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Una storia di Psycopanz

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Tetrapak

Domani sorgerà di nuovo il sole

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7 minuti

Pubblicato il 04 settembre 2018 in Avventura

Tags: #attimo #ponte #rosso #tetrapak #vita

1

"avanti che aspetti .. buttati .. uomo di merda .. che aspetti"


Un ragazzo, fermo in sella ad un motorino rosso che sembra truccato, urla e sbraita verso chi da circa un minuto ha deciso di porre fine alla sua esistenza.

Ha un piede a terra sull'asfalto notturno che trasuda di nera umidità e tra una boccata di Marlboro e l'altra assiste divertito al teatrino che si svolge davanti al suo sguardo gelido e crudele .. ha la speranza di assistere al giusto finale della storia .. il ritorno a casa per lui potrebbe essere vittorioso .. già immagina un ingresso trionfale con anime che acclamano la buona riuscita della sua missione .. e poi nella festa il buio .. e poi nell'estasi la fine di tutto .. poi la morte.


“se non ti butti ti spingo io”


Un signore anziano si sporge dal vecchio ponte di ferro ed immobile fissa la corrente grigia e gelida sotto di lui. Lo chiamano il ponte della morte .. dicono che di notte se hai la sfortuna di cadere nell'acqua sottostante poi non hai nemmeno il tempo di ripercorrere quanto fatto in vita .. non hai nemmeno il tempo di soffrire .. nemmeno il tempo necessario affinché l'anima abbandoni il corpo.

Trema come una foglia .. dai suoi capelli bianchi e folti cadono gocce di rugiada notturna che il vento spinge con violenza verso l'asfalto facendole precipitare accanto al mozzicone di Marlboro rossa ancora fumante. A bassa voce sembra stia recitando qualcosa .. i suoi occhi senza colore appaiono lucidi e danno origine ad impercettibili lacrime che bagnano le sue labbra viola ed asciutte.

Il vento lascia spazio al silenzio della notte e per un istante si percepiscono le parole che accompagnano la sua sofferenza.


"Pater noster, qui es in cælis:

sanctificétur Nomen Tuum"


Quella notte avevo voglia di camminare .. dopo aver messo a letto il bimbo e lasciato la moglie alle noiose faccende domestiche ho deciso di regalarmi un momento di tranquillità.

Auricolari alle orecchie e sorriso disegnato da quel piacevole senso di leggerezza che pervade il corpo al termine di una lunga giornata, decido di costeggiare l'acqua gelida che veloce si dirige verso il ponte di ferro. Solitamente il tutto è colmo di silenzio .. non vi è mai anima viva da queste parti .. soprattutto di notte. A volte qualche anziano barbone si avvicina mendicando senza nemmeno insistere oltre il limite .. ma stanotte sembra che siano piovuti soldi dal cielo .. nessun elemosinare .. nessun olezzo di vino scadente di quelli avvolti nel tetrapak rivestito da cartone.

Giro l'angolo sempre affiancando il letto d'acqua e davanti a me all'improvviso si palesa un gruppo nutrito di persone con lo sguardo rivolto verso l'alto .. verso il ponte di ferro.

Tolgo gli auricolari e decido di seguire la massa .. inizialmente, vedo solo una macchia bianca in equilibrio precario ed un'altra macchia rossa più allungata immobile sul ponte.

Metto a fuoco e nello stesso momento in cui tutto mi è chiaro lo stomaco si contorce e quel misto di paura ed effetto sorpresa prende vita nelle budella e con violenza si dirige verso l'alto.

La gente ride .. qualcuno è in silenzio .. alcuni sembrano divertiti .. altri aggiungono altro nero al buio fitto della notte portandosi le mani davanti agli occhi.


"allora ti butti o no? pezzente! ora scendo e ti aiuto io!"


Il ragazzo sul ponte getta la metà dell'ennesima sigaretta ancora in combustione sulla schiena dell'anziano signore e scende dal motorino lasciando cadere lo stesso violentemente sull'asfalto.

Per un attimo la marmitta del motorino si adagia bollente sulla sua gamba .. nessun dolore .. fuoco nel fuoco.

Si avvicina all'uomo ancora tremante e gli sussurra qualcosa all'orecchio. Il suo timbro di voce non è più quello di un ragazzino .. è profondo .. è cupo .. quasi diabolico.

Poi si allontana in silenzio ed accovacciandosi a terra fissa sorridendo la sagoma tremante ma ancora in equilibrio.

Accende un'altra sigaretta .. ma la fiamma dell'accendino non si vede.


L'anziano signore dal tremore oramai incontrollabile si gira e per un attimo lancia l'ultimo sguardo al ragazzo seduto accanto al motorino.

Gli sorride con gli occhi colmi d'amore .. lo stesso amore che un padre rivolge al proprio figlio. Le mani giunte e poi lo sguardo rivolto verso l'alto.


"et ne nos indúcas in tentatiónem;

sed líbera nos a Malo."


I piedi disegnano un ramo di parabola invisibile nell'aria gelida e poi l'impatto .. veloce .. silenzioso .. forse mortale.


Il chiasso della folla incuriosita muta in silenzio tombale. Attimi che sembrano ore. Tutti immobili ed inermi assistono alla scena. I loro sguardi seguono il ramo di parabola disegnato nell'aria che interrompe il suo viaggio nel grigiore dell'acqua. L'uomo non si agita e non chiede aiuto .. i suoi occhi senza colore fissano quella fiumana di persone che poco prima acclamavano la sua fine .. per un attimo sembra che i suoi occhi siano solo per me .. poi scompare nel nulla.


Attimi

Ho paura e non so cosa fare

Devo decidere e devo farlo in fretta

Non voglio alcun dividendo di coscienza sporca per la morte di un uomo

Nessuno si muove

L'acqua mi mette i brividi

Me ne fotto e torno a casa da mio figlio

Faccio l'eroe o mi tingo l'anima di vergogna?

Morire è una possibilità da prendere in considerazione

Pezzi di merda vi prego che qualcuno si butti

Carpe diem? Si dice così? Fottuto latino!

Faccio finta di non aver visto e corro a nascondermi tra le case

Volevo solo un momento per me

Fanculo ..


Lascio cadere gli auricolari a terra .. tolgo le scarpe che sembrano macigni. Un respiro profondo e mi getto in acqua.

Mille aghi violentano la mia pelle bollente rendendola ghiaccio ed il mio respiro sembra congelarsi di colpo come sovente accade a qualsiasi cosa immersa nell'azoto liquido.

Chiudo gli occhi ed intraprendo a fatica la mia personale caccia al tesoro. Sono goffo nei movimenti ed agito le braccia impacciate con la speranza che trovino qualcosa di solido in questo fottuto ghiaccio liquefatto.

Dicono che la speranza sia l'ultima a morire ma a quanto pare prima di lei qui si muore in due.

Dicono che i miracoli siano solo bugie .. solo cibo prediletto per alimentare il proprio credo.

Da domani io sarò portavoce dei miracoli .. le mie braccia all'improvviso avvolgono un corpo stranamente caldo .. forse è il vino in cartone che scalda il sangue.

'Voglio solo portare quest'uomo sulla terraferma' e mentre la mia mente gelata elabora a fatica l'eroico pensiero mi accorgo di aver appena salvato una vita .. siamo sul ciglio asciutto della strada .. io e quell'uomo.

L'anziano signore è fradicio ma non mostra alcun segno di panico che spesso si attribuisce ad uno stato di shock. Mi guarda intensamente tenendomi stretta la mano e con fatica e fretta chiede il mio nome .. nemmeno il tempo di prendere fiato per scandire le prime lettere .. lui svanisce correndo laddove qualche minuto prima avrei voluto nascondermi da codardo.

Rivolgo lo sguardo in alto sul ponte .. solo del fumo rosso.


All'inferno non vi è alcuna festa in questo momento .. colui che poco prima vestiva i panni di un ragazzo torna a vestire le sembianze di colui che tutti noi conosciamo.

Le anime perse non lo acclamano .. rivolgono a lui offese, imprecazioni e sputi caldi pieni di vergogna.

La sua missione per oggi è fallita .. il suo piano di porre fine alla vita o almeno incitare Dio nel farlo non si è compiuto .. è andato letteralmente in fumo .. la sconfitta brucia come la piccola ustione provocata dal mozzicone di una sigaretta sulla sua coda.


In paradiso il signore anziano ancora bagnato si siede al suo grande tavolo bianco di legno massiccio e prende in mano il registro delle anime meritevoli.

Oggi il suo mettere alla prova l'umanità ha avuto esito positivo.

Non è ancora ora di andare in pensione e di staccare la spina a quel complesso marchingegno chiamato vita. Meritano ancora di vivere .. esiste chi ha ancora bontà nel cuore.

Deve aggiungere un nome ai suoi registri .. peccato non averlo colto in pieno quel nome .. ricorda solo il viso ed il calore delle mani di colui che ha salvato milioni di vite.

Scrive qualcosa con estrema cura .. chiude il libro e lo ripone tra i suoi pochi simili .. ancora zuppo d'acqua si rilassa concedendosi un sorso di vino rosso .. non di quelli scadenti raccolti nel tetrapak .. non di quelli in cartone.


Domani sorgerà di nuovo il sole


Carpe diem è una locuzione latina tratta dalle Odi del poeta latino Orazio (Odi 1, 11, 8), traducibile in "cogli il giorno" e spesso liberamente tradotta in "cogli l'attimo".

Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: "quam minimum credula postero" ("confidando il meno possibile nel domani").

È un invito a godere ogni giorno dei beni offerti dalla vita, dato che il futuro non è prevedibile.

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