o schiacciarla, o sospingerla in un abisso e nella presa di staccare qualche pezzo, ma era stato tutto inutile, ora non sapeva più cosa fare e la sua semplice mente cominciava ad ottenebrarsi nella paura più pura…

Si stava riposando seduto su un masso in prefetto silenzio, come glia avevano insegnato, quando sentì un fruscio sotto di lui in fondo al dirupo e lo vide, la macchina era lì che si guardava intorno, sembrava indecisa, titubante…

In perfetto silenzio afferrò il masso, lo portò facilmente sopra di lui tendono in bilico con le enormi mani, mentre un sorriso si stampava sulla faccia umana dei suoi creatori, e anche lui cominciò a sorridere…sempre di più, sempre più felice e soddisfatto della vittoria che stava per arrivare…


Ma dove si era cacciata quella schifezza di umano, sentiva che era vicino, i suoi sensori, che in teoria avrebbero dovuto localizzarlo facilmente, avevano fin da subito fatto fatica a trovarlo, forse un suo difetto, forse una qualche diavoleria genetica inventata dagli umani, ma sentiva ora che era vicino….

Sentì uno strano rumore sopra di lui, come un mugolio, sempre più forte che si trasformò presto in una fragorosa risata…in una frazione di secondo si girò verso l’alto ed incenerì l’umano…era finita finalmente…


NESSUNO GLI AVEVA INSEGNATO A RIDERE, MA PERCHE’ QUELL’ENORME IDIOTA SI ERA MESSO A RIDERE, NON ERA PROGRAMMATO GENETICAMENTE PER ESSERE FELICE, NON AVREBBE DOVUTO RIDERE….., pensava il rappresentate degli umani mentre si avviava all’inceneritore a cui erano destinati tutti gli ultimi rappresentati della sua ormai estinta razza…


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