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Una storia di Katzanzakis

In principio

Inizio e fine di una nevrosi

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3 minuti

Pubblicato il 21 dicembre 2018 in Altro

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In principio furono i post it.

Gialli.

Li attaccava ovunque capitasse: sui mobili della cucina, sul frigorifero, sulla cornice dei quadri, sulla libreria nera del salone, sui comodini della camera da letto, persino sullo specchio e sul vetro della doccia nel bagno.

Poi si era stancato del disordine e, soprattutto, della necessità di raccogliere i foglietti da terra quando si staccavano, per un colpo di vento o per la naturale usura della colla.

E così aveva comprato dei blocchi formato A4, che riempiva ordinatamente, giorno dopo giorno. Anzi spesso, la sera, sentiva la necessità di ricopiare “in bella” tutto lo scritto del giorno, per eliminare le note di frenesia che trasparivano nella prima stesura.

Di cosa scriveva?

Di tutto, dalla lista della spesa (“pane-pasta-patate” era la sua triade preferita, tanto che ogni tanto, nel corso della giornata, se ne andava canticchiando “papapa”, con un sorrisetto ebete stampato sulla faccia), alla data di scadenza dei cibi (“tra due giorni scadenza dei formaggini, consumarne almeno tre ad ogni pasto”), all'elenco delle medicine da prendere (sempre più lungo, con l'avanzare dell'età), fino alle incombenze quotidiane, ordinatamente numerate per cronologia (“lavarsi i denti, tagliare la barba, mettere il pane nel micro-onde, spalmare il panetto di burro semi-salato, preparare il caffè decaffeinato, dar da mangiare ai gatti, pulire i peli dai divani e dalle poltrone, pulire le lettiere, fare i letti, cambiare l'aria” etc. etc.).

Ma sempre più spesso, intervallati alle incombenze, aveva iniziato a scrivere pensieri, meditazioni, considerazioni sulla vita e sulle sue asprezze.

Che poi, l'insieme dello scritto risultasse, a volte, involontariamente comico, non era cosa che lo preoccupasse o lo inducesse a rivalutare il tutto:

1) Comprare mele Dalinette Choupette (n. 7). 2) Riuscissi a stirarmi tutto come i gatti... 3) Oggi a pranzo potage di cipolle e porri (meglio la Liebig) e filetti di maquereau. 4) Fa troppo caldo per le ortensie, bisogna innaffiarle più a lungo. 5) Che tristezza una cantina di tale qualità da non condividere con nessuno! 6) La Badoit è finita, vedere se è in offerta all'Iper U, altrimenti comprare la Salvetat. 7) Fare il pieno. 8) Com'è che non riesco più a ricordare i sogni che faccio? E se davvero è tra il sogno e la sua realizzazione che viviamo, sto realmente vivendo? 9) E' FINITO IL DETERSIVO PER LA LAVATRICE! 10) Buttare il sacco con la plastica. 11) Fortuna che gli uomini sono biodegradabili, delle donne non so dire, troppa chirurgia estetica e ricostruttiva. 12) Sentire il veterinario, forse Adi ha gli acari nelle orecchie. 13) Comprare i cosci di pollo al mercato e 6 uova fresche. 14) Vedere se sono arrivati i cuori di bue. 15) Gli amici non invecchiano mai, nel tuo cuore, sarebbe come riconoscere che anche tu sei invecchiato. 16) Ricordare i sacchi di spazzatura da 50 per la cucina.


Insomma, la sua vita non mancava di una sorta di grazia e di equilibrio.


Finché non finì la carica dell'ultima penna: si era dimenticato di annotare la necessità di acquistarne di nuove.


La cosa lo sconvolse al punto che non ebbe più voglia di uscire di casa.

Cominciò a trascurare l'igiene personale e la pulizia domestica.

I gatti, dopo essersi a lungo lamentati invano, decisero di andare a cercare fortuna dai vicini.

Intanto le scorte si esaurivano ed il cibo, inesorabilmente, scadeva.

E pensieri su pensieri gli si affollavano in testa senza la possibilità di essere espressi.


Lo ritrovarono dopo un mese dei lontani cugini, passati per caso a trovarlo durante un viaggio in Bretagna: la porta di casa era aperta e si sentiva dappertutto un forte odore di muffa.


Giaceva come addormentato sul divano, circondato da decine di block notes, la barba lunghissima, gli occhi aperti ed una espressione stupita, come ad inseguire un ultimo, fondamentale, pensiero.

Da annotare.

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