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Una storia di Non_consigliato

L'Uomo Nudo

La storia dell'Uomo nudo e Della donna che l'aveva spinto contro la porta.

169 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 07 maggio 2019 in Humor

Tags: #erotico #humor #thriller #horror

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L’Uomo nudo si sente attaccato dalla Donna che lo spinge contro la porta. Non gli è mai successo prima, non sa come comportarsi.


“Fuori di qui”

“Non voglio andare, ti prego”

“Esci subito”

“Ma fa freddo. Non posso solo aspettare che…”

“No, devi andare via ora. Non ti voglio più vedere.”

“Sei completamente rincoglionita”

“Lo so.”

“Perché dovrei andare via di qui alle tre di notte quando sei tu quella che vuole per forza da me…”

“Perché è casa mia”

“Anche mia, dove dovrei andare.”

“Vai pure dove vuoi. A me non importa.”


La donna l’aveva avvisato. Non aveva bisogno di uomini, voleva solo una scopata; ma poi avevano messo su famiglia e ora erano costretti a questo. L’Uomo nudo, con in mano le scarpe, i pantaloni e una camicia si era trovato fuori dalla porta di casa sua, senza chiavi.


Aveva bussato.


“Non mi vuoi fare entrare? Va bene. Non me ne frega un cazzo. HAI SENTITO? Non me ne frega un cazzo.”


Aveva iniziato a lamentarsi tra sé e sé balbettando concetti distorti.


“tu volevi che… che… io… ma io non… non. Ma vaffa… vaffanculo. Tu… tu… pensi che… fanculo. Io… io ora io… dormo qua. HAI SENTITO? DORMO… DORMO QUA. PERCHE’ NON VINCERAI DI NUOVO TU. IO QUESTE COSE NON VOGLIO FARLE E SE TU VUOI FARLE… SE TU VUOI FARLE… SEI UNA… VAFFANCULO. E… NON MI VESTO. NON MI VESTO. NEANCHE I PANTALONI METTO. IO… IO… fanculo”


L’Uomo nudo lancia i vestiti contro la porta e le scarpe contro la finestra a trenta centimetri da lui, e si sdraia per terra, con una mano in faccia e una sul pene. L’Uomo nudo non ha freddo, ma gli fa male la spalla.


“Troia. Solo una troia. Questo sei.”


La Donna che lo aveva spinto contro la porta esce appena sente la frase e lo guarda dall' alto, sorridendo. L’Uomo nudo la guarda e si gira verso l’alto, togliendo la mano dal pene.


“Sei una troia. Va bene. Hai vinto. Facciamolo.”

“Ci voleva così tanto?”

“Mi fai schifo. Sei una troia. La più troia del mondo. Meriti di essere punita.”


La donna si gira e corre in camera da letto urlando. L’uomo la insegue e appena arriva prende il frustino. Lei è sul letto che lo guarda.


“Mi hai fatto male alla spalla prima, ora ti farò male io.”


La frusta con forza.

Lei gode.

Le strappa di dosso i vestiti sporchi da cucina e la biancheria.

Le fa mettere le mani contro lo schienale del letto e la colpisce sul gluteo nudo.


“Ti apro in due, perché sei una troia e per colpa tua stavo per dormire fuori. Sei riuscita ad avere quello che volevi. Sei riuscita a farmelo dire finalmente. TROIA.”

“SIII”, era l’unica cosa che diceva lei.


Il pene era in erezione, e puntava contro l’ano spoglio della Donna che l'aveva spinto contro la porta. Non c’era da aspettare.


“Tutto questo, tu hai sempre voluto questo. Io ti ho sempre detto no. Ma sta volta, sarai tu a dire no.”


L’espressione di lei si è fatta seria. Con una mano si è parata l’ano per la paura, ma non è bastato. Lui l’ha spinta contro il materasso e con due frustate ben assestate l’ha obbligata a toglierla da lì e rimetterla lungo i fianchi. Ha abbassato il frustino e con entrambe le mani, L’Uomo nudo, ha allargato i glutei della Donna che l’aveva spinto contro la porta e lasciandosi cadere aveva infilato senza alcuna premura tutto il pene duro nel buco, lungo il retto della donna. La Donna che l’aveva spinto alla porta aveva urlato come una forsennata.


“Eh ma stai zitta troia. Ora lo apro per bene.”


Lei si è contorta per riuscire a scappare ma si è resa conto subito che ogni movimento le provocava ancora più dolore.


“Ora, piano piano, ti ci abituerai. Io non ho fretta.”


L’Uomo nudo si piega e sputa in direzione del buco.

Con una mano sparge lo sputo tutto intorno alla parte finale del suo pene ancora fuori dall’ano e crea piccoli movimenti di bacino, mentre con l’altra spinge sul collo della donna stringendolo, per farle capire che ora è lui a decidere.


Lei non smette di urlare.

Si pente di essere stata la Donna che l’ha spinto contro porta. La voglia che voleva colmare è andata oltre ogni immaginazione, qui è solo il dolore ad esistere dentro di lei.


“Tiralo fuori. Mi stai facendo malissimo.”

“Ti fa male davvero?”

“Si. Tiralo fuori”

“Dovrei tirarlo fuori.”

“Si. Fallo.”

“Eppure…”


L’Uomo nudo spinge la parte finale del pene duro dentro la donna.

La Donna che l’aveva spinto contro il muro si inarca e urla, poi si divincola e riesce a liberarsi dalla presa dell’Uomo nudo, facendo sì che il pene duro uscisse fuori.


Non riesce a muoversi per il dolore, ha gli occhi colmi di lacrime.

Pensa che non riuscirà mai più a camminare.

Cerca inutilmente di chiuderlo.

Sente il retto anale lacerato internamente e le lenzuola lo testimoniano con delle piccole perdite di sangue sparse attorno alla zona inguinale.


L’uomo nudo sa che non può rimediare a quello che ha fatto.


Esce dalla camera ed esce dalla porta d’ingresso.


Raccoglie i vestiti sparsi nel cortile e li indossa, poi raggiunge le scarpe sotto la finestra e ci spinge i piedi dentro senza annodare i lacci neri, che si muoveranno facendo sì che siano l’unico suono continuo che l’uomo vestito sentirà per tutta la notte.

Avrebbe mai voluto chiamarla troia.


“Alle… alle… alle donne… piace v…v…violento. F…forse, f… fanculo.”


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