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Una storia di Brividogiallo

Questa storia è presente nel magazine Vari volti dell'amore

La bambolina rotta

Sono storie testardamente incapaci di finire, che ti torturano come un male

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3 minuti

Pubblicato il 31 gennaio 2021 in Storie d’amore

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Sono appena tornata da uno dei due viaggi che mi concedo ogni anno.

Penso fortemente di averne il diritto dopo mesi di lavoro incessante ma, questa volta, oltre al diritto ne avevo il bisogno.

Quello di allontanarmi momentaneamente da tutto ciò che mi faceva stare male, staccarmi da ciò da cui non riuscivo a staccarmi che mi inchiodava su quel suolo che tante volte avevamo calpestato insieme e che era tutto quello che mi restava.

Una casa condivisa, un quartiere condiviso, una città condivisa, tutto condiviso, anche l'aria che si respirava.

Eravamo felici, lo siamo stati davvero per quattro anni poi, ecco la variabile che dalla felicità, ti fa virare verso la tristezza ,il dolore, il rimpianto e questa variabile si chiama fine.

Quando non ne siamo coinvolti, sappiamo dire con estrema leggerezza che tutto ha un inizio e una fine, senza riflettere consapevolmente su cosa rappresenti, di solito, la fine.

E quando quella fine punta e colpisce noi, non sappiamo accettarlo.

Sono immersa in queste riflessioni quando un'improvvisa e potente folata di vento, fa cadere la bambolina di ceramica che si rompe in più pezzi.

L'avevo acquistata durante un viaggio a Parigi e ne ero particolarmente affezionata.

Raccolgo i quattro cocci e ritengo che, con un buon adesivo, si possa riparare.

Poi la immagino, con la visibile cicatrice che le rimarrà sul volto e sulle mani e sulle gambe...

Avrà lo stesso aspetto perfetto e vitale che aveva prima?

Mi darà le stesse emozioni, susciterà in me gli stessi ricordi nel medesimo modo?

Mi rendo conto che sembrerà qualcosa di morto che è stato resuscitato forzatamente, con ottusa ostinazione.

Sul suo viso non vedrò più quel sorriso da bambina felice ma l'espressione corrucciata di lei che mi chiede "perché mi vuoi così, grottesca, deturpata? Non ho più motivo per esserci ancora".

Ha ragione, non la voglio così, non la voglio più, meglio buttare, disfarsene per sempre senza pensarci troppo.

Capisco che devo accettare la parola fine, per la mia bambolina del cuore come per il mio amore.

Imparare a lasciar andare è una delle cose più difficili del mondo ma quando troviamo dentro di noi la forza per farlo, troviamo anche il coraggio e la potenzialità per ricominciare daccapo.

Ti getterò con cura, ti ringrazierò per la bellezza e la grazia con cui hai decorato la mia stanza, ti avvolgerò in un panno ma ti getterò via.

Volerti tenere ancora, con le tue crepe che mi ricorderanno sempre che non sei più la stessa che eri, sarebbe come voler prolungare la mia agonia, quella che ormai provavo vicino a lui quando lo sentivo distante, sempre di più, quando ascoltavo i suoi silenzi, convincendomi che anche essi fossero un modo di comunicare, anche davanti alle crepe evidenti che si erano formate sul nostro amore, non volevo lasciarti andare.

Ho acquistato la consapevolezza che non bisogna cullarsi e confortarsi nella certezza che ogni cosa a cui teniamo sia perenne.

Niente è perenne e quando qualcosa si rompe... buttare! Senza cinismo ma con determinazione. Mettere un punto e ricominciare a vivere.



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